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Grotte di Pastena e dintorni

di Antonella Contatta l'autore

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Partiamo da Roma e dopo circa un’ora arriviamo a Ceprano in provincia di Frosinone, dove lasciamo l’autostrada e cominciamo a salire su per le montagne, seguendo le indicazioni per le “Grotte di Pastena”.
Le Grotte di Pastena, sono state scoperte nel 1926 dal barone Carlo Franchetti, e sono annoverate tra i maggiori complessi speleologici della nostra penisola.
Sono poste in fondo ad una valletta carsica, si possono considerare come un enorme inghiottitoio d’acque, il cui percorso sotterraneo ne rappresenta la forma più giovane. Le rocce risalgono all'era mesozoica ed hanno un'età compresa tra gli ottanta ed i cinquanta milioni d’anni.
L'itinerario per il turista, è organizzato con un passaggio dalle sale del ramo inferiore, caratterizzate da un fiume sotterraneo e dal lago blu, alle sale del ramo superiore, culminante con le suggestive sale delle meraviglie e delle colonne.
Di grande suggestione sono, la sala del Salice Piangente e la sala del Monte Calvario, così chiamata poiché una grossa formazione di roccia e di fango forma una collinetta, su cui alcune stalagmiti sembrano raffigurare le tre croci, proprio come sul monte Calvario.
L'interno è attrezzato turisticamente con sentieri che permettono di ammirare, alla luce dei riflettori, tutte le meraviglie di questo mondo sotterraneo: dalle stalattiti e stalagmiti, alle colonne, ai laghetti.
Seguiamo la guida nei vari percorsi, addentrandoci in cunicoli avvolte stretti, e apprendiamo che un tempo la grotta era abitata da una grande colonia di pipistrelli, che a causa del disturbo dell’uomo, hanno ormai quasi del tutto abbandonato questo posto stupendo.
Il costo del biglietto è di 7 euro e il percorso dura circa un’ora (consiglio vivamente la visita perché è splendida).
Alla fine del nostro giro, a circa 300 metri dall’uscita della grotta, abbiamo pranzato in un ristorante l’Alberata, prendendo il loro menù fisso: antipasto, primo, secondo con contorno, bevande e caffè a 17 euro (abbiamo mangiato molto bene!!). Questo ristorante è semplice e accogliente, dispone anche di un giardino con giochi per i bambini.
Abbiamo ripreso la macchina e siamo andati a visitare Campodimele, è un paese come molti altri, che ha però una particolarità: degli 850 abitanti, 120 hanno oltre 80 anni, 48 oltre i 90 ed alcuni ultracentenari !!!
Questo borgo sui monti Aurunci, si presenta arroccato con una struttura circolare, il cui punto più alto è costituito dal campanile della chiesa parrocchiale.
Abbiamo fatto una passeggiata lungo le sue stradine, da vedere è la chiesa di San Michele Arcangelo, l'antico frantoio, la piazza con l'olmo secolare, e il belvedere.
Credo che la migliore visione del borgo è quella aerea, perché fa risaltare la forma circolare dell'impianto medievale con le mura intervallate da torri e un mastio. La cinta muraria con le torri è tutelata dai Beni Culturali ed ha la caratteristica di essere abitata. Il camminamento esterno alle mura, offre la visione completa dei monti e costituisce una gradevole passeggiata romantica.
A pochi chilometri da questo paesino, che è inserito anche nel club dei Borghi più belli d’Italia, abbiamo visitato Itri.
Itri é famosa per aver dato i natali a “Fra Diavolo” un guerrigliero d’altri tempi, che diede filo da torcere, ai francesi durante il periodo napoleonico, finirà tuttavia per essere giustiziato.
A dominare tutto il paese é l'imponente castello, sorto come roccaforte, a difesa dalle incursioni nemiche, insieme all'antica parte alta del paese, è circondato da mura poderose.
Nella parte più elevata, la fortezza presenta due torrioni.
Più in basso, un terzo torrione è collegato al corpo centrale da un imponente cammino di ronda.
Questa terza torre è detta “del coccodrillo”: secondo la tradizione, infatti, i condannati a morte venivano gettati da questa torre, nei fossati sottostanti, in cui gli alligatori li attendevano affamati.
L'intera struttura è completata da un insieme di torri minori, che racchiudono una piccola ma suggestiva piazza d'armi.
Abbiamo scattato numerose foto perché il castello é veramente molto bello.
La nostra gita è terminata visitando un altro borgo più bello d’Italia: Sperlonga, l’avevamo già visto, ma è sempre bello ritornarci è un paese arroccato sul Monte S. Magno, (tra Terracina e Gaeta), deve il suo nome alle grotte naturali - speluncae - che si aprono lungo la costa. E la bellezza del litorale non sfuggì ai Romani ed in particolare all’imperatore Tiberio, che vi costruì una residenza di vacanze, utilizzando una cavità a livello del mare che è appunto conosciuta come “grotta o antro di Tiberio”.
Il paese conserva, intatto il suo nucleo originario, con costruzioni bianche, tra i ristretti vicoli, di tanto in tanto, si vede uno squarcio di mare e di cielo. Il paese ha il suo fulcro nella piazzetta dove si ritrova l’atmosfera di un salotto, da cui partono viuzze e scalette, con i classici negozietti, che portano al mare. Veramente splendido, noi ci siamo stati sempre di giorno, ma credo che di sera sia veramente spettacolare e romantico.
Alla prossima gita!!

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