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Creta l’isola dai mille colori
Dopo essermi ampiamente documentato con diversi racconti di viaggio, sulla Grecia e sulle sue isole, a maggio dello scorso anno avevo optato per un soggiorno di 15 giorni a Rodi nel mese di settembre. Ho quindi cercato, usando svariati motori di ricerca, di prenotare un volo, ma l’unica soluzione economicamente soddisfacente prevedeva il trasferimento da Venezia a Londra e da qui a Rodi e viceversa per il ritorno. Per problemi di logistica alberghiera ho quindi preferito cambiare destinazione, la scelta è allora caduta su Creta, dove sempre utilizzando motori di ricerca ho potuto prenotare un volo, partenza da Malpensa ed arrivo ad Heraklion al costo di € 182 a/r compreso le spese amministrative e l’assicurazione bagagli e sanitaria.
Non ho dovuto pentirmi del cambio, perché ho trovato una combinazione di natura/cultura/costo/cortesia, che solo l’Italia di diversi anni fa poteva proporre.
Per godere di tutte le bellezze che Creta può offrire, è però necessario poter disporre di un mezzo di trasporto proprio, ho quindi prenotato un auto, che viaggiatori precedenti mi avevano indicato, mi sono trovato benissimo e confrontando con altri viaggiatori con cui ho parlato, ho poi scoperto che a parità di mezzi era quello che era costato meno.
Veniamo al viaggio dunque, 11 settembre 2007 partenza da casa all’alba e trasferimento a Milano con partenza prevista per le ore 8,30, ho parcheggiato in uno dei parcheggi privati esterni all’aeroporto che ritengo più sicuri. Partenza prevista con Eurofly come dicevo per le ore 8,30, effettiva per un ritardo non meglio specificato, alle 10,30, volo comunque buono e atterraggio ad Heraklion alle 13,30 ora locale, ritiro della vettura, una matiz categoria B, disbrigo delle varie operazioni, pagamento del noleggio compresa l’assicurazione Kasco per 15 giorni, € 270, ricevute le istruzioni per la riconsegna della vettura che sarebbe poi avvenuta senza la presenza del noleggiatore, partenza per Kissamos prima tappa del nostro viaggio per conoscere la parte ovest di Creta.
Kissamos è stata scelta in quanto località dove facilmente sarebbe stato possibile trovare alloggio e in quanto comoda per visitare quella parte di Creta senza fare e disfare le valigie tutti i giorni.
Il trasferimento da Heraklion si può fare sia percorrendo la vecchia strada, che ripiegando sulla ben più comoda e nuova superstrada. Noi abbiamo scelto la superstrada, badando a non eccedere nella velocità, in quanto dicono che per quanto riguarda la velocità e le cinture di sicurezza , la polizia di Creta sia molto rigorosa.
Raggiunta Kissamos avevo alcune indicazioni per alloggi, in precedenza raccolte, la preferenza è andata a casa BIKAKIS che si trova a circa 100 metri nella via parallela alla via centrale del paese, via che parte dalla piccola rotonda che si trova di fronte al distributore della Shell. Costo della sistemazione, € 25 a notte per la camera doppia, pulita, con servizi interni e frigobar. Breve visita del paese tanto per familiarizzare e capire le varie dislocazioni, cena in una rosticceria con pochi tavoli interni ed esterni nella via centrale del paese, nella cui insegna c’era scritto NIKANTIKO ed altre indecifrabili parole, comunque vicino al caffè ALIEN. Quella sera, perchè altre ne sono seguite, abbiamo mangiato del Kebab di carne di maiale con patatine fritte ed insalata greca tutto veramente squisito,la sera successiva pollo arrosto, sicuramente ruspante non di allevamento in quanto con carne soda e saporita, sere successive altre ottime cose che preparavano, il tutto innaffiato da un vinello rosso con un sapore di marsala secco eccezionale, spendendo da 10 a 16 euro in due.
Nei giorni di permanenza a Kissamos abbiamo visitato le spiagge di FALASSARNA due volte,
in quanto avevo notato una trattoria proprio accanto al porticciolo dei pescatori, che ritenevo a naso, cucinasse del buon pesce, non mi sono poi sbagliato. Una delle successive serate, abbiamo prenotato e quindi cenato lì. Ci sono stati proposti tra le altre cose dei gamberoni alla griglia, ottimi e sono stato invitato a scegliere quale pesce preferivo nel frigorifero, la scelta è andata ad un pesce da Kg. 1,200, dal colore mi era parsa una cernia, ma non credo lo fosse ed il mio greco non mi ha permesso di saperlo, che è poi stato cucinato alla griglia alla pescatora, insalata greca e vino. Il pesce a Creta in rapporto ai prezzi delle altre cose è caro, non comunque ai livelli italiani, quella cena ci è costata € 62 ma li è valsi tutti. La trattoria si chiama VAPOTABEPNA ( Taverna Waro ).
Siamo poi stati a BALOS, da Kissamos si percorrono 5 Km sulla strada principale, si devia poi a destra sempre su una strada asfaltata e si percorrono altri 2 Km, ci sono comunque le indicazioni in greco ed in inglese e questo in quasi tutta Creta salvo le straducole più interne le cui indicazioni sono soltanto in greco, si deve poi percorrere una strada sterrata di circa 8 Km, è sufficiente percorrerla piano con cautela e non presenta difficoltà alcuna.. Raggiunto il punto dove si parcheggia la macchina, inizia un sentiero da percorre a piedi in discesa, ritengo in una ventina di minuti, noi abbiamo impiegato un’ora e mezzo, in quanto erano più le tappe per rimirare il panorama, i colori della baia, blu, verde, azzurro chiaro, bianco latte e fare fotografie che i passi che si percorrevano in successione, ma d’altronde la vista che si gode è così stupenda che ci ha impedito di scendere più velocemente.
Raggiunta la spiaggia, la vista non spazia più come sopra e ne ho avuto quasi una delusione , ma poi si attraversa, l’acqua è bassa, calda, si passeggia, c’è quasi nessuno, sui massi dalla parte opposta il mare quando è grosso riversa e riempie le molte buche sparse scavate nella roccia, il sole poi la fa evaporare, in alcune c’è la crosta di sale, in altre l’acqua è limpida ma sotto si trova uno spesso strato di sale precipitato, è stupendo restarsene con i piedi a mollo seduti sul bordo. Dopo un po’ però l’incanto svanisce, cominciano ad arrivare barconi che scaricano turisti che scelgono di venire via mare. La baia si riempie, sembra un formicaio, non resta che andare, si può raggiungere dalla parte dove si è scesi, un piccolo chiosco, lì si può bere e mangiare i gestori sono gentili e parlano anche un pò l’italiano.
Nel tornare lungo la strada ci si può fermare dove ci sono le caprette, se ne trovano numerosi gruppi, sono molto carine e simpatiche, prendono il pane dalle mani e non sono invadenti.
Un’altra delle spiagge famose che si può raggiungere da Kissamos è ELAFONNISOS, spiaggia frequentatissima, dove i pullman sia quelli di linea che quelli degli hotels, scaricano turisti a tutto spiano, la spiaggia è attrezzata con ombrelloni e lettini, costo credo € 5 un ombrellone e due lettini, come dalle altre parti, ho detto credo in quanto noi non ci siamo fermati lì, l’oro o meglio il corallo di quella spiaggia è dall’altra parte. Bisogna attraversare un tratto di acqua, è bassa arriva al ginocchio, si sale per un sentiero segnato, si attraversa una duna di sabbia e dall’altra parte c’è una lunga e poco frequentata spiaggia il cui colore della battigia è il rosso dei pezzetti minutissimi di corallo che il mare ha strappato, anche qui l’effetto è a dir poco stupendo. Alle spalle si può percorrendo un sentiero segnato visitare una spianata di rocce di colata lavica, erose dal vento e dall’acqua a formare le figure più strane, nei punti dove un po’ di sabbia si è accumulata , cespugli rotondi e fiori simili a crocus bianchi.
A Kissamos per chi lo desidera si può acquistare anche dell’ottimo pane che dura parecchi giorni, un pane da circa ½ chilo abbondante, viene venduto a numero, costa € 1, la panetteria è al fondo a destra del paese venendo da Chania e l’insegna riporta WOODOVEN.
Il giorno 16 trasferimento a Chania, sistemazione trovata presso la Pensione NORA, costo della camera doppia € 30 a notte, servizi interni con frigo e angolo cottura, che comunque noi non abbiamo usato. Si trova all’entrata della città vecchia dalla parte sinistra rispetto al mare, i proprietari gestiscono il bar Mano. L e possibilità di alloggio in quella zona comunque sono molteplici per tutte le tasche. La dislocazione è ottima in quanto si può lasciare la macchina nel vicinissimo parcheggio gratuito che c’è all’entrata della città vecchia, per scaricare e caricare i bagagli si può entrare. Occorre tenere presente che a Chania parcheggiare non è proprio semplice. Il posto è anche abbastanza vicino per chi vuole andare a prendere il pullman per fare il trekking delle gole di Samaria.
Il trekking si può prenotare nelle diverse agenzie, il costo non è molto discosto da chi come noi ha preferito il pullman di linea. La diversità sta nel fatto che con il pullman di linea si può partire con il primo alle ore 6 del mattino, non c’è ressa all’entrata del parco e si possono percorrere i diversi chilometri della discesa in tranquillità, noi ne avevamo bisogno in quanto siamo over 70 e quindi durante la discesa siamo stati superati man mano dai vari gruppi che i pullman hanno continuato a scaricare durante tutta la mattinata. Il primo tratto è una discesa in mulattiera abbastanza ripida, successivamente spiana un pò, è comunque alterna, un bel tratto finale lo si percorre sul letto del fiume quasi in piano tra alte falesie di roccia. Non occorre portasi dell’acqua, si trovano parecchie fontanelle durante i 13 chilometri della discesa per raggiungere il punto di uscita, ci sono poi ancora altri 4 chilometri di stradina per arrivare al punto di imbarco.
Ma cominciamo da principio, si parte da 1300 metri di altitudine, all’entrata del parco si pagano € 5 a testa ed è bene conservare il biglietto, pena ripagarlo all’uscita, si scende sotto una volta arborea di pini, il profumo di resina che emanano è inebriante, gli alberi attuali hanno circa trecento anni, al tempo della Repubblica di Venezia, venivano da questa utilizzati per la costruzione di navi, nel sottobosco crescono molti arbusti tra cui l’origano, basta strappare poche foglioline sfregarle tra le mani e l’aroma di origano si sprigiona libero ed esaltante, decisamente migliore e diverso di quello cui siamo abituati ad usare. Ho fatto scorta nei negozi, ma devo dire che il migliore in assoluto è quello che abbiamo comprato in un mercatino rionale da un locale, anche se poi, al contrario di quello comprato nei negozi, ho dovuto setacciarlo in quanto parecchio polveroso. Ma continuiamo nel racconto della discesa, a metà del percorso si incontra un villaggio abbandonato, ci sono dei tavoli e delle panchine, ci si può fermare per un pic nic, tenendo presente però che a metà settembre le molte api presenti non trovando più fiori, assalgono letteralmente i visitatori che si accingono a mangiare, non pungono, soltanto si posano sul panino e non se ne vanno, inutile scacciarle, a quel punto corre il rischio non certo piacevole di ingoiarne qualcuna, con le spiacevoli conseguenze cui si può incorrere, ovviamente abbiamo dovuto rinunciare al panino.
Appena passato il paese, sulla sinistra, per chi ha ancora qualche energia da spendere, può visitare la chiesetta che ha dato il nome alle gole. Occorre scendere sul greto del fiume attraversarlo, risalire dall’altra parte ed ecco la cappelletta, la porta è chiusa ma è sufficiente togliere il bastoncello che tiene il catenaccio, ricordarsi di rimetterlo, e si può entrare vi si trovano degli affreschi purtroppo un po’ degradati dal tempo e quattro splendide icone. Continuando la discesa ed arrivati al punto di uscita subito dopo si incontrano due locali dove ci si può ristorare. Nel primo dove ci siamo fermati, fanno delle maxi spremute di arancio, nè zuccherate nè annacquate, sarà a causa della fatica ma le abbiamo trovate più che ottime, insuperabili.
Dopo essersi ristorati ecco che i quattro chilometri di strada rimanente si possono affrontare con uno spirito migliore.
Giunti al punto d’imbarco si devono fare i biglietti per raggiungere Hora Sfakia, da dove si potrà, con il pullman di linea rientrare a Chania
Il costo del pullman a/r è di € 12,50 a testa
Il costo del traghetto per la traversata è di € 7,50 a testa.
Da Chania si può visitare la penisola di Akrotiri, le spiagge di Marathi e Stavros, avevo letto in precedenti racconti che sono molto belle, a noi non sono piaciute. Nella penisola però si trovano diversi monasteri, ne abbiamo visitati due Agia Triada e Gouvermetou e ci sono molto piaciuti.
Da Chania abbiamo fatto una puntata a Rethimno, nei vari negozi che si trovano vicino alla Fortezza, si può comprare bene, si mangia altrettanto bene nei ristorantini che lì si trovano e dopo essersi ristorati merita sicuramente una visita alla fortezza, si gode una bella vista della città e del porto, vi si trovano fra l’altro una moschea ed una chiesa.
Le serate a Chania è bello trascorrerle, dopo aver cenato in uno dei molteplici ristoranti che si trovano lungo il porto e nell’interno della città vecchia, passeggiando lungo il porto o in mezzo ai vicoletti.
Terza tappa Plakias, cittadina che si affaccia sul mar libico, anche la scelta di Plakias è stata dettata non tanto per la bellezza della cittadina, che è bellina si ma non eccezionale, anche la sua spiaggia è molto lunga ma anonima, quanto per le molte possibilità di alloggio che offre e per la comodità logistica per visitare questa parte di Creta.
Abbiamo trovato alloggio presso George, € 30 la camera doppia con frigo, angolo cottura e servizi interni, che come sempre non abbiamo usato, è una casa in mezzo agli ulivi, non facilmente rintracciabile per trovarla occorre fare attenzione poco prima di Plakias, sulla sinistra c’è un cartello di “ room for rent” di Anthos, girare e di fronte ad Anthos parcheggiare, nella stradina a destra a circa dieci metri si trova un piccolo cartello con scritto a mano “ Studios Appartment “ci siamo trovati benissimo, il parcheggio era sotto gli ulivi. Non affitta volentieri a chi si ferma un giorno soltanto.
La sera andavamo a cenare a Lefkogia, il paesino che si trova prima di raggiungere Plakias, alla Taverna STELIOS che si trova sulla strada principale all’angolo della strada che si deve prendere per raggiungere la spiaggia di Shinaria. E’ un locale di poche pretese ma dove si mangia veramente bene, nel fine settimana è strapieno è possibile dover attendere in quanto oltre ai turisti che già lo conoscono ci vanno pure i locali, lui parla anche un po’ l’italiano , mi diceva che è stato qualche tempo a Merano. La spesa variava dai € 12 ai 18 in due compreso acqua e vino.
Nei pressi di Plaklias si trovano delle piccole ma carinissime spiagge, la già menzionata Shinaria, Amoundi, Damnoni, un po’ più lontana Frangocastello con il suo maniero che si specchia nel mare.
Abbastanza vicino si può visitare il Monastero di Preveli, che merita sicuramente i pochi euro spesi per entrare. Lì accanto si trova la spiaggia di Preveli, occorre lasciare la macchina nel parcheggio segnalato e scendere a piedi per un sentiero, la spiaggia si trova alla foce di un fiume circondato di palme, se non ci fosse il mare di fronte parrebbe di stare in mezzo ad un’oasi con il suo lago, molto caratteristica.
Si può raggiungere poi un po’ più lontano la cittadina di Agia Galini, si tratta di una splendida cittadina abbarbicata agli speroni di arenaria che scendono a mare. Credo però che ad agosto sia molto difficile parcheggiare.
Oltre ancora, arroccato su di un colle, si trova il sito archeologico di Festos, i cui scavi sono stati condotti da un’equipe archeologica italiana,che ancora oggi è presente con una scuola italiana di archeologia. Il sito è molto interessante da visitare e al contrario di Cnosso, l’altro sito Miceneo vicino ad Heraklion, non è stato minimamente alterato,anche se io, ho comunque apprezzato le ricostruzioni che sono state fatte a Cnosso, in quanto mi hanno permesso di conoscere un pò di più qual era la vita dall’ora. A Festos è stato trovato il famoso disco di Festos, che si può ammirare nel museo archeologico di Heraklion, che, pur essendo nel 2007 in parte chiuso per restauri, ho comunque indubbiamente apprezzato per la particolarità e la straordinaria bellezza dei reperti esposti.
Nei pressi di Festos merita senz’altro una visita la spiaggia di Matala, con il suo promontorio di roccia gialla, tutto traforato e scavato in epoche arcaiche, in cui trova locazione un cimitero romano, le grotte scavate nella parte che si protende verso il mare, negli anni sessanta erano abitate dagli hippyes.
Oltre Matala sulla strada verso Heraklion si trova il sito archeologico di Gortina, città di epoca preromana, dicono abitata da oltre trecentomila abitanti, una delle più grandi città dell’epoca. I resti purtroppo non sono ben conservati, in massima parte sparsi e sepolti in mezzo agli uliveti salvo i ruderi di una chiesa dei primi secoli dopo Cristo.
Da ricordare che per gli over 65, sia per la visita dei monasteri che per quella dei siti archeologici, si ha diritto al biglietto scontato, far presente l’età alle casse.
In conclusione Creta, brulla e selvaggia nella parte più interna, col rosso il grigio ed il nero delle rocce, col suo mare blu con le sue acque cristalline dalle mille tonalità di verde, col verde dei suoi ulivi centenari, con la sabbia bianca delle sue spiagge, con il rosso del corallo strappato al mare che disegna ed imporpora la battigia, con le rosse macchie di bouganville, con la gentilezza e la cortesia dei suoi abitanti, mi impone di dire grazie Creta , una meta che sicuramente non dimenticherò..
Angelo Dentis
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