
Vota per questo racconto / guida turistica!
Scegli la dimensione del testo per visualizzare questa guida:
“Tempesta che ritorna”
Avevo sette anni, quando lo vidi per la prima volta… ed era notte. Il suo “occhio” mi ricoprì di luce fortissima e sensazioni strane, contrapposte e inaspettate. Quel raggio abbagliante mi spaventava, sembrava investirmi e all’improvviso smascherare ogni mio sperduto pensiero. Si nascondeva, pochi istanti dopo ricompariva, ed era un amico che nel buio indicava il “porto sicuro”. Cominciai a seguirlo attentamente, a calcolarne l’intermittenza, a immaginare quanti come me, in quello stesso momento, lo stessero osservando, lontani chissà quanto gli uni dagli altri. Era il centro di un cerchio che univa i raggi di centinaia di sguardi… Quante cose doveva aver scrutato lui, apparentemente indifferente, ma indagante, a quante ancora di più doveva aver assistito quel promontorio che lo ospitava. Papà me ne aveva detto il nome, ma era strano, e non lo ricordavo. Ricordavo tuttavia di averne sentito raccontare la storia, e con la fantasia di una bambina, lo vidi protagonista, lui, il Promontorio, osservatore millenario, impassibile, attento, protettivo e misterioso. Lo rividi di giorno, per la seconda volta, l’occhio luminoso non c’era. Non faceva paura alla luce del sole. Era semplicemente magnifico. Si allungava nel mare quasi per esplorarlo, come la mano che si protende nel cassetto alla ricerca di qualcosa, quasi a preservarlo, come il gomito che si alza a riparare il volto da uno schiaffo improvviso. Un’ondata. Chiusi gli occhi e immaginai di sentirlo parlare… E oggi, che lo conosco bene, che lo saluto ogni mattina dalla finestra del mio laboratorio, che è diventato parte della mia di storia, oggi, riprovo, chiudo gli occhi e mi pare di nuovo di sentirlo parlare…
“Ho un nome strano… me l’ha dato un tale che nelle mie acque è annegato, vinto dal sonno e dalla bellezza di una fanciulla dal cuore di pietra… così mi pare di ricordare, era il timoniere della nave, se non sbaglio. Il poeta Virgilio affascinato dalla mia bellezza, ha raccontato di me, ma è una storia vecchia migliaia di anni. Da allora quanta acqua è passata sotto i ponti! Volevo dire nelle mie grotte! Ne ho tante sai? Sono incantevoli, l’acqua è di un azzurro unico, un azzurro vero, non c’è n’è in giro di belle come le mie. Una l’hanno chiamata proprio cosi: ”La Grotta Azzurra”. Il mare che vi danza all’interno proietta sulle pareti storie infinite, sequenze fatte di immagini indescrivibili in rapida successione, intrecci di colore, altrove, impossibili. Si certo, c’è n’è un’altra che puzza un po’, e che con uno sforzo di fantasia hanno battezzato “Cala Fetente”… Ebbene, là non ci andare se ti dà fastidio…ma sappi che le sue acque hanno effetti miracolosi! La Grotta dei Monaci poi… un “convento naturale”. La Grotta del Sangue: tappezzata di velluto rosso: un vero sfoggio di ricchezza!
Ho avuto un passato glorioso e florido, ho visto battaglie, vittorie ed invasioni, morti e disperazione, fame, miseria e pestilenze… ma niente mi ha smosso, ho retto bene ad ogni colpo e oggi difendo gelosamente quel poco che rimane delle mie antiche genti. Il mare che mi circonda è tra i più belli, tra i più puliti e solletica una spiaggia di sabbia fine e dorata. Nelle mie acque si sono specchiate le Sirene più belle, creature splendide e ammaliatrici, condanna di mille naviganti.
Oggi però non mi venerano come un tempo, gli uomini si sono distratti. Mi passano intorno con rumorose imbarcazioni a motore che disturbano il mio sonno e quello degli uccelli che si sollevano da me. Non mi degnano di uno sguardo… si forse qualcuno mi nota… gli altri, notano gli altri. Sono pochi quelli che mi guardano come mi hai guardato tu, a sette anni, con gli occhi sgranati e il naso affondato nel finestrino dell’auto di papà – Cos’è quella luce? – hai detto. Oggi, come allora, quella luce compie il suo dovere, guida le imbarcazioni affinché non affondino, offendendomi. Eppure c’è gente che per godere di un paesaggio come il mio, arriva in capo al Mondo. Io ti dono le stesse meraviglie qui, ma forse il mio nome ora fa meno tendenza… Hai visto? Ho imparato a parlare come te. E ne ho sentite sai, di lingue diverse, io! Ho visto volti diversi, vesti e monete diverse, drammi e festeggiamenti. Oggi è tutto uguale, vedo volti gemelli, abiti simili, discorsi sempre più identici… non avverto la trepidazione che afferravo nell’aria, le passioni che ho animato, i canti di disperazione e di esultanza. Ascolto le canzonette dalle radio, ma non le capisco, sono vecchio, io. Anziano si dice oggi per non offendere… si, anziano, ma con la dignità del Vecchio che regge lo sforzo col sorriso. Non posso sorridere con la bocca io, e lo faccio col mio braccio, proteggo la mia costa con la mano, quella mano che si allunga nel mare quasi a voler riparare chi lo abita, chi vi si affaccia e chi lo solca.
Sai? Puoi salire fino in cima. Il panorama che offro da quassù è spettacolare: rocce smerlate a picco su un mare affascinante, turchese, un turchese vero. Vegetazione verde vero. I colori più decisi che la natura possa offrire, e pace, tanta pace. Il Paradiso. Un pezzo di Paradiso. Il mio Arco di pietra è famosissimo, è la porta d’ingresso al mio cuore. A chi approda quassù dono una ricompensa: un fiore che solo io so scolpire, perché solo qua trova il terreno degno di custodire le sue nobili radici. E’ un primula bellissima, ma non la raccogliere, mi raccomando!
E’ una figlia preziosa, mi fa compagnia e mi rallegra.
E’ gialla, un giallo vero.
E’ il simbolo del Parco all’interno del quale mi trovo. Volevo dire: è il simbolo del Parco che mi hanno costruito intorno gli uomini, gli hanno dato dei confini precisi sai? Per proteggermi. Si è vero, non sono tutti distratti… Io ci sono nato in questo luogo, ma non immaginavo si chiamasse Parco. Ho sempre vissuto di bellezza e suoni incantati, e non ho mai pensato che si potesse nominarli in un qualunque modo. Non ho mai dovuto farlo. Gli uomini, hanno bisogno di catalogare tutto, e nel catalogo sono entrato pure io. Mi fotografano per farmi girare il mondo, ma io da qua non mi scollo. Il rumore del mio mare lo riconoscerei ad occhio chiuso! Perdona la battuta, ma scherzo anch’io, ogni tanto, solo ogni tanto. Non posso distrarmi, devo guardarti intorno, lo sai no? Vedi, sono grande ed imponente, ma ci sono delle cose piccole che possono farmi tanto male. Tu che ancora mi osservi con stupore e meraviglia, lo sai tu, quanto dolore può provocarmi l’incuria dell’uomo? La mia roccia è un muro naturale contro il male, difende i miei anfratti più interiori e segreti, dove la vita si è fermata, dove è armonia pura, dove non arrivano le canzonette, ma dove arriva il peggio dei motori… Le mie pareti le ho costruite apposta così, magnificamente ripide, a piombo sulle acque, affinché si potesse ammirarmi, perché incutessi rispetto e timore e fosse più difficile disturbare le mie mille vite. Sono i miei animali, sono falchi, faine, volpi, merli, c’è il passero solitario, la lepre, la gazza, il gufo e la civetta. Stanno con me da tanto, devo custodirli, e per questo, quando occorre, col mio fiato agito l’aria e le acque e allontano quegli indegni disturbatori. A tal proposito mi pare di rammentare che il mio nome significhi “tempesta che ritorna”, davvero suggestivo…
Beh, ora si è fatto tardi, e forse ti ho pure annoiato. Ti devo lasciare, sta scendendo la notte, e tu lo sai vero? Devo accendere il mio “sguardo”, devo fare luce, raccogliere quegli sguardi che ritrovano in me il “porto sicuro”.
…Ah, sai quel tale, quello che è caduto nella mie acque vinto dal sonno e dall’amore per una fanciulla dal cuore di pietra? Si chiamava Palinuro. Ma già, che te lo dico a fare, ormai sei grande, lo sai anche tu”. Smorza la luce per un secondo e mi fa l’occhiolino.
Disclaimer: i contenuti di questa pagina sono immessi direttamente dagli utenti che se ne dichiarano autori assumendone piena responsabilità; 7mates.com acconsente alla loro pubblicazione, declinando qualsiasi responsabilità in merito.Se pensi che le informazioni riportate in questa guida non siano conformi alle norme di regolamento,
segnalaci un'abuso. 7mates declina ogni responsabilità per imprecisioni o errori nei contenuti.
* I voti di questa guida vengono aggiornati ogni 24 ore