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Irlanda: la terra dei pub

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Completamente affascinato dalle atmosfere tipicamente britanniche ho iniziato la mia personalissima documentazione sull’Irlanda in previsione delle quanto mai attese e classiche ferie d’agosto. Da buon amante dell’ottima birra sono stato colpito da una frase riportata su un sito Internet che diceva: “Irlanda: la terra dei pub”.
Se il pub irlandese fosse una repubblica, la suddividerei arbitrariamente in 4 regioni (proprio come l’Irlanda): usi e consuetudini, musica, birra e sport. Ma queste regioni non hanno un confine preciso e stabilito a tavolino, si intrecciano simultaneamente creando un luogo mitico per l’immaginario collettivo.
Sebbene fossi già a conoscenza dell’importanza e della tipicità del pub irlandese, sono stato conquistato dal fatto che venga considerato “il ritrovo per eccellenza” degli irlandesi, senza distinzione di età, sesso, razza, religione come spesso capita in Italia dove la maggior parte dei locali vengono dotati di un marchio distintivo dove “le persone diverse” non sono gradite e viene effettuata una sorta di selezione che mi dà il voltastomaco. E pensare che i paesi britannici, e l’Irlanda in particolar modo, sono stati falcidiati al proprio interno da secolari guerre di religione tra protestanti e cattolici e hanno subito migrazioni esterne che arrivavano dallo sconfinato Impero britannico, pertanto convivono da secoli una miriade di etnie e culture che portano a definire l’Irlanda una società ormai multi etnica. Ma all’interno del pub a maggior ragione tutte queste barriere sociali e vengono clamorosamente abbattute creando un’atmosfera magica e mistica, della quale è impossibile non rimanerne affascinati.
Ma ciò che rende del tutto speciale il pub irlandese è tutta una serie di usi e consuetudini che formano una sorta di codice non scritto che ogni frequentatore è tenuto a rispettare religiosamente, creando così un microcosmo naturale, parente non troppo lontano del celeberrimo “Bar Sport” di Stefano Benni.
Pertanto qualora vogliate entrare in un tipico pub irlandese mi permetto di fare una piccola lista di consigli per l’uso:
- a meno che non vogliate restare a bocca asciutta per tutta la serata, non lanciatevi alla ricerca di un posto a sedere per poi chiamare il cameriere. In Irlanda la consumazione si ordina al banco, anche se dovrete sgomitare un po’ per raggiungerlo.
- se avete molta sete, non spazientitevi la prima volta che ordinate la Guinness, perché viene spillata in due volte, in un modo tale che trasudi amore!
- se venite invitati non pagate mai il primo giro e soprattutto non insistete.
È usanza bere tante volte quante l'irlandese che è con voi
- qualora siate invitati a bere, dovrete bere tante volte quante l’irlandese che è con voi, pertanto è usanza ordinare la pinta successiva quando il bicchiere che state bevendo è ancora a metà.
Come non menzionare poi il pub irlandese come punto nevralgico della musica, ricordando che proprio dall’Irlanda arrivano stelle di calibro internazionale come gli U2, i Cramberries, Sinead O’Connor, Enya, The Corrs, Van Morrison…, i quali ai loro esordi si sono esibiti nei pub più caratteristici di Dublino. Il pub è il luogo ideale per i musicisti per esibirsi nelle loro session dal vivo. Per i frequentatori rappresenta la normalità ritrovarsi in un pub affollato e ascoltare musica dal vivo che può svariare dal folk alla musica celtica, dal pop al rock, dalla musica etnica ai canti popolari. E’ incredibile ma esistono in ogni cittadina negozi di musica dove si possono trovare scaffali stracolmi di canti popolari e musica celtica che accalappiano l’attenzione degli appassionati più sfegatati di musica.
Mi ha colpito inoltre la bravura e la passione dei musicisti da pub: armati di un solo strumento che va’ dalla chitarra all’armonica riescono a ricreare un’atmosfera magica che coinvolge emotivamente gli ascoltatori, che non porta ad un ascolto passivo come spesso avviene nei comuni piano-bar italiani.
E come avviene negli stadi americani dove prima della partita di football viene ascoltato e cantato l’inno nazionale, alla fine di ogni esibizione l’artista ripropone l’inno irlandese che viene cantato con la mano al cuore da tutto il pub che si alza rigorosamente in piedi.
Questa è la prova che l’amore per la propria patria e le proprie origini, non è sintomo di discriminazione verso altri popoli, ma un elemento di forte coesione che riunisce sotto un’unica bandiera le diverse etnie che convivono in un paese. Pertanto anche il turista di passaggio per rispetto non può fare altro che alzarsi in piedi e unirsi alla cerimonia generale.
Per fare una comparazione tra culture diverse, se i latini hanno il ritmo nel sangue, gli irlandesi sono padroni incontrastati della melodia e delle sonorità.
Siamo arrivati all’elemento cardine che funge da connessione per le persone che transitano all’interno del pub: la birra.
Basta pensare che ogni movimento, ogni consuetudine del codice non scritto di cui accennavo prima, all’interno del pub ruota attorno a questa bevanda meravigliosa. L’Irlanda è la patria della birra, come l’Italia lo è per la pasta. Tutto ciò basta a far comprendere come i mastri birrai di questa terra abbiamo affinato alla perfezione tale arte e come il processo di produzione sia diventato un culto come dimostra il Guinness Storehouse di Dublino, dove avviene la mistificazione di ogni atto che porta alla degustazione della Stout più famosa al mondo: la Guinness.
L'ideatore di questa prelibatezza è stato Arthur Guinness, che nel 1759, iniziò un'avventura che in breve tempo lo portò a produrre la birra più popolare d'Irlanda. In quell'anno Guinness si installò su qualche acro di terreno al bordo del Liffey a Dublino firmando un contratto di 9.000 anni! Oggigiorno invece vengono serviti più di 10 milioni di bicchieri di Guinness al giorno in tutto il mondo!
Anche l’arte di spillare una pinta di Guinness è un processo lento e accurato che ogni barman esegue con religiosa accuratezza. Va servita in due tempi;
dapprima si riempie il bicchiere per circa i 3/4 tenendolo a 45° rispetto allo spillatore e avendo cura che il becco dello stesso tocchi con il vetro interno del bicchiere. Quindi la si lascia riposare per qualche minuto ed infine si riempie del tutto il bicchiere tenendolo questa volta perpendicolare e distante dallo spillatore in modo da creare la caratteristica schiuma. La schiuma, molto densa, deve inoltre essere cremosa, unta, e rimanere fino alla fine. Un buon trucco è quello di segnare le proprie iniziali o disegnare un trifoglio sulla superficie della schiuma e controllare se se ne vedono ancora le tracce all'ultima sorsata.
E’ incredibile poi la quantità di abbinamenti con i vari piatti tipici, dalle ostriche al tradizionale Fish & Chips!
In realtà la vera importanza della birra viene secondo me celata, in quanto possiamo attribuire a questa bevanda un elemento di coesione sociale, anche perché dopo aver bevuto qualche pinta di troppo si toglie quel freno alle inibizioni che ci consente di fraternizzare con chi ci sta intorno. Pensate ai locali italiani dove tutti se la tirano e non riesci a conoscere nessuno, il pub è l’esatto contrario; al suo interno incontrerai amici che non avevi ancora incontrato e conosciuto e soprattutto il pub metterà in mostra un campionario di gente che abbatte qualsiasi gerarchia sociale, dal vecchio ubriacone patriottico e nostalgico, all'uomo d'affari in giacca e cravatta!
L’Irlanda è una delle poche nazioni al mondo dove lo sport nazionale non è uno sport conosciuto come il calcio o il basket, infatti le due attività maggiormente diffuse sono il calcio gaelico e l’Hurling. Il calcio gaelico è un mix veloce e spettacolare tra calcio e rugby, giocato in un campo di rugby con le porte miste (calcio e pali da rugby), mentre l’Hurling è una sorta di hockey su prato giocato in un campo da rugby con porte miste.
Questi due sport sono discipline tipicamente gaeliche e vengono praticate solo nelle regione dove la meravigliosa e misteriosa lingua gaelica viene parlata: Irlanda, Scozia, Galles e Isola di Man. Esistono campionati a livello dilettantistico per Hurling e calcio gaelico ma vengono seguiti con passione quasi maniacale da tutti gli irlandesi.
La differenza tra noi e gli irlandesi? Noi siamo maniaci per il calcio prima, durante e dopo le partite, gli irlandesi sono maniaci solo durante la partita e quando l’arbitro fischia la fine le tifoserie si mescolano e si va tutti al pub sotto l’unica insegna della civiltà sportiva. Tutto ciò è straordinario pensando a quanto successo in Italia in occasione delle partite di calcio di Serie A negli ultimi anni. Ogni pub irlandese è rigorosamente fornito di televisore in ogni angolo del locale per seguire gli eventi sportivi ed è fantastico vedere due persone con maglie e sciarpe di colore diverso seguire fianco a fianco il match senza alcun tipo di problema. E questo avviene anche allo stadio perché nel giorno della partita, che si svolge quasi sempre di sabato o di domenica, si vedono le tifoserie mescolate che raggiungono lo stadio con famiglia a seguito senza cordoni di polizia o altre idiozie tipicamente militaresche.
Per un appassionato sportivo tutto questo rappresenta un motivo accattivante per seguire i propri beniamini, ma per noi che viviamo in Italia tutto questo è un motivo per disinnamorarsi dalla follia collettiva con la quale viene trattato un evento sportivo.
In tutto questo il pub fa da collante per tutti coloro che vogliono seguire un evento sportivo gustandosi una buona birra e scambiare quattro chiacchiere in compagnia senza isterismi.
Insomma non si può assolutamente rimanere indifferenti di fronte di fronte a questa inesauribile fonte di vita sociale, chi trascorre un po’ di tempo in Irlanda e frequenta i suoi pub non può che rimanere affascinato dalla tradizione e dalla magia che rappresentano, il tutto corredato dalla cordialità e dall’incredibile ospitalità che gli irlandesi dimostrano verso lo straniero o quanto meno “il diverso”. Ciò che questo popolo dimostra è una vera e propria curiosità e sete di conoscenza verso altre persone che non conoscono e il pub rappresenta il loro biglietto da visita per farti capire che “Sei il benvenuto”.
Dublino, la capitale dell’Eire, è la città con più pub al mondo, se ne contano addirittura più di seicento situati nella maggior parte nel quartiere in assoluto più irish: Temple Bar.
La zona, una volta quartiere popolare e portuale di Dublino, si iniziò ad animare quando fu stabilito un piano di restaurazione di vecchi edifici e le stradine intorno furono ricoperte di pavè e rese pedonali. Molti importanti nomi dello spettacolo parteciparono all rinnovamento aprendo locali e partecipando alle attività della zona.
Così Temple Bar divenne subito sinonimo di moda, meta di passaggio di ogni “Dubliners” dall’animo giovane. Centro nevralgico non solo dei pub più famosi, ma del divertimento nel senso più ampiamente irlandese. Le stradine che si sparpagliano fra un pub e l’altro sono affollate da artisti di strada, musicisti e tantissimi pedoni, sono costeggiate da ristoranti di tendenza, gallerie alla moda, da centri di esposizioni e centri culturali.
Nei giorni passati a Dublino ho fatto una vera e propria full-immersion nella vita da pub cercando di degustare profondamente l’atmosfera mistica e allo stesso tempo accogliente che questi meravigliosi locali offrono.
Siccome il mio racconto non è una guida turistica mi limiterò a citare quelli che hanno suscitato in me il maggior interesse: Oliver St.John Gogarty’s, The Brazen Head, Auld Dubliner, The Temple Bar, O’Donoghue’s. Ma dovrete essere voi, in base alle sensazioni che vi susciteranno, sia emotive che gustative, a giudicare i locali da voi preferiti.
Arrivati a questo punto del mio racconto occorre fare una distinzione: i pubs all’interno dell’Irlanda possono assumere varie sfaccettature; a seconda che ci si trovi a Dublino, Galway, Cork oppure Kilkenny, Killarney o Carlow ci si imbatte in due diverse tipologie.
La prima tipologia è quella dei “Pub di città” i quali hanno tralasciato nel tempo il carattere puramente intimo, familiare e tradizionale per lasciare spazio a quello più turistico e commerciale particolarmente chiassoso e festoso soprattutto nei fine settimana.
La seconda tipologia è quella dei “Pub di paese” che hanno conservato e tuttora conservano l’aspetto e le atmosfere originarie e più genuine. Nei paesi più piccoli spesso e volentieri il Pub funge anche da vero e proprio centro di informazione turistica; se state andando in macchina e nutrite qualche dubbio di qualsiasi tipo circa il percorso o il luogo in cui vi trovate, fermatevi ed entrate in uno di questi e chiedete tranquillamente con fiducia al barista o a chiunque sosti al banche e già che ci siete prendetevi una birra!
Potete stare certi che ovunque in Irlanda troverete un pub, anche nel piccolo e sperduto villaggio incastonato nell’angolo più remoto della Penisola di Dingle, del Kerry o del Connemara, tra vaste colline o lungo sentieri a picco sul mare.
Questo lato tremendamente romantico del pub irlandese mi ha fatto pensare ai nostri piccoli paesini di periferia che alla sera risultano deserti o dove le persone hanno paura ad uscire in quanto non si sentono sicuri mentre qui risulta il centro nevralgico della vita cittadina e viene frequentato da giovani, anziani, donne e addirittura bambini fino alle 18.00 se accompagnati.
Si è cercato in Italia di riprodurre il tipico irish pub secondo un format “preconfezionato” senza però trarre grande successo in quanto a mio parere, non è possibile riportare uno stile di vita, un fatto culturale e di tradizione che affonda radici profondissime nella storia di un paese; è come se volessimo esportare in Irlanda una tipica pizzeria napoletana con annesso stili e tradizioni… non sarebbe davvero possibile!
Questo breve racconto riporta le sensazioni e le riflessioni di un viaggiatore innamorato dell’Irlanda e dei suoi pubs; rientrando in patria, oltre al desiderio di tornare e a quell’inebriante gusto di aver scoperto una parte di mondo, mi sentivo triste ma non per dover lasciare l’Irlanda, ma per dover rientrare in un paese che non riesce ad emozionarmi per una sua tipicità. Mi sono sentito costretto a ricercare qualcosa di accogliente e che mi facesse sentire libero al dì fuori dei confini nazionali. Ci siamo mai chiesti se l’Italia nelle sue caratteristiche e tipicità può offrire un forte elemento di coesione sociale come lo sono i pubs per l’Irlanda? E’ davvero triste e malinconico sentirsi a casa in paese straniero che ti può offrire qualcosa che non trovi nel tuo.
Gli irlandesi potranno sempre essere sempre fieri ed orgogliosi del proprio marchio di fabbrica: IL PUB.

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