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Marina di Camerota e Palinuro

di pippicalze Contatta l'autore

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Palinuro
L’origine del Comune è legata ad una leggenda: Palinuro, il nocchiero di Enea, costeggiando le coste dell’attuale Cilento, s’invaghì di una bellissima fanciulla di nome Kamaratòn. Ella non ricambiò l’amore di Palinuro, che, disperato, la inseguì nel fondo del mare, perdendo così la vita. Venere, dea dell’amore, sdegnata per la crudeltà di Kamaratòn, la trasformò in roccia, proprio l’attuale sperone su cui sorge l’abitato di Camerota capoluogo, condannandola a guardare in eterno il suo amante respinto.
La selvaggia bellezza del territorio di Capo Palinuro non ha pari: un immenso arco di roccia frastagliata si protende nel mare a protezione di una baia che è riparo e porto naturale per i naviganti, e tale deve essere apparsa anche in tempi lontani agli Argonauti, ai Fenici, ai Greci, che frequentarono questi luoghi. Il Capo conserva segni di lontanissimi insediamenti umani, con tombe databili intorno al V sec. a.C. e reperti archeologici che dimostrano come la bellezza e la posizione strategica del porto abbiano favorito l’insediamento di una colonia greca.
Palinuro è la più famosa località balneare cilentana: un vero e proprio esplodere di vitalità con ottime strutture ricettive, clima straordinario, coste frastagliate, mare limpido, innumerevoli grotte accessibili solo dal mare.
Proprio le bellissime grotte marine rappresentano una grande attrazione per i tanti turisti che ogni estate vengono a visitarla. La Grotta Azzurra deve il suo nome ai giochi di luce creati da un condotto a 20 metri di profondità che permette la penetrazione della luce solare. La Grotta d’argento deve invece il suo nome ai riflessi argentei provocati dal calcare depositato sul fondo, mentre la Grotta del sangue deve il suo nome a piccole alghe rosse. La Grotta dei Monaci mostra ai tanti visitatori delle formazioni calcaree che assumono la forma di monaci in preghiera.
Per chi ama il campeggio, la vita all’aria aperta si può soggiornare nello splendido villaggio club Arco Naturale, un po’ fuori Palinuro, sulla strada per Marina di Camerota. Altrimenti ci sono hotel, agruiturismi e affittacamere per tutti i gusti.
Sport e tempo libero: Le giornate a Palinuro si arricchiscono di una miriade di cose da fare e vedere, straordinarie esperienze da vivere.
Scorazzare a piedi, a cavallo o comodamente seduti in jeep fra i sentieri, le pinete o i querceti che costeggiano il mare; godendosi l'entroterra, la suggestione di balconate dalle viste spettacolari. In compagnia dell'esperienza di guide sempre a disposizione per soddisfare curiosità e sete di conoscenza. A bordo di tipiche imbarcazioni, si può navigare alla scoperta delle meravigliose grotte marine per poi tuffarsi nelle acque incomparabili della Baia del Buondormire, una rada dalle sabbie chiarissime da raggiungere esclusivamente via mare in un'insenatura a strapiombo.
Per gli amanti delle immersioni subacquee, i diving center attrezzati lungo la costa, grazie alla professionalità di istruttori e guide altamente qualificate, impartiscono lezioni e occasioni per sprofondare in sicurezza nei fondali di Palinuro. Patrimonio di colori e panorami blu di primario interesse naturalistico e speleologico.
I cultori del relax estremo popolano spiagge sconfinate dalle caratteristiche morfologiche più varie. Ce n'è per tutti i gusti: da quelle di sole sabbie, a misto sabbia e scogliere che degradano sull'incantevole mare.
Allo scoccar della mezzanotte è tutto un tripudio di locali aperti ai mai sazi amanti della dance, dei ritmi sfrenati, della house and tribal music.
Munite di capienti navette, Public Relators cortesi e simpaticissimi, le discoteche di Palinuro mixano suggestione a divertimento. Sotto grotte suggestive, o direttamente sulla spiaggia fino a ritrovarsi in mare si consumano party e serate a tema con i nuovi ritmi di disk jokey apprezzati in tutto il mondo, personalità dello spettacolo e cabarettisti di prim'ordine.

Marina di Camerota
Pare che Camerota sia stata fondata nel VI sec. a.C. dai Focei, la stessa popolazione greca che fondò la città di Elea-Velia. Il suo nome probabilmente deriva dal greco Kamaratòn, cioè costruzione ad arco. Ciò sembra convalidato dal fatto che, nella zona, sono presenti numerose grotte naturali a volta o, secondo alcuni studiosi, da una tecnica di costruzione caratteristica di Camerota capoluogo, il cui modulo fondamentale è l’arco a tutto sesto.La cittadella si sviluppò intorno ad un castello fortificato negli anni 535-553, durante la guerra tra i Goti ed i Bizantini; si succedettero numerose dominazioni: normanna, araba, sveva, angioina, aragonese sino al recente periodo della dinastia borbonica conclusosi con l’unità d’Italia.Pur essendo una città fortificata, fu occupata e saccheggiata più volte dai pirati saraceni, che la occuparono dall’868 al 915. Il castello di Camerota era nel 909 la seconda roccaforte del Cilento, assieme ad Agropoli.
Nel luglio del 1552 la potente armata turca, comandata dal generale Rais Dragut Bessà, assalì la cittadella devastando, saccheggiando e uccidendo. Molti furono fatti prigionieri. Dopo tali eventi furono ristrutturate e costruite molte torri di avvistamento.
La vera ricchezza di Camerota è lo splendido mare: a pochi km dal centro si trova la frazione Marina, che vanta spiagge di sabbia fine. Il sito più suggestivo della costa è Punta degli Infreschi, uno dei tratti più incontaminati d’Italia, dove non è stato costruito nulla.
Il litorale di Marina di Camerota, meta di grande prestigio per il turismo estivo, è noto per le sue grotte dove sono stati rinvenuti i resti dell’Homo Camerotensis, un uomo preistorico risalente a circa 540.000 anni prima di Cristo, contemporaneo dell’uomo di Neanderthal da cui differiva solo per la caratteristica del mento più prominente.
Ma la straordinaria bellezza non si ferma qui: le grotte sono intervallate da calette a cui si accede solo dal mare, costoni rocciosi e spiagge incontaminate, tutto a pochi metri da uliveti e macchia mediterranea. Ci sono dei traghetti giornalieri che fanno fare sia il giro turistico che il servizio taxi per le spiaggette. In modo particolare per la “Grotta degli infreschi”, una meravigliosa grotta naturale dove uno strano fenomeno di correnti fa sì che l’acqua si intervalli a ghiaccio. Una vera delizia mentre si fa il bagno.
Da visitare la chiesa di San Nicola di Bari, costruita nel ‘400, ove è possibile ammirare un presepe del ‘700 napoletano, una acquasantiera di pietra vulcanica del Vesuvio, una madrevite girevole in legno, lampadari in ottone pregiato, un organo di arte viennese donato dal Re di Napoli.
E’ la meta ideale per chi vuole fare una vacanza stile anni50, dove non eri obbligato ad pagare l’ombrellone, dove potevi mangiare in spiaggia con tavolo e sedie e frigo portatile da casa, dove ancora gira il carretto delle granite col pezzo di ghiaccio grande da grattugiare e gli sciroppi, dove l’ambulante ti arriva col suo trespolo espositivo con appesi tutti i vestiti e costumi da bagno. Davvero caratteristico.
Sono molto ospitali ed alla mano.

Sulla piazzetta, dietro al porto c’è una pasticceria che produce una Pastiera Napoletana da leccarsi i baffi e per i gelati vi consiglio la gelateria sopra al porto. Purtroppo non ricordo i nomi……

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