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La nostra prima meta partendo dalla Calabria e' Paestum, ma durante il viaggio ci siamo fatti tentare dalla visita del piccolo borgo di Teggiano in provincia di Salerno.
Pittoresco centro di antica origine medievale e' un paese-museo e per questo patrimonio dell'Unesco. Il castello di Sanseverino e le sue chiese medievali, hanno esercitato su di noi grande attrattiva.
Ci siamo attardati nelle sue viuzze prime di riprendere il viaggio per Paestum.
Il parco archeologico e il museo di Paestum sono di grosso impatto. Le guide sono tutte brave ed e' affascinante ripercorrere con loro la storia di questo sito.
Alle 15.00, il parco viene chiuso e abbiamo approfittato per andare in albergo e riposarci un po'.
La sera andiamo a cena in una storica cascina sul fiume Trabe. E' un vecchio mulino ristrutturato e il colpo d'occhio e' di grande effetto. Di fronte a noi un laghetto illuminato dalla luna, circondato dalla vegetazione e paperette bianche che scivolano sull'acqua nera della notte. Dalle finestre del delizioso ristorante, la vista di cascatelle che si versano nel fiume.
A volte la scelta giusta di un locale fa parte delle “cose da vedere” e ti mette allegria!

Oggi siamo a Viterbo. Nel primo pomeriggio visitiamo Bagnoregio. Da qui raggiungiamo Civita detta anche “la città che muore” perché il terreno attorno al paesino si assottiglia progressivamente per lo sperone tufaceo .E' collegata a Bagnoregio da un ponte di cemento che percorriamo con difficoltà perché c'é un gran vento. Ma ne vale la pena perché il paesaggio irreale su cui sorge questo suggestivo borgo medievale, abbarbicato su una rupe, e' un'opera d'arte.
La sera rientriamo a Viterbo e nel quartiere antico di san Pellegrino,ceniamo a base di tipici prodotti viterbesi .

L'indomani e' la volta di Bagnaia ad ammirare la cinquecentesca “Villa Lante”, edificata appena fuori dalla cinta del borgo antico di Viterbo.
Dentro le mura, vicoli, palazzetti di costruzione medievale o rinascimentale, richiami di arte saracena, danno ancora oggi all'atmosfera un sapore antico.
La villa è una delle maggiori realizzazioni del cinquecento italiano. Ma la particolarità e' il suo giardino. Un luogo incantato in cui i sistemi di fontane e giochi d'acqua offrono uno spettacolo che ha come sfondo un parco rigoglioso di piante.
Il nostro e' un gruppo eterogeneo. Ci sono persone di tutte le eta', ma la suggestione e' cosi' grande che nessuno rinuncia a visitare l'intero complesso.

Proseguiamo nel nostro itinerario per raggiungere Caprarola. Visitiamo “Palazzo Farnese”, che è la villa più rappresentativa del livello di ricchezza della famiglia Farnese. Una delle più alte espressioni del manierismo e della cultura tardo cinquecentesca. Il palazzo fu eretto su disegno del Vignola. All'interno “La Scala Regia” e i numerosi affreschi che celebrano i fasti delle famiglia Farnese.
E dopo questa giornata cosi' piena di emozioni,il nostro pranzo si svolge nei pressi del lago di Vico.
L' agriturismo “La Vita” sembra continuare nel racconto di storie fascinose di epoche comparse.
E' inutile dire che essendo in un luogo di coltivazione di noccioleti, il menù, dal primo al dolce è a base di nocciole gustosissime.
Nel pomeriggio ritorniamo a Viterbo e stranamente non siamo stanchi. La nostra guida e' contenta di avere noi come visitatori. Siamo allegri e interessati e lei non si risparmia. Storia e leggende si animano nei suoi racconti.
Ci porta nel quartiere di San Pellegrino. Vero gioiello di contrada duecentesca,conserva pressoché
integro il suo aspetto medievale.
Dalla piazzetta di San Pellegrino, alla chiesa del Santo,all'austero palazzo degli Alessandri e per finire al Palazzo dei Papi.
E adesso possiamo ritornare esausti ma soddisfatti al nostro albergo. Viterbo e' ricca di trattorie dove il mangiare di tradizione è d'obbligo!
Oggi e' un altro giorno e l'ultimo del nostro tour.
Andiamo a Tarquinia e visitiamo le tombe affrescate dagli Etruschi. La giornata e' bellissima e il parco archeologico e' completamente avvolto da un mantello di erba di un verde brillante ma le tombe sono un poco deludenti.
Tarquinia ci riserva una visita estremamente interessante: Palazzo Vitelleschi trasformato in museo, ci permette di apprezzare i numerosi cimeli etruschi.
Pranziamo in un agriturismo”La Valle del Marta” e come al solito concludiamo sbizzarrendoci negli acquisti dei loro prodotti alimentari: marmellate, liquori ottenuti dalle castagne, crema di nocciole.

Il pomeriggio e' dedicato alla visita di Tuscania.
Le alte torri che si intravedono entrando nella cittadina conferiscono al colle dell'antica necropoli un carattere monumentale.
Ci aggiriamo entro le mura della città e visitiamo alcune chiese:Santa Maria Maggiore e San Pietro. Al tramonto la cittadina sembra ritornare al suo passato illuminata da fievoli luci che creano un'atmosfera speciale. Ci attardiamo in acquisti nei vari negozi artigianali e poi melanconicamente ritorniamo a Viterbo
Quando si comincia ad assaporare il piacere di condividere cose belle, arriva il momento del ritorno
Il nostro viaggio e' finito, ma nei nostri sogni si ricomincia a fantasticare!

Ho organizzato questo viaggio per insistenza di un gruppo di amici che sanno quanto amore e quanto tempo spendo nella ricerca di luoghi non scontati ma pieni di fascino. Non immaginavo che con il passaparola il gruppo sarebbe diventato di 30 partecipanti.
Un saluto affettuoso
Fulvia


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