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La leggenda del Santo senza testa e la chiesa costruita sotto la precedente
di luoghimisteriosi [contatta l'autore]
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Qui è vissuto ed è morto il santo, dopo essere stato martirizzato per essere divenuto cristiano. Egli era un “cubiculario” dell’Imperatore Massimiano Erculeo, questo lavoro, che veniva conferito solo ai nobili perché era rivolto alla personalità massima, era una sorta di “maggiordomo”, essendo un grande onore preoccuparsi di abiti, mobilii e carrozze per la corona. Però il destino volle che Donnino divenne cristiano e l’Imperatore non sopportando questa scelta, non solo lo dimise dalla sua funzione, ma lo inseguì fino al fiume Stirane anche per decapitarlo!
Sullo stesso portale infatti, viene rappresentato il momento culmine della sua vita, il sacrificio per Gesù, il taglio della testa nel 293 d.C. sulla riva sinistra del torrente Stirone, laddove oggi sorge un ponte romano. Quest’immagine racconta dell’incredibile miracolo avvenuto, cioè che Donnino avrebbe attraversato il corso d’acqua ancora vivo e con la testa in mano! Una volta attraversato si sarebbe poi coricato sulla riva opposta e, lasciando il corpo sarebbe salito in cielo. La sua tomba venne ritrovata forse da Carlo Magno dopo una serie di coincidenze ed eventi inspiegabili che avrebbero confermato l’attribuzione del corpo ritrovato proprio a S. Donnino.
Così il luogo divenne sacro a tal punto da decidere di edificare un santuario. Finchè, quando giunsero pellegrini da tutta Italia, il luogo si ingrandì divenendo un vero e proprio borgo, il borgo per l’appunto di S. Donnino, il vero nome di Fidenza che acquisì questo nome solo nel 1927! Fu sostituito infatti in Fidentia solo in seguito a scavi archeologici che hanno confermato che quella era l’ubicazione di un’antica città romana perduta. Oggi il corpo riposa in un’arca all’interno della cripta del Duomo, la parte più antica della Chiesa, probabilmente parte del primo santuario del borgo.
La pianta della chiesa è rettangolare, distribuita su tre navate e il materiale di cui è edificata è marmo rosa. L’esterno è ricco di ogni sorta di immagini in stile romanico, dagli animali più mostruosi e fantastici ai personaggi più significativi. E’ impossibile non trascorrere molto tempo con il naso in su alla ricerca di un’interpretazione. E’ possibile trovare, oltre alla storia del nostro protagonista, a storie dell’Antico e del Nuovo Testamento, cavalieri, eroi mitologici, storie di Maria e degli altri Apostoli. Non mancano figure come Carlo Magno, lo scopritore del corpo del santo e Giovanni Pallavicino il benefattore della cattedrale.
Non mancano i due leoni alla porta della chiesa, svegli (spesso sono addormentati), figure di animali nobili, di cui ci si può fidare, onesti, e soprattutto molto forti, oltre che regali per via della criniera. Insomma il “re della foresta per eccellenza”, il re e basta. Per questo il simbolo araldico del leone era gettonatissimo, rampante, dormiente, seduto, in piedi, nelle forme anche più bizzarre.
Il leone dava un senso di protezione ed allo stesso tempo sapeva leggerti nell’anima e poteva decidere se farti entrare in un luogo sacro oppure no. Non vi ricorda nessuno? Ma certo, ricorda proprio le sfingi egizie che stavano a protezione delle tombe dei faraoni. Il leone è dunque un simbolo molto più antico del Cristianesimo stesso, che ha origine fin dai tempi più antichi. Nel duomo di Fidenza i leoni hanno una particolarità, oltre per l’appunto a non riposare, guardano l’uno in senso opposto all’altro, questa caratteristica li accomuna ancora di più alle sfingi, perché esse stesse venivano posizionate l’una con il volto opposto all’altra, l’una che guardava il sorgere del sole e l’altra che ne ammirava il panorama, proprio come qui, in questa chiesa, questi leoni sono rivolti con lo sguardo uno ad est e l’altro ad ovest, anche se non l’uno opposto all’altro, ma uno di fronte all’altro (dopotutto dovevano perlomeno osservare la persona che decide di oltrepassarne la porta). I leoni, sempre considerati metafora del sole ne osservano ogni giorno da secoli la sua nascita ed il suo tramonto.
Gli altri due portali riportano due arieti e due figure umane. L’ariete, anch’esso legato al culto egizio per il dio-ariete, è la figura di Marte, la guerra, la potenza assoluta, la forza sessuale, perfetta e sempre giovane. L’uomo è infine l’essere umano che regge con molta fatica le colonne della porta d’entrata.
Leoni, arieti e uomini. Da che porta vorresti entrare? Quello dell’umiltà, quello della nobiltà o quello della forza? Dipende solo se i guardiani delle porte ti permettono di entrare!
La chiesa costruita "sotto" la precedente
Esiste un altro mistero legato a questo luogo, legato al fatto che di solito si edifica SOPRA una chiesa precedente e non SOTTO! Questo è quanto è proprio avvenuto qui. La cattedrale è stata costruita da un architetto famoso per l’epoca, Benedetto Anelami, che decise di edificare il duomo sulla precedente chiesa che però era più alta del suo progetto. Nessun problema, anzi ne sfruttò la copertura, mantenendola tale, ma costruendone un’altra più bassa. Il risultato è che il duomo da fuori presenta chiaramente la distinzione tra se stesso e la chiesa precedente perché dal tetto, c’è come un proseguimento dell’edificio. Perché si è voluto mantenere la zona alta della chiesa precedente? Solo per averne la copertura durante i lavori? Nessuno lo sa perché la parte alta è stata fino ad oggi chiusa.
Questo luogo è rimasto sacro negli anni, perchè Fidenza è stata rasa al suolo dai bombardamenti della seconda guerra mondiale lasciando integra solo la cattedrale, che rimase lì, severa circondata da un mucchio di macerie. Infatti la città è ad oggi moderna nelle costruzioni, mentre il duomo è l'unico elemento romanico rimasto. Si può dire che il borgo di S. Donnino abbia perso il corpo, questa volta, ma non la testa!

SAN DONNINO IL SANTO DECAPITATO
Qui, a Fidenza, che pochi anni fa si chiamava Borgo S. Donnino, perchè sorto e dedicato completamente al santo, è vissuto ed è morto il santo, dopo essere stato martirizzato per essere divenuto cristiano. Egli era un “cubiculario” dell’Imperatore Massimiano Erculeo, questo lavoro, che veniva conferito solo ai nobili perché era rivolto alla personalità massima, era una sorta di “maggiordomo”, essendo un grande onore preoccuparsi di abiti, mobilii e carrozze per la corona. Però il destino volle che Donnino divenne cristiano e l’Imperatore non sopportando questa scelta, non solo lo dimise dalla sua funzione, ma lo inseguì fino al fiume Stirane anche per decapitarlo!
Sullo stesso portale infatti, viene rappresentato il momento culmine della sua vita, il sacrificio per Gesù, il taglio della testa nel 293 d.C. sulla riva sinistra del torrente Stirone, laddove oggi sorge un ponte romano. Quest’immagine racconta dell’incredibile miracolo avvenuto, cioè che Donnino avrebbe attraversato il corso d’acqua ancora vivo e con la testa in mano! Una volta attraversato si sarebbe poi coricato sulla riva opposta e, lasciando il corpo sarebbe salito in cielo. La sua tomba venne ritrovata forse da Carlo Magno dopo una serie di coincidenze ed eventi inspiegabili che avrebbero confermato l’attribuzione del corpo ritrovato proprio a S. Donnino.
Così il luogo divenne sacro a tal punto da decidere di edificare un santuario. Finchè, quando giunsero pellegrini da tutta Italia, il luogo si ingrandì divenendo un vero e proprio borgo, il borgo per l’appunto di S. Donnino, il vero nome di Fidenza che acquisì questo nome solo nel 1927! Fu sostituito infatti in Fidentia solo in seguito a scavi archeologici che hanno confermato che quella era l’ubicazione di un’antica città romana perduta. Oggi il corpo riposa in un’arca all’interno della cripta del Duomo, la parte più antica della Chiesa, probabilmente parte del primo santuario del borgo.

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