Utili a trovare informazioni per organizzare le tue vacanze
Sei già registrato? Accedi al pannello di controllo e invia il tuo racconto,
altrimenti iscriviti qui:
la registrazione è
del tutto
gratuita!
Per una panoramica completa sulle migliori offerte turistico alberghiere effettua una ricerca nella pagina dove presentiamo tutte le offerte speciali

Nel silenzio della piazza deserta resto seduto sul ciglio del marciapiedi con pochi amici: mentre ci passiamo una birra le nostre voci rompono la calma della notte. Palma Campania, un paese di 15mila abitanti in provincia di Napoli, è caduta in un sonno profondo dopo ‘a mmuina - il chiasso - e l’euforia degli ultimi giorni. La fine di una festa è il momento in cui si ride di gusto pensando a quanto ci si è divertiti. Non smetteremmo mai di raccontarci gli aneddoti più esilaranti: è il solo modo di accettare che il Carnevale si è concluso. I riflettori installati appositamente dal comune ormai non abbagliano che il vuoto delle strade. Le luci della festa sono puntate sui saloni del palazzo Aragonese, residenza degli antichi principi di queste terre: i balconi sono spalancati e i vessilli esposti, come se anche quegli spiriti regali avessero voluto assistere allo spettacolo. La musica è finita; il vento trascina via coriandoli e stelle filanti. Un carro allegorico, o quel che ne resta, non smette di girare intorno al palco e perde pezzi ad ogni curva: a bordo sono rimasti in due, eppure continuano a ballare e a far baldoria. Ma il Carnevale è andato e bisogna farsene una ragione. Allo scoccare della mezzanotte, come ogni anno, siamo passati dal Martedì grasso alle Ceneri senza che ce ne accorgessimo. Mi chiedo se riusciremo mai ad accettare che il Carnevale duri tre giorni appena: la domenica, con la sfilata delle maschere e dei carri allegorici; il tradizionale lunedì del passo, dedicato esclusivamente alla musica; il martedì grasso, culmine della manifestazione. Solo un’ora fa la festa era nel vivo e per le strade c’era tanta gente che non si poteva camminare. Tutti cercavano di farsi largo tra la folla per seguire i gruppi folcloristici: i papà prendevano i bambini in spalla; i più fortunati si affacciavano da un balcone sulle vie del centro e si godevano le esibizioni dall’alto.
Le Quadriglie, i gruppi che da sempre animano il Carnevale Palmese, scelgono ogni anno temi diversi da rappresentare con costumi colorati e carri allegorici. Stavolta I Gaudenti – così si chiama la mia quadriglia – hanno deciso di raccontare a modo loro il Messico! Domenica, come vuole la tradizione, i festeggiamenti hanno avuto inizio con la Sfilata. Tra decine di poncho e sombreri colorati, danzavano le divinità precolombiane, gli eleganti Mariachi (suonatori messicani) e le sexy bariste tequilere. Tutti i personaggi si incontravano in una coreografia spettacolare. Come ogni anno, le quadriglie hanno iniziato il giro del paese intorno alle 14 e mia nonna si è arrabbiata perché abbiamo spazzolato in tutta fretta la sua lasagna di carnevale! Ancora con la bocca piena, ho provato il costume mentre mia madre gli apportava le modifiche dell’ultimo minuto; ho preso la tammurrella e sono uscito.
Chiunque partecipi alla quadriglia suona uno strumento tradizionale: tammurrelle (tamburelle), triccaballacchi e putipù. Le case di Palma Campania sono piene di questi strumenti costruiti dai falegnami del paese; il loro valore affettivo aumenta di anno in anno.
Ho raggiunto di corsa i miei amici: insieme abbiamo scelto di mascherarci da ballerini folcloristici, i voladores. Avendo fatto parte del comitato organizzativo della quadriglia, abbiamo goduto della precedenza nella scelta dei ruoli. Noi Gaudenti quest’anno abbiamo avuto fortuna: siamo stati sorteggiati per partire da via Trieste, la strada più larga e alberata. Eravamo troppi e troppo euforici per allinearci e sfilare con ordine! Ma quando siamo partiti la gente dai balconi ha iniziato a scattare foto e a lanciare coriandoli; gli spettatori sui marciapiedi non riuscivano a contenere l’entusiasmo e ballavano con noi. Il nostro carro allegorico riproduceva un tempio azteco: una scena suggestiva incorniciata dai platani di via Trieste. Sul trono sedeva la maggiore divinità del pantheon messicano impersonata dal Maestro della quadriglia.
Quest’oggi, martedì, il maestro ha lasciato il carro per dirigere la musica; sotto una pioggia colorata di stelle filanti ha guidato il corteo davanti ai fiati e alle percussioni. Diversamente dalla domenica, il martedì grasso non prevede solo la sfilata delle quadriglie, ma anche la presentazione del loro repertorio musicale, il Canzoniere. Uno alla volta, i gruppi si dispongono nei cerchi – le tappe storiche del percorso come il quadrivio di San Felice, o Largo Barone – per eseguire una compilation di successi vecchi e nuovi adattati alla banda piccola (composta dai musicanti professionisti) e alle tammurrelle dei quadriglianti. Dopo una settimana di prove abbiamo imparato a memoria la successione dei pezzi: il walzer, la samba, il tango, fino al rullo di tamburi per il gran finale. Centinaia di mani battevano insieme le tammurrelle tenendo il tempo. Il maestro riusciva finalmente a muoversi con disinvoltura perché ormai si intendeva alla perfezione con i musicanti; si divertiva di più e trascinava tutti a ballare in mezzo al cerchio. Di solito i brani raccolti nel Canzoniere sono molto popolari: classici della canzone napoletana, hit del momento e colonne sonore; impossibile non lasciarsi coinvolgere!
Lungo il percorso, agli angoli delle strade, abbiamo più volte incrociato le altre quadriglie: gli Studenti, i Murano, ‘a Livella… Ci siamo presi in giro a vicenda, ma solo per ridere: in realtà eravamo contenti di ritrovarci e curiosi di vederci in maschera. In particolare, il gruppo degli Studenti ha rappresentato Peter Pan: il loro carro, che riproduceva il galeone dei pirati, era curato nei minimi particolari; i costumi di Capitan Uncino, Campanellino e l’Isola che non c’è erano degni di una produzione hollywoodiana. I bambini non smettevano di applaudire: veder sfilare gli Studenti è stato come vivere la favola! Mentre ci disponevamo per il cerchio in piazzetta Umberto I, il cuore del centro storico meglio conosciuto come ’e Ferrari, abbiamo incrociato anche la quadriglia ‘a Livella: il gruppo, uno dei più giovani, rappresentava il mondo dell’Al di là. Tra la folla di candidi cherubini e diavoli affumicati spiccava il maestro, l’uccello del paradiso: sua madre, che non è una sarta, ha lavorato giorno e notte al costume più elaborato che abbia visto, impreziosendolo con piume colorate e pailette.
Anche quest’anno, scendendo dai Ferrari, la quadriglie hanno dovuto fare una sosta imprevista per non creare ingorghi: via San Felice e via Roma, le strade che portano al palco in Piazza De Martino, sono particolarmente strette e c’è bisogno di tempo perché i carri possano attraversarle. Per ingannare l’attesa i musicanti si sono lasciati andare a divertenti improvvisazioni; i ragazzini ne hanno approfittato per sostituirsi ai percussionisti. Intanto i quadriglianti in costume si lasciavano fotografare con i bambini, o approfittavano dell’ospitalità di alcune signore per rifocillarsi e darsi una rinfrescata. A Carnevale tutti sono ben lieti di aprire le proprie case alla quadriglia.
Anche quest’anno abbiamo cercato di dare il massimo nelle due esibizioni più importanti: il cerchio in piazza De Martino e il Palco. Camminare in costume per tutto il giorno è stato faticoso, ma per fortuna abbiamo conservato la voglia di suonare e ballare. I più stanchi erano i musicanti: portare in giro gli strumenti per ore, in carrozzina o a spalla, non deve essere stato uno spasso. Hanno studiato il repertorio e concertato per almeno due settimane, ininterrottamente: ma sera dopo sera si sono divertiti e amalgamati sempre di più.
Ad ogni cerchio corrisponde una giuria che vota i costumi, le musiche, il maestro… E’ importante strappare voti alle altre quadriglie: solo una di esse vincerà l’edizione del Carnevale.
Di sosta in sosta e di canzone in canzone l’affiatamento tra i quadriglianti è cresciuto: ci siamo stretti tutti intorno al maestro come per sostenerlo e lui ha fatto girare la bacchetta, lasciando che noi del comitato, a turno, gli dessimo il cambio. La notte è scesa lentamente, mentre si continuava a fare baldoria: ad ogni cerchio i ragazzi aspettavano il walzer per ballare in coppia, o la samba per fare il trenino intorno ai musicanti. È così che a Carnevale si stringono amicizie e nascono nuovi amori.
Ma ecco: dopo l’ultimo cerchio la Quadriglia si è sciolta all’improvviso e la festa è finita. I quadriglianti sono andati a cambiarsi nell’attesa di conoscere il verdetto della giuria: quale sarà il gruppo vincitore? In realtà, tutti i palmesi che oggi hanno suonato, ballato e vissuto il Carnevale sanno di aver vinto. I musicanti che hanno studiato e lavorato duramente; i ragazzi che si sono divertiti a realizzare i carri con ingegno e fatica; le sarte che hanno cucito e infilato strass giorno e notte… Tutti hanno ricevuto l’ambito premio. Mi sembra di sentire ancora le trombe, i sonagli delle tammurrelle e dei triccaballacchi… E mi batte forte il cuore!
Giovanni Luca Montanino
Disclaimer: i contenuti di questa pagina sono immessi direttamente dagli utenti che se ne dichiarano autori assumendone piena responsabilità; 7mates.com acconsente alla loro pubblicazione, declinando qualsiasi responsabilità in merito.
7mates declina ogni responsabilità per imprecisioni o errori nei contenuti.
* I voti di questa guida vengono aggiornati ogni 24 ore
©Copyright 2008 Promax Comunication SA | Contatti | Swiss Made