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La fortificazione è già testimoniata nell’XI secolo. Fu dei Malaspina e nel XIV pervenne ai Landi che la tennero fino alla fine del XIX secolo quando passo a Zanardi Landi.
Il castello aveva la forza di essere riparato dal fiume da due lati.
Rivalta significa Ripalta, castello dei castelli.
Il cortile è circondato da un porticato, un lato è chiuso per la moda di Versailles che imponeva un corridoio con la fuga di salotti, guardando il corridoio, lo sguardo converge in un unico punto di fuga. E' un peccato perchè la oda di versailles è stata a tal punto contagiosa anche in Italia da avere ahimè troppi luoghi con l'antico asetto un po' troppo mutato e di conseguenza l'antico perduto.
Il conte lo definiamo parecchio "cattivo" per il disprezzo con cui trattava i prigionieri, ma soprattutto molto avaro, dato che gli stessi venivano prematuramente uccisi, tra l'altro in modo assolutamente violento, dato che il conte non era intenzionato a sborsare di tasca sua nemmeno un tozzo di pane nelle prigioni.
Ovunque è possibile trovare la frase “Svevo Sanguine laeta”, una frase d'amore, ma anche cruenta a modo suo... "sanguino
I Landi essendosi imparentati con l’ordine di malta dicevano di avere diritto di battere moneta landiana. Inoltre possedevano una chiave che apriva una porta di Piacenza, precisamente quella più importante, il Bastione Fodesta, quella da cui partiva la strada per Milano, quella dunque più importante per i commerci, quella su cui regolarmente chiedevano il dazio e che avevno il potere di decidere chi far passare o meno!
Sala da Pranzo
Vi si trovano oggetti di argento, che sembrano tali… ma le argenterie sono state fuse e poi vendute, poi sono state rifatte in bronzo e semplicemente ricoperte d’argento (ma quanto era avaro!)
Cucina
Si può vedere un mortaio molto grande, simbolo di pregio e ricchezza perché lo strumento serviva a sbriciolare il sale che gli arrivava in grossi cubi, il sale era costoso si sa, e averne in grossi cubi da sbriciolare significava essere ricchi!
Troviamo appese alle pareti delle formine di rame raffiguranti diversi cibi (pesci, budini, ecc.) si dice che al castello lavorava un cuoco, il Cuoco Giuseppe, particolarmente bravo in cucina, ed ogni volta che cucinava qualcosa che al signore di corte piaceva in modo particolare, come ricompensa gli veniva regalata una formina di quel piatto in particolare. Il cuoco era molto bravo dato che di formine ne ha collezionate tante! Il problema era che questo suscitava anche molte invidie da parte degli altri lavoranti a tal punto che il cuoco venne assassinato! Pare dunque che il fantasma del cuoco Giuseppe vaghi ancora per la cucina e per la stanza delle armi (laddove ci si è spenta la luce. A mio avviso è stato assassinato proprio lì). Infatti poco tempo fa è accaduto un fatto, nella stanza accanto si trova la cucina moderna, ancora oggi in uso, un giorno tutti gli elettrodomestici si accesero contemporaneamente anche quelli senza spina e scollegati dall’elettricità!
Prigioni
Dovrebbero contenere i prigionieri, ma solitamente erano sempre vuote, perché il Conte per non gravare sulle “spese di mantenimento” preferiva ucciderli direttamente!!!
"Signore, ecco le spese di questo mese, io direi che bisogna tagliare alcuni eccessi…".
Eh sì proprio di tagliare si trattava, perché gli sventurati “mantenuti dal Conte” venivano gettati proprio nella torre del taglio, un pozzo molto profondo con delle lame ai lati e sul fondo di mezzo metro, alle quali non aveva scampo se per caso sopravviveva alla caduta.
Abbiamo percorso la scala a chiocciola che il prigioniero era obbligato a salire, e devo dire che non era bello trovarsi in quelle situazioni, chissà quanti malcapitati e pure innocenti! In principio il pozzo del taglio era stato costruito per fungere da ascensore, per portare su una specie di montacarichi degli oggetti pesanti, come olio bollente, armi, ecc.
Camera da letto
I letti sono molto piccoli, non solo perché è risaputo che un tempo erano più bassi dell’età media di oggi, ma soprattutto anche perché i nobili mangiavano molto ed essendo abbastanza grassottelli dovevano dormire semi sdraiati, quasi da seduti per facilitare la digestione. Inoltre (ma questa è una scusa per coprire il fatto che erano belli grossi) dormivano da seduti, perché da sdraiati secondo la concezione dell’epoca era una posizione solo da morti (vallo a spiegare a quelli che venivano gettati nella torre), la posizione supina.
La battaglia di Lepanto
Opera del Brescianino, viene rappresentata la vittoria dei cristiani nella battaglia di Lepanto, la particolarità di questo quadro è che il protagonista, Onorio Scotti, su un cavallo bianco viene illuminato da una luce artificiale proveniente da dietro la roccia.
Nel 1570 ci fu la battaglia di Famagosta in cui Cipro, proprietà veneta, viene attaccata dai turchi e conquistata dagli stessi. Il Bragandino si arrende e consegna le chiavi della città in cambio della vita. I turchi si prendono le chiavi e lo scorticano vivo nella piazza della città. Questa grande offesa venne poi vendicata dai cristiani nel 1571 quando ci fu la rivincita, la battaglia di Lepanto in cui vinsero, quella che viene rappresentata.
La torre viene chiusa con mattoni a lisca di pesce, motivo di risparmio, esclusivamente conomico, perché il peso va verso l’esterno e così si autosostiene.
Sala delle armi
Dedicata alla battaglia di Lepanto
Si spensero le luci… contiene anche due armature samurai e katane.
Ci sono ancora le bandiere originali che sventolarono quel giorno!
Stanza del Falcone
Faconi era l’archivista del nonno del proprietario
Sala del biliardo
Un tempo era la sala del Giuoco della Guerra. Il tavolo era simile a quello da biliardo, il gioco tipo Risiko. I nobili se ne stavano seduti e spostavano con lunghe stecche le pedine. Questo gioco era proibito, perché fortemente d’azzardo, i nobili scommettevano, denari, terre, onori e vite delle mogli. In questa stanza abbiamo Bacco e Cerere (fertilità)
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