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Salpati di sera da brindisi, giungiamo al mattino in vista dell'isola di Corfù, ricca di oliveti e vigneti. Nella cittadina di Corfù notiamo l'impronta veneziana dell'architettura.Il nostro panfilo imbocca poi il golfo di Patrasso sulla cui sponda settentrionale sorge la cittadina di Lèpanto. A questa è legato il ricordo della vittoria navale dei Cristiani sui Turchi, avvenuta in realtà non molto lontano. Navighiamo ora nel Golfo di Corinto e prendiamo terra sulla sua costa settentrionale.Qui visitiamo il luogo dell'antico oracolo di Delfi e contempliamo il monte Parnaso. Tocchiamo quindi Corinto per entrare, subito dopo, fra le alte pareti rocciose del canale omonimo.Questo gigantesco taglio, inaugurato nel 1893, ci risparmia la circumnavigazione del Peleponneso, facendoci sboccare nel Golfo di Egina. Superiamo l'isola di Salamina, che ci rievoca una grande battaglia navale: quella vinta dagli Ateniesi contro la flotta Persiana. Finalmente approdiamo al Pireo e ci mescoliamo alla folla che anima le vie del pittoresco scalo marittimo. La sua baia e quella adiacente del Falèro fecero nell'antichità la fortuna di Atene, posta a pochi kilometri di distanza, nell'interno, e perciò in grado di godere i vantaggi del mare senza soffrirne i pericoli, come gli attacchi nemici.Oggi il porto e la metropoli formano un'unica area urbana: la Grande Atene. Il nostro panfilo, venuto a imbararci nel Golfo di Lamia, presso le Termopili, si dirige ora a Salonicco, situata sul golfo omonimo, non lontano dalla foce del Vardar. Ripreso il mare, doppiamo la Penisola Calcidica, ammirando i conventi ortodosssi, che s'innalzano sulla più orientale delle sue tre punte, culmimante nel M.Athos. Questo territorio costituisce la Repubblica del Monte Santo. La popolazione è composta quasi esclusivamente da monaci. L'accesso è interdetto alle donne e ai musulmani. Dopo avere costeggiato la Turchia greca fino al confine con la Turchia, segnato dal fiume Màrica compiamo la visita dell'Arcipelago. Anche qui sono innumerevoli i luoghi d'importanza storica e archeologica, in mezzo a paesaggi di grande bellezza. nell'impossibilità di vederli tutti, ci fermiamo successivamente nelle isole di Lemno, Lesbo, Chio, Samo e Rodi. Quest'ultima appartenne all'Italia dal 1912 alla fine della seconda guerra mondiale. Infine ci accoglie il porto Càndia, nell'isola di Creta.
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