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GERUSALEMME, ISRAELE

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Decode Jerusalem - una guida turistica alternativa

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INDICE

Introduzione
Gerusalemme - Contesto generale
Gerusalemme - Cerchi di controllo
Mappa dei punti panoramici e dei luoghi decodificati

1)
Punto panoramico: Monte degli Ulivi
> Quartiere magrebino / quartiere ebreo
> Terra di Nessuno
> Haram Al-Sharif / Monte del Tempio
> Quartiere musulmano

2)
Punto panoramico: ospedale Augusta Victoria
> Mishor Adumim
> Az Za'ayyem
> Ma'ale Adumim
> Highway 1
> Checkpoint Ras Abu Sbeitan
> Muro dell'Apartheid / recinto di sicurezza

3)
Punto panoramico: università Ebraica
> Campo profughi Shu'fat
> 'Anata
> Beduini Jahalin
> Mezudat Adumim
> Area E1

4)
Punto panoramico: passeggiata sui bastioni
> Silwan / Città di Davide
> As Sawahira Ash Sharqiya
> Nof Zion

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INTRODUZIONE

Decode Jerusalem vuole essere un invito ad esplorare la parte orientale di Gerusalemme e a scoprire aspetti diversi dell'occupazione israeliana iniziata nel 1967. L'idea è quella di suggerire aree da visitare, rappresentative di come le scelte politiche del conflitto israelo-palestinese condizionino le vite delle persone che abitano a Gerusalemme e nelle sue immediate vicinanze. Poiché la guida intende fornire solo una rudimentale rete di indicazioni riguardanti le zone da esplorare, sta a chi legge e alla sua curiosità di visitare e scoprire le diverse realtà che caratterizzano determinate aree della Città. Decode Jerusalem va vista come uno strumento che vi permetterà di approfondire la vostra conoscenza del conflitto e vi aiuterà a dare un senso a ciò che vedete e sentite. Per ogni singolo luogo decodificato, la guida fornisce molteplici punti di vista: la prospettiva adottata non è solo quella palestinese affiancata a quella delle Nazioni Unite, ma anche quella israeliana, in modo da darvi un quadro completo dell'occupazione. Oltre a mettervi a parte dei fatti, la guida fornisce dettagli sugli aspetti sociali del tessuto urbano in modo tale da mettervi nelle condizioni di riconoscere la sintomatologia del conflitto anche nei luoghi non decodificati da Decode Jerusalem.

La struttura di Decode Jerusalem è articolata in base a quattro fondamentali punti panoramici collocati sulle colline che circondano la città (il Monte degli Ulivi, l'ospedale Augusta Victoria, l'Università ebraica e la passeggiata sui bastioni), dai quali si possono scorgere una serie di luoghi successivamente decodificati. Ogni luogo decodificato presente nella guida è accompagnato da testo e foto. Inoltre ogni foto contiene degli elementi grafico-testuali che decodificano ulteriori elementi urbanistici utili alla comprensione dell'paesaggio. La guida può essere scaricata gratuitamente da decodejerusalem punto net e le immagini qui caricate vogliono dare un'impressione della struttura, del layout e delle grafiche che la caratterizzano.

Avviso: anche se molte aree possono semplicemente essere attraversate in autobus, per farsi un'idea di quello che sta succedendo è fondamentale scendere dal mezzo, esplorare le aree a piedi in modo da avere il tempo di elaborare e assimilare le cose che vedete, toccando con mano la realtà che vi circonda.
Le viaggiatrici dovrebbero coprire braccia e gambe in segno di rispetto della cultura locale e per evitare molestie. In molte zone donne occidentali possono evitare l'approccio da parte di uomini salutandoli con la frase “Al salaam alaykum”, letteralmente “La pace sia su te/voi”.
Chi visita le aree descritte nella guida deve essere consapevole del fatto che si sta muovendo in una zona di conflitto. Ricordiamo a chi ci legge che chi adotta la nostra guida lo fa a proprio rischio.

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GERUSALEMME - CONTESTO GENERALE

[ “Stavamo parlando due lingue reciprocamente incomprensibili.
Loro pensavano di liberare la loro terra, noi abbiamo pensato che stavano occupando la nostra.” (Ibrahim Dakkak, operaio edile palestinese) ]

Nel 1948 una risoluzione delle Nazioni Unite sancì la nascita dello Stato di Israele. Nel periodo immediatamente successivo alla dichiarazione si scatenò un conflitto che coinvolse Israele e le nazioni arabe confinanti. La Guerra del 1948 si risolse con il controllo di Gerusalemme Ovest da parte delle forze belliche israeliane e con la Giordania che controllava invece la parte orientale della città, compresa la Città Vecchia. Si raggiunse una tregua dividendo la città in corrispondenza di quella che oggi ci è nota come la Linea Verde, ovvero il confine riconosciuto dalla Comunità Internazionale.
Durante la guerra dei 6 giorni del 1967 Israele occupò una grossa fetta di territorio giordano, la Cisgiordania. Granparte di questo territorio venne a trovarsi sotto occupazione militare da parte di Israele, mentre la parte orientale di Gerusalemme e 28 villaggi del circondario furono ufficialmente annessi allo Stato di Israele. Le Nazioni Unite riconoscono come confine ufficiale la Linea Verde, il confine tracciato alla fine del conflitto del 1948. L'occupazione e l'annessione di Gerusalemme Est sono contestate a livello internazionale in base alle Convenzioni di Ginevra. Attraverso una serie di risoluzioni il Consiglio di Sicurezza dell'ONU tentò di riportare la situazione allo stato di cose precedente al 1967, il che avrebbe implicato il ritiro delle truppe dalla Cisgiordania. Le risoluzioni furono ignorate.
I metodi dell'occupazione israeliana dei Territori palestinesi violano il diritto umanitario internazionale a diversi livelli e sono sottoposti al monitoraggio da parte dell'Ufficio delle Nazioni Unite per la Coordinazione degli Affari Umanitari. Sul sito vengono regolarmente pubblicati rapporti sulla situazione.

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GERUSALEMME - CERCHI DI CONTROLLO

[ Gerusalemme è il centro della società palestinese come quello della società israeliana. tuttavia, dopo l'annessione del 1967 Israele ha adottato una serie di strategie per isolare Gerusalemme dalla Cisgiordania e quindi dalla comunità palestinese. ]

Israele ha messo in piedi un complesso apparato di leggi che regolano le vite dei palestinesi e la loro mobilità all'interno di Gerusalemme: i palestinesi residenti a Gerusalemme Est possiedono una tessera di identificazione di colore azzurro che li identifica come residenti permanenti della città ma non come cittadini israeliani. Ciò comporta che di anno in anno queste persone sono obbligate a fornire prove del fatto che risiedono effettivamente a Gerusalemme Est. In caso contrario sono costrette a rinunciare al loro status di residenti e a lasciare per sempre la città. Questo significa che gli abitanti palestinesi di Gerusalemme sono intrappolati all'interno della città senza potersi spostare in altre città per un lungo periodo di tempo, ad esempio per motivi di lavoro. Se lo facessero comunque perderebbero per sempre il diritto di vivere nella propria città natale. Un palestinese residente
a Gerusalemme possiede anche dei diritti diversi rispetto a un cittadino israeliano: ad esempio non è autorizzato a votare per la Knesset nonostante viva in un territorio che Israele reclama per sé. Inoltre se un palestinese volesse acquisire la cittadinanza israeliana, non potrebbe, visto che per legge non può rinunciare alla propria nazionalità giordana.
Per i palestinesi residenti in Cisgiordania, possessori di una tessera di identificazione verde, l'accesso a Gerusalemme Est è soggetto a numerose restrizioni. Sono necessari permessi speciali per accedere alla parte est della città e persino se si è sposati con una persona residente a Gerusalemme Est legalmente non è permesso viverci. Sempre nuove restrizioni sono state introdotte a partire dal 1967, ma con l'inizio della Seconda Intifada si sono fatte particolarmente severe. Attualmente Gerusalemme Est è isolata dalla Cisgiordania, il che causa seri problemi alla popolazione palestinese. Basti pensare che in caso di malattia, se si rendessero necessarie cure mediche urgenti presso uno degli ospedali di Gerusalemme Est, occorrerebbe sottoporsi a un iter burocratico estremamente complesso per ottenere il permesso.
Un altro modo per isolare Gerusalemme rispetto alla West Bank (Cisgiordania) consiste nell'allestimento di insediamenti intorno alla Città Vecchia. Attualmente 250.000 ebrei vivono a Gerusalemme Est e rappresentano il 45% della popolazione residente in quest'area. Come tre cordoni di sicurezza, gli insediamenti israeliani sono strategicamente collocati intorno alla Città Vecchia. Il cordone interno circonda Haram Al-Sharif / Monte del Tempio, prosegue all'interno delle mura della Città Vecchia ed è costituito da case singole. Il secondo accerchiamento circonda tutta la Città Vecchia e comporta l'occupazione da parte dei coloni israeliani di larghe parti di territorio palestinese. Infine un terzo cordone di sicurezza consiste di ampi insediamenti nuovi che sorgono su terra confiscata.
Se da una parte gli insediamenti israeliani a Gerusalemme Est crescono, per i palestinesi è diventato praticamente impossibile ottenere concessioni edilizie. Si costruisce abusivamente per soddisfare le proprie necessità e si finisce per vivere con la costante minaccia che la casa venga demolita.
Un altro metodo di pressione che rende la vita difficile ai palestinesi di Gerusalemme è la politica fiscale. A Gerusalemme tutti i residenti pagano la stessa quantità di tasse, ma i quartieri arabi sono privi di pavimentazione stradale, parchi e servizi poiché ufficialmente il denaro viene investito in cose più importanti, per esempio per mantenere la comunità ebraica ultra ortodossa disoccupata. Questa distribuzione diseguale dei fondi pubblici divide Gerusalemme in due città molto diverse fra loro.
L'origine di questo trattamento discriminatorio va cercata nella linea politicamessa in atto da Israele che mira a conservare la maggioranza di popolazioneisraeliana a Gerusalemme e a scongiurare il rischio che Gerusalemme diventi la capitale di un possibile stato palestinese.

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1) PUNTO PANORAMICO: MONTE DEGLI ULIVI

Informazioni generali:
Il cimitero ebraico presso il Monte degli Ulivi, noto fin dall'antichità biblica, è il luogo in cui il Messia, nel momento del suo avvento, inizierà a redimere i morti. Tra il 1967 e il 1968 la Giordania vi fece costruire una strada, distruggendo migliaia di tombe.

Perché andarci:
Si tratta del punto con la vista migliore sulla Città Vecchia, che si trova al centro delle numerose trattative di pace in atto nella regione.

Come raggiungerlo partendo dalla Porta di Damasco:
Con l'autobus bianco-blu delle linee palestinesi n. 75 o a piedi (30 minuti di passeggiata dalla Porta di Damasco).

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LUOGO DECODIFICATO: QUARTIERE MAGREBINO / QUARTIERE EBRAICO

[ Il quartiere ebraico come appare oggi è il risultato dell'occupazione israeliana della Città Vecchia nella guerra del 1967. ]

Prospettiva palestinese:
Una delle prime azioni intraprese da Israele dopo la fine del conflitto del 1967 fu la distruzione del quartiere magrebino di fronte al muro occidentale per fare spazio alla piazza che si trova qui, oggi. I 600 cittadini palestinesi rimasti senza casa furono costretti a trasferirsi presso il campo profughi Shu’fat nella parte nord-est di Gerusalemme.
Inoltre, gli israeliani decisero di allargare il piccolo quartiere ebraico collocatotra i quartieri Magrebino e Armeno. 6000 cristiani e musulmani palestinesi furono costretti a lasciare le proprie case che si trovavano in quello che oggi è il ricco e curato quartiere ebraico. Le vecchie case sono state demolite e al loro posto sorge un’area residenziale con archi e cupole nello stile orientaleggiante della Città Vecchia. Dal 1981 in questa zona a tutti i non-ebrei è vietato acquistare proprietà.

Prospettiva israeliana:
Fino al 1967 la parte occidentale del Muro del Pianto non era altro che una rovina alle spalle di un quartiere marocchino degradato che non lasciava praticamente spazio per le preghiere. Inoltre, dal 1948 al 1967 agli ebrei non era permesso visitare il Muro. Dopo la riunificazione di Gerusalemme, la parte occidentale del Muro fu liberata e davanti ad esso fu creato uno spazio per la preghiera e per cerimonie religiose. Attualmente non costituisce solo il luogo sacro per eccellenza degli ebrei ma anche un simbolo di orgoglio nazionale.
Il quartiere ebraico è uno dei quartieri tradizionali della Città Vecchia. Durante l’occupazione giordana quasi tutti i luoghi di culto furono distrutti. Ma dopo il 1967 il quartiere fu ricostruito e ammodernato, e molte importanti istituzioni educative, come per esempio l’Istituto del Tempio, oggi trovano spazio qui. Prima della ricostruzione sono stati effettuati scavi archeologici e i reperti sono esposti sia nel quartiere stesso che in musei.

Come arrivare partendo dalla Porta di Damasco:
Accedete al quartiere ebraico attraverso la Porta di Dung o percorrendo a piedi il percorso che porta dalla Porta di Damasco attraverso il Souq Musulmano.

Informazioni aggiuntive:
- In Israele l’archeologia è politicamente connotata. Gli scavi archeologici dovrebbero fornire la prova del fatto che Israele ha il diritto di reclamare per sé la terra in cui affonda le sue radici. In particolare nella zona di Haram al-Sharif / Monte del Tempio è in corso una gara per la ricerca di prove del fatto che la terra appartenga alla comunità ebraica. Questo genera tensione dal momento che la comunità musulmana teme che i lavori di scavo possano danneggiare i luoghi di culto musulmani della zona.

- La Porta Magrebina è l’unica via di accesso a Haram a-Sharif / Monte del Tempio per la popolazione non musulmana ed è sottoposta a stretto controllo da parte di Israele. In caso di disordini, la sicurezza israeliana fa irruzione nel quartiere utilizzando questo punto di passaggio.

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LUOGO DECODIFICATO: TERRA DI NESSUNO

[ Lungo la Linea Verde del 1949 si colloca, in via del tutto teorica, una zona cuscinetto chiamata Terra di Nessuno. ]

Prospettiva palestinese:
Alcuni dei nuovi quartieri di Gerusalemme Ovest, dotati di tutti i servizi e dei comfort di una città moderna, si stanno ampliando verso quelle zone che venivano definite “Terra di Nessuno”, collocate lungo la Linea Verde, che originariamente dovevano avere la funzione di area cuscinetto tra i due stati. L’inurbamento di questa zona rende meno nitida la Linea Verde e quindi più difficile una futura divisione netta della città tra Israele e Palestina.
La maggior parte dei quartieri collocati entro l’area-cuscinetto sono destinati ad accogliere una ricca élite israeliana e non sono accessibili ai palestinesi. Costituiscono dunque una barriera che taglia fuori una larga fetta di popolazione.

Prospettiva israeliana:
L’obiettivo primario di Israele è giudaizzare Gerusalemme e la Cisgiordania trasferendo la popolazione civile in queste aree (In questi termini il governo israeliano si rivolge alla popolazione).
“Tutti devono muoversi, correre e prendere tutte le roccheforti palestinesi possibili per ampliare l'insediamento ebraico, perché tutto quello che riusciamo ad accaparrarci adesso rimarrà nostro. Tutto quello su cui non saremo in grado di mettere le mani passerà a loro." (Ariel Sharon, Ministro agli Affari Esteri israeliano, durante un congresso del partito Tsomet, Agenzia France Presse, 15 novembre 1998)

Come arrivare partendo dalla Porta di Jaffa:
Attraversando la Porta di Jaffa vi trovate davanti la Terra di Nessuno.

Informazioni aggiuntive:
- A Gerusalemme dalla fine del 19° secolo è in vigore una legge secondo cui tutti gli edifici devono essere rivestiti con la chiara pietra di Gerusalemme: in questo modo ogni edificio, dal supermercato al distributore di benzina, è semanticamente collegato alla Città Vecchia.

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LUOGO DECODIFICATO: HARAM AL-SHARIF / MONTE DEL TEMPIO

[ Haram al-Sharif / Il Monte del Tempio è il luogo più contestato del conflitto israelo-palestinese e viene spesso e volentieri citato dai politici per fare leva sulle coscienze e fomentare la popolazione. Anche nella popolazione apolitica nominare questo luogo di culto
suscita sempre una reazione. ]

Prospettiva palestinese:
Fin dalla creazione dello Stato d’Israele si sono verificati numerosi attacchi al santuario Haram al-Sharif, il terzo luogo sacro per importanza per i musulmani. Spesso estremisti ebrei hanno tentato di distruggere la moschea Al-Aqsa e negli scontri che seguirono persero la vita decine di palestinesi. Nel 2000 la visita di Ariel Sharon al Haram al-Sharif, con una scorta di 1000 soldati e in totale più di 3000 soldati dislocati nella Città Vecchia, segna l’inizio dell’Intifada di Al-Aqsa, poiché l’atto di Sharon aveva lo scopo di confermare la sovranità israeliana sul Monte del Tempio e Gerusalemme Est.

Prospettiva israeliana:
Il Monte del Tempio è in assoluto il luogo più sacro per gli israeliani, il luogo dove “il cielo bacia la terra”. Si crede che qui si trovi la pietra della fondazione, la roccia su cui poggia il mondo. Sempre qui ad Abramo venne ordinato di sacrificare il proprio figlio Isacco. Qui si trovano già il Primo e il Secondo Tempio, e presto sarà costruito anche il Terzo Tempio, come preludio
all’era messianica.

Come arrivare partendo dalla Porta di Damasco:
Ingresso attraverso la Porta Magrebina di fianco alla parte occidentale del Muro del Pianto. Orari: 7.30-11.00 e 13.30-14.30.

Informazioni aggiuntive:
- Gli ebrei in visita al Monte del Tempio devono seguire regole molto severe in modo da evitare di calpestare il suolo della presunta collocazione del Sacro Tempio, secondo un divieto della Bibbia.

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LUOGO DECODIFICATO: QUARTIERE MUSULMANO

[ Con i suoi 20.000 abitanti, il quartiere musulmano è il quartiere più popolato della Città Vecchia. ]

Prospettiva palestinese:
L'infrastruttura del quartiere musulmano è in pessime condizioni e i servizi di pubblica utilità, come per esempio la raccolta dei rifiuti urbani, sono estremamente carenti. A qualche passo di distanza dalla strada del mercato principale tale stato di cose diventa ancora più evidente. All'interno del quartiere musulmano, membri della comunità ebraica ultra ortodossa cercano di acquistare immobili per evitare che Gerusalemme si trasformi nella capitaledi uno stato palestinese effettivo. In questo modo rendono la situazione della città ancora più complicata.
Ogni volta che le autorità israeliane creano delle infrastrutture a vantaggio della popolazione musulmana, lo fanno perché esistono già progetti di dare vita a un nuovo insediamento ebraico e le infrastrutture già esistenti ne faciliterebbero la realizzazione.

Prospettiva israeliana:
Al giorno d'oggi sessanta famiglie di coloni ebrei vivono nel quartiere musulmano e nel 2005 è stato approvato il progetto per la costruzione di un insediamento in un quartiere dove troveranno spazio 30 appartamenti. Lo scopo di questa colonizzazione è di disturbare il tessuto demografico della Città Vecchia a favore della comunità ebraica. I gruppi di coloni che subentrano nelle case nel quartiere musulmano hanno lo scopo di prendere il controllo sul Monte del Tempio, circondandolo con un cordone di insediamenti che controllano le strade di accesso all'area.

Come arrivare partendo dalla Porta di Damasco:
Attraversando la Porta di Damasco arriverete direttamente al centro del quartiere musulmano.

Suggerimento:
Dal tetto dell'Ospizio Austriaco si gode di una vista eccezionale sul quartiere musulmano, la Cupola della Roccia e alcuni insediamenti israeliani privati.

Informazioni aggiuntive:
- Gli insediamenti israeliani privati sono facilmente riconoscibili dalle bandiere israeliane e dagli onnipresenti simboli ebraici. Questa casa in particolare è di proprietà di Ariel Sharon, ex-primo ministro d'Israele, che però non l'ha mai utilizzata.

- Le case sono sorvegliate da corpi di vigilanza privata (ingaggiati dallo Stato), dall'esercito e da coloni armati.

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2) PUNTO PANORAMICO: OSPEDALE AUGUSTA VICTORIA

Informazioni generali:
Fin dal 1950 l'ospedale Augusta Victoria è al servizio della comunità palestinese e opera prevalentemente su base caritativa. Inizialmente lo scopo era quello di offrire un servizio a vantaggio dei rifugiati palestinesi, in cooperazione con la UNRWA, un'agenzia delle Nazioni Unite.

Perché andarci:
Da qui si vedono buona parte della barriera, l'insediamento israeliano di Ma'ale Adumim, il checkpoint “Olive” e una delle bypass roads.

Come arrivare partendo dalla Porta di Damasco:
Prendete l'autobus bianco-blu n. 75 delle linee palestinesi. Comunicate al conducente dove intendete scendere in modo che l'autobus vi lasci in prossimità della destinazione. Date un'occhiata al parco sul retro dell'ospedale. In alternativa l'ospedale si raggiunge a piedi in circa 25 minuti.

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LUOGO DECODIFICATO: MISHOR ADUMIM ZONA INDUSTRIALE

[ Mishor Adumim è uno dei 10 distretti industriali israeliani
nella West Bank. ]

Prospettiva palestinese:
I palestinesi impiegati nelle fabbriche di Mishor Adumim percepiscono un salario misero e non sono autorizzati ad accedere alla zona industriale con le proprie macchine, che devono essere parcheggiate presso il confine. Inoltre devono essere in possesso di regolare permesso che specifichi l'esatto numero di ore per cui sono ammessi all'interno dell'area. Sempre più imprese israeliane si trasferiscono in quest'area, incoraggiate dal basso costo dei terreni, dalle tasse inferiori e dalla minore rigidezza nell'applicazione delle norme di tutela ambientale. Occupando ampie aree con i propri distretti industriali, Israele ha la possibilità di imporre il proprio controllo su zone molto estese e in modo meno controverso e problematico rispetto al caso degli insediamenti.

Prospettiva israeliana:
Mishor Adumim è il maggiore distretto industriale israeliano e si colloca all'interno dell'unità amministrativa di Ma'ale Adumim. Il governo israeliano l'ha dichiarato area di interesse, e i forti sussidi sono finalizzati a dare al quartiere una forte valenza economica.

Come arrivare partendo da Gerusalemme Ovest:
Prendete un autobus delle linee israeliane che passano in via Queen Shlomzion (numeri 174-177) oppure salite su un autobus nel quartiere Ma'ale Adumim, chiedendo al conducente se la corsa arriva fino alla zona industriale.

Infromazioni aggiuntive:
- Appena all'esterno dell'oasi artificiale dell'area industriale ci sono i resti di centinaia di olivi, tagliati dall'esercito israeliano perché apparentemente rendevano pericolosa la strada.

- La zona industriale è stata trasformata in un'oasi artificiale grazie all'impiego di enormi quantità di acqua, mentre, durante l'estate, i villaggi palestinesi restano senza acqua corrente per giorni interi.

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LUOGO DECODIFICATO: AZ ZA’AYYEM - VILLAGGIO PALESTINESE

[ Il villaggio palestinese di Az Za'ayyem si trova appena all'esterno del confine della città di Gerusalemme, che qui si sviluppa l'ungo la strada principale. ]

Prospettiva palestinese:
Teddy Kolek, un ex-maggiore dell'esercito israeliano, ha stipulato un accordo con le autorità civili della Cisgiordania in modo che la popolazione palestinese potesse costruire nella zona di Az Za'ayyem senza aver bisogno di concessioni edilizie. Malgrado ciò, l'amministrazione comunale si è sbarazzata di migliaia di palestinesi residenti a Gerusalemme e, alcuni anni dopo, ha iniziato le procedure di ritiro delle carte d'identità ai danni di chi viveva all'esterno dei confini. Bisogna tenere presente che le autorità israeliane e l'amministrazione comunale hanno avviato una politica demografica che prevede che la popolazione di Gerusalemme sia formata solo per un 30% da palestinesi.

Prospettiva israeliana:
Secondo fonti ufficiali israeliane, l'esistenza di Az Za'ayyem è a malapena riconosciuta, per non parlare della politica del chiudere un occhio sugli abusi edilizi in questa zona. Nel corso degli ultimi anni, tuttavia, l'amministrazione comunale ha ordinato la demolizione degli edifici troppo vicini alla strada principale.
“Non vedo di buon occhio l'incremento della popolazione non-ebrea a Gerusalemme.” (Ehud Olmert, sindaco di Gerusalemme, maggio 1997)

Come arrivare partendo dalla Porta di Damasco:
Prendete l'autobus bianco-blu n. 75 delle linee palestinesi. Chiedete al conducente se la corsa arriva fino ad Az Za'ayyem, perché non tutti gli autobus n. 75 arrivano fino là.

Infromazioni aggiuntive:
- Le cisterne nere sui tetti delle case sono utilizzate dalle famiglie palestinesi che vivono nei Territori Occupati per immagazzinare acqua poiché il sistema di approvvigionamento idrico non è affidabile: quando d'estate la pressione nelle tubature non è sufficiente o l'acqua non scorre, è possibile rimediare alla carenza utilizzando l'acqua delle cisterne.

- Il villaggio non ha un piano urbanistico, il che si riflette sull'architettura e sull'intero tessuto urbano della zona.

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LUOGO DECODIFICATO: MA’ALE ADUMIM - INSEDIAMENTO

[ Con i suoi 30.000 abitanti Ma'ale Adumim è al 3˚ posto fra gli insediamenti israeliani nella West Bank più popolati. La colonia serve principalmente come città-dormitorio per persone che lavorano in Israele. ]

Prospettiva palestinese:
I Beduini della tribù di Jahalin sono stati sfollati per fare spazio all'insediamento di Ma'ale Adumim. Grazie a prezzi convenienti, mutui agevolati e imposte sul reddito più ridotte, il governo israeliano ha incoraggiato la popolazione ebrea a trasferirsi nell'area. La città è stata creata all'interno dell'anello di insediamenti che circondano Gerusalemme Est e, insieme a una serie di insediamenti minori, crea una linea ininterrotta che collega la città al Mar Morto, tagliando a metà la Cisgiordania. Intorno all'area di inurbamento si trovano altre zone poste sotto la giurisdizione dell'amministrazione comunale di Gerusalemme. Da un punto di vista legale, Ma'ale Adumim è più grande di Tel Aviv, e ogni nuovo edificio non è che un'ulteriore espansione dell'insediamento esistente. In questo modo, tecnicamente il governo israeliano non contravviene all'accordo, stipulato con gli USA, di non creare nuovi insediamenti. Ma'ale Adumim è posizionata in modo strategico: un eventuale Stato palestinese non potrebbe prescindere dall'avere Gerusalemme come capitale e godere di libertà di movimento al suo interno; la sola esistenza di Ma'ale Adumim rende impossibili entrambe le cose.

Prospettiva israeliana:
Ma'ale Adumim è uno degli insediamenti che si formarono spontaneamente in Giudea e Samaria dopo la guerra dello Yom Kippur del 1973. Iniziata da 27 famiglie pioniere, presto seguite da migliaia di coloni, Ma'ale Adumim conquistò lo status di città nel 1991. Si tratta della prima città ebraica in Giudea, Samaria e a Gaza. Dal punto di vista geografico, la città occupa una posizione centrale, collegando la valle del Giordano e il deserto della Giudea con Gerusalemme. Dal 2003, Ma'ale Adumim è collegata a Gerusalemme da una nuova bypass road, che abbrevia notevolmente il viaggio – da 20 a 7 minuti – ai residenti. Il progetto rappresenta uno dei maggiori investimenti a lungo termine in grandi opere.

Come arrivare partendo da Gerusalemme Ovest:
Prendete un autobus delle linee israeliane che passano in via Queen Shlomzion: numeri da 174 a 177.

Infromazioni aggiuntive:
- Ma'ale Adumim è stata trasformata in un'oasi artificiale grazie all'impiego di enormi volumi di acqua, mentre appena fuori dall'insediamento la terra è arida. Si tratta di una situazione controversa in un paese caratterizzato dalla scarsità di risorse idriche.

- L'architettura degli insediamenti ripropone il modello della cittadella fortificata: anelli concentrici a protezione del cuore della città, con case dalle finestre rivolte all'esterno per permettere di osservare e controllare il territorio circostante. Di notte gli insediamenti sono illuminati a giorno, per garantire protezione agli abitanti.

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LUOGO DECODIFICATO: HIGHWAY 1 - BYPASS ROAD

[ Nella West Bank si sta espandendo una rete di strade – principalmente ad uso degli israeliani (1.661 km) – che connette gli insediamenti a Israele. ]

Prospettiva palestinese:
Per la popolazione palestinese, l'accesso alle grandi arterie stradali israeliane è regolamentato da check point, blocchi stradali e norme burocratiche, nonostante originariamente molte di queste strade fossero palestinesi.
La rete stradale limita la mobilità della popolazione palestinese tra i maggiori insediamenti e letteralmente taglia a pezzi il territorio: i palestinesi non solo non hanno il permesso di usufruire di queste strade; non le possono nemmeno attraversare a piedi. I contadini vengono separati dalle loro terre a causa di una strada nuova e gli spostamenti degli abitanti dei villaggi verso i luoghi di lavoro o le scuole possono subire pesanti restrizioni.
Le macchine israeliane dotate di targa gialla possono circolare liberamente per Israele e la West Bank. Le macchine palestinesi con targa verde hanno bisogno di permessi speciali per ogni luogo in territorio palestinese che vogliano raggiungere. E ad ogni modo non è loro permesso entrare in Israele.

Prospettiva israeliana:
Le autostrade in Giudea e Samaria sono un modo veloce per spostarsi tra le città israeliane per i coloni che vivono negli insediamenti. Con l'accordo di Oslo II, le città palestinesi sono state interamente poste sotto controllo palestinese. Per permettere agli israeliani di spostarsi evitando queste città, sono state costruite nuove strade. Poiché cittadini israeliani subivano attacchi palestinesi nel corso degli spostamenti lungo queste strade, il loro accesso fu limitato. Con la Seconda Intifada le forze armate israeliane hanno imposto maggiori restrizioni alla mobilità della popolazione palestinese con lo scopo di ridurre gli attacchi terroristici ai danni degli israeliani.

Come arrivare partendo dalla Porta di Damasco:
Se vi recate a Ma'ale Adumim o nei villaggi palestinesi di Al'Eizaria e Abu Dis dovrete percorrere la Highway 1.

Infromazioni aggiuntive:
- I checkpoint dislocati lungo le highway non rallentano il traffico in modo significativo, come invece avviene per le strade palestinesi.

- L'ebraico e l'arabo sono le due lingue ufficiali di Israele, ma la maggioranza dei cartelli stradali è scritta in ebraico e inglese.

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LUOGO DECODIFICATO: CHECKPOINT RAS ABU SBEITAN “OLIVE”

[ Ras Abu Sbeitan, chiamato anche “Olive” checkpoint, è uno dei principali terminal da cui Israele controlla gli accessi dalla West Bank a Gerusalemme Est. ]

Prospettiva palestinese:
Per superare gli ultimi checkpoint, le persone devono sottoporsi a una serie di controlli di sicurezza, come se stessero passando un confine di stato. Dall'interno di una stanza i soldati osservano e controllano i palestinesi, comunicando con loro attraverso degli altoparlanti. Quando superano un checkpoint, le persone non attraversano nessuna frontiera, anche se l'impressione è la stessa: i posti di blocco sono necessari a controllare gli spostamenti da territori occupati a territori occupati. I checkpoint possono essere chiusi in qualunque momento, bloccando il traffico per ore. Oltre ai checkpoint principali esistono poi numerosi posti di blocco secondari, ma non per questo meno imprevedibili per quanto riguarda il tempo necessario per passare. Numerosi attivisti israeliani e internazionali monitorano costantemente i checkpoint per ridurre al minimo le umiliazioni inflitte ai palestinesi dai soldati e dal sistema israeliani.

Prospettiva israeliana:
A causa dei legami di natura economica esistenti tra Israele e i Territori palestinesi, la barriera è dotata di alcuni passaggi per la circolazione nei due sensi di veicoli e pedoni. I principali punti di passaggio assomigliano a valichi di frontiera, per facilitare l'ispezione delle persone e dei beni che attraversano il confine. Sono concepiti in modo tale da ridurre al minimo situazioni di attrito e conflitto.

Come arrivare partendo dalla Porta di Damasco:
Prendete l'autobus bianco-blu n. 75 delle linee palestinesi e scendete non appena vedete il muro, oppure prendete il n. 36 fino a Al' Eizariya o Abu Dis e ritornate fino al checkpoint seguendo il muro.

Suggerimento:
Nonostante i viaggiatori internazionali possano evitare di passare dai checkpoint, vale la pena attraversarne uno a piedi per provare personalmente l'esperienza delle procedure.

Infromazioni aggiuntive:
- Lo spazio aereo e l'etere sopra la West Bank sono destinati all'uso esclusivo da parte di Israele. Con l'inizio dell'Intifada di Al-Aqsa, Israele ha sorvegliato e accuratamente documentato i territori occupati per fini militari utilizzando equipaggiamento militare.

- I Palestinesi chiamano i checkpoint “macshom”, ovvero il termine ebraico.

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LUOGO DECODIFICATO: MURO DELL'APARTHEID / RECINTO DI SICUREZZA

[ Nel giugno del 2002 Israele ha iniziato ad erigere una barriera lunga 721 Km tra sé e la West Bank, definendola una misura di sicurezza temporanea per evitare l'ingresso di terroristi. ]

Prospettiva palestinese:
Il Muro dell'Apartheid che Israele sta costruendo non si sviluppa attorno alla Cisgiordania, bensì la attraversa. Villaggi sono divisi a metà, circondati, tagliati fuori. La terra viene espropriata, alberi sradicati, case demolite. La mobilità all'interno dei Territori palestinesi è limitata. La barriera segue una linea in modo tale da lasciare più terra possibile e con meno palestinesi possibile, dalla parte israeliana. Là dove la barriera ritaglia più profondamente i Territori palestinesi, essa viene usata per annettere a Israele le terre più fertili e la maggior parte delle risorse idriche, che sono di vitale importanza per un paese caratterizzato dalla scarsità d'acqua. Inoltre, la sezione di barriera che è chiamata “Jerusalem Envelope” priva i palestinesi della maggiore fonte di reddito in campo turistico: Gerusalemme Est.
Nel 2004 la Corte Internazionale di Giustizia ha dichiarato illegale la barriera e ha esortato Israele a restituire i territori espropriati ai palestinesi. Israele non reagisce alla decisione della Corte e continua a costruire la barriera.

Prospettiva israeliana:
Lo Stato di Israele ha l'obbligo di fare tutto quello che è in suo potere per proteggere i propri cittadini innocenti dagli attacchi terroristici e, una volta completata, la barriera di sicurezza permetterà alla Difesa israeliana di ridurre il numero di attacchi e di contrastare il traffico illegale di armi. Il governo israeliano si rende conto del fatto che la presenza della barriera renderà difficile la vita alla popolazione palestinese e lo rincresce, ma la sicurezza dei propri cittadini è prioritaria.

Come arrivare partendo dalla Porta di Damasco:
Prendete l'autobus bianco-blu n. 36 delle linee palestinesi e scendete a Al' Eizariya o ad Abu Dis.

Suggerimento:
Potete raggiungere il confine anche prendendo l'autobus bianco-blu n. 124 delle linee palestinesi per Betlemme.

Infromazioni aggiuntive:
- Non in tutti i punti la barriera è costituita da un muro di cemento: spesso è formata da molteplici recinti di sicurezza per una larghezza di 50 metri.

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3) PUNTO PANORAMICO: UNIVERSITÀ EBRAICA

Informazioni generali:
L'Università Ebraica non è considerata parte di un insediamento israeliano, poiché il terreno su cui sorge era un'enclave israeliana anche prima del 1967, mentre i dormitori che circondano l'università sono illegali. Mano a mano che l'università si ingrandisce, procedono le demolizioni di Al'Isawiya, un villaggio situato nel territorio alle spalle del complesso universitario. La torre al centro del campus è equipaggiata con apparecchiature per la sorveglianza ed è parte della base militare che potete vedere sulla sinistra. Il Parco Nazionale della Valle Zurim è il classico esempio di come le autorità israeliane cerchino di bloccare la terra per limitare la crescita delle comunità palestinesi: le aree vengono dichiarate riserva naturale e i palestinesi non sono più autorizzati ad accedervi e a costruirvi case, pur essendo in realtà i padroni di quelle terre.
In seguito, quando Israele ha necessità di edificare le zone dichiarate area protetta, espropria le terre e le dichiara nuovamente edificabili.

Perché andarci:
Da qui si gode di una vista eccezionale sull'area E1 fino ad 'Anata e la tangenziale.

Come arrivare partendo dalla Porta di Damasco:
Salite sull'autobus bianco-blu n. 1 delle linee palestinesi o godetevi la passeggiata di circa 30 minuti dalla Porta di Damasco.

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LUOGO DECODIFICATO: CAMPO PROFUGHI SHU'FAT

[ Il campo profughi di Shu'fat è l'unico che si trovi entro i confini della città di Gerusalemme. Chi vive qui è considerato residente a Gerusalemme. ]

Prospettiva palestinese:
Tra chi vive a Shu'fat, molti sono stati trasferiti qui dal quartiere magrebino della Città Vecchia, demolito immediatamente dopo la fine della Guerra dei Sei Giorni per fare spazio alla Western Wall Plaza.
Oggi il campo profughi è un ghetto palestinese sovrappopolato, dove vivono anche non-rifugiati. Il fatto che Israele non voglia che il ghetto faccia parte di Gerusalemme è diventato palese nel momento in cui è stata eretta una barriera tra il campo e la città. Il muro sembra voler correggere gli errori commessi in termini di equilibrio demografico al momento di tracciare la nuova linea municipale nel 1967. Ora Israele sta ridisegnando i propri confini in modo che i quartieri palestinesi, poveri e densamente popolati restino tagliati fuori.
A partire dal 1949 l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati nel Vicino Oriente è stata presente nei Territori Occupati, prendendosi cura di coloro che erano stati sfollati nel 1948. Da allora fino ai giorni nostri, Israele ha rifiutato il diritto di rientrare a 700.000 profughi.

Prospettiva israeliana:
“Era davvero necessario annettere il campo profughi di Shu'fat, Al-Sawahra, Walajeh e altri villaggi, affermando che fossero parte di Gerusalemme? Devo ammettere che si potrebbe porre più di una domanda legittima su tale questione.” (Ehud Olmert, primo ministro israeliano, alla Knesset, 15 ottobre 2007)

Come arrivare partendo dalla Porta di Damasco:
Salite sull'autobus bianco-verde n. 54 delle linee Palestinesi, direzione 'Anata. Scendete qualche centinaio di metri dopo il checkpoint. Il campo profughi si trova alla vostra sinistra.

Informazioni aggiuntive:
- Poiché la superficie del campo profughi è limitata e le strade sono ormai ridotte a sentieri, l'unica possibilità che gli abitanti hanno di aumentare lo spazio che hanno a disposizione per vivere è costruire in verticale. Per queto motivo gli edifici vanno assumendo forme bizzarre ed è possibile distinguere, anno dopo anno, gli strati che sono stati aggiunti.

- Il campo profughi di Shu'fat si trova esattamente di fronte all'insediamento israeliano di Pisgat Ze'ev.

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LUOGO DECODIFICATO: 'ANATA - VILLAGGIO PALESTINESE

[ Il villaggio palestinese di 'Anata si trova proprio a ridosso della barriera, dall'altra parte, e deve gestire problemi territoriali complessi. ]

[ “La politica mirata a limitare la crescita delle comunità palestinesi non ha funzionato. Gerusalemme Est cresce nell'anarchia. La città è fuori controllo.” (Daniel Seidemann, Gerusalemme, avvocato) ]

Prospettiva palestinese:
Per metà 'Anata sorge su terra sottoposta all'amministrazione palestinese. L'altra metà, invece, si trova sotto il controllo dell'amministrazione israeliana. Un'altra parte del villaggio ancora si trova sotto la giurisdizione dell'amministrazione comunale di Gerusalemme. Le case che sorgono su territorio di Gerusalemme o nelle aree controllate dall'amministrazione civile israeliana sono a rischio di demolizione. Come per i loro vicini della parte “palestinese” del villaggio, anche qui non ci sono servizi municipalizzati, come strade asfaltate, parchi o raccolta dei rifiuti. La spartizione amministrativa interna del villaggio crea situazioni ai limiti dell'assurdo: una donna della zona del villaggio controllata da Gerusalemme è spostata con un uomo originario della parte palestinese. Vivono entrambi nella parte controllata da Gerusalemme in modo che lei possa mantenere la propria residenza. In questa parte del villaggio lui è uno straniero illegale, e sua moglie può essere arrestata – in effetti lo è stata – per aver ospitato e trasportato un clandestino, ovvero per aver vissuto e viaggiato con il proprio marito nel proprio villaggio natale.

Prospettiva israeliana:
Ad 'Anata molti arabi stanno costruendo abusivamente, cosicché ogni anno una fetta consistente del bilancio municipale riservato a questo quartiere confluisce nelle demolizioni.

Come arrivare partendo dalla Porta di Damasco:
Prendete l'autobus bianco-verde n. 54 delle linee palestinesi in direzione 'Anata.

Suggerimento:
Tenete a mente che quando procedete in direzione di 'Anata, il campo profughi Shu'fat si trova sulla vostra sinistra. Le case che vedete sulla vostra destra hanno tutte un ordine di demolizione pendente.

Informazioni aggiuntive:
- Non sempre la demolizione di una casa è un fatto evidente come qui. Ma dovunque vediate blocchi di cemento armato, probabilmente si tratta dei resti di una casa demolita.

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LUOGO DECODIFICATO: JAHALIN - BEDUINI

[ La tribù beduina di Jahalin è originaria della zona di Arad, nel sud del deserto della Giudea ed è stata obbligata a spostarsi diverse volte. ]

Prospettiva palestinese:
I beduini Jahalin sono stati sfollati una prima volta dall'esercito israeliano che ha reclamato la loro terra per le esercitazioni militari. La destinazione era quella che oggi è Ma'ale Adumim, da dove si sono poi dovuti spostare una seconda volta per fare spazio all'insediamento. Oggi la tribù vive divisa in piccoli gruppi: un clan vive qui, nei pressi di 'Anata, nell'illegalità, secondo l'amministrazione, che ha ordinato già una volta la demolizione delle loro abitazioni. Le autorità israeliane vorrebbero che gli Jahalin vivessero confinati nei villaggi, in modo da liberare la terra che occupano.

Prospettiva israeliana:
I beduini Jahalin che vivono nell'Area E1 e in altre zone nei dintorni di Gerusalemme Est ricevono concessioni edilizie a Al'Eizariya, ma non hanno intenzione di trasferirvisi. Attualmente i beduini sono vittima di una crisi culturale: il mondo circostante sta cambiando e loro non riescono ad adattarsi.

Come arrivare partendo dalla Porta di Damasco:
Prendete l'autobus bianco-verde delle linee palestinesi n. 54 in direzione di 'Anata. Chiedete ai passeggeri come raggiungere Beit Arabiya, un centro palestinese per la pace. Il villaggio beduino si trova proprio lì di fianco.

Informazioni aggiuntive:
- Nella West Bank, 8,7% del territorio sono dichiarati riserva naturale. Questo crea seri problemi alla popolazione di pastori, che non ha il permesso di passare con le proprie greggi attraverso queste aree protette.

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LUOGO DECODIFICATO: METZUDAT ADUMIM - PENITENZIARIO

[ Metzudat Adumim è un nuovo penitenziario per palestinesi che, secondo il governo israeliano, rappresentano una possibile minaccia per la sicurezza d'Israele. ]

Prospettiva palestinese:
Fino a non molto tempo fa i detenuti palestinesi si trovavano in una sezione speciale della centrale di polizia di Gerusalemme Centro. Poi, nell'area E1, in una ex “zona verde” o riserva naturale dove alla popolazione palestinese proprietaria di quelle terre era vietato costruire, fu costruita Metzudat Adumim – la “Fortezza Rossa”. Con la fine dei lavori per la costruzione del nuovo centro di detenzione e per interrogatori i detenuti palestinesi si trovano completamente isolati rispetto alle procedure standard, lontano dalle corti di giustizia e dall'opinione pubblica israeliana. Poiché i palestinesi sono sottoposti alla legge marziale e non a quella civile, possono essere trattenuti anche fino a sei mesi senza regolare processo e senza accusa.