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Introduzione
Il vento soffiava tra i miei capelli ricci e incolti. Rombava attraverso uno stretto e sporco finestrino, lasciato leggermente aperto. Il frastuono era tale da coprire tutti gli altri rumori, regalando una sensazione di piacevole isolamento. Verdeggianti e sinuose colline si alternavano a tratti pianeggianti e arati, marrone scuro. Chiusi gli occhi, lasciando che il vento mi accarezzasse il viso con vigore, distendendo i lineamenti contratti a causa della mancanza di sonno. L'idea di viaggiare durante la notte, in treno, non si era rivelata così buona. Avevo pensato che mi sarei risvegliato già a destinazione, o quasi, fresco e pronto ad affrontare l'impegnativa giornata che mi aspettava. Invece ero rimasto accucciato su uno scomodo sedile, con la testa reclinata su un fianco, nel vano tentativo di addormentarmi. L'angusto scompartimento dove ero capitato aveva sei posti disposti su due file da tre sedili ciascuna. Tali sedili si fronteggiavano come se fossero due eserciti medievali pronti ad una sanguinosa battaglia. Davanti a me una corpulenta donna, sui cinquanta anni, aveva disteso le gambe grassocce, incrociato le braccia e aveva iniziato a ronfare ritmicamente. Provai anch'io a distendere le gambe, ma l'astuta ed esperta signora aveva occupato tutto lo spazio disponibile. Cercai allora di rannicchiarmi sul sedile, afferrando le ginocchia tra le mani, ma la posizione, seppur degna di un maestro di yoga, si rivelò ben presto troppo scomoda. Come se ciò non fosse già abbastanza deprimente, la testa del ragazzo che sedeva alla mia sinistra, avvolta da uno strano cappello, cominciò a ciondolare fino a poggiarsi sulla mia spalla. La respinsi via con un gomito, cercando di non svegliarlo, ma l'oscillante adolescente si posò nuovamente su di me, poco dopo. Oltre a ciò, fui costretto ad ascoltare in silenzio lo spettacolo gratuito offerto dall'orchestra sinfonica chiamata: “Scompartimento della carrozza numero cinque”. Il trombone che avevo davanti ostentava tutta la sua forza sonora, mentre ad un paio di metri da me, nella semioscurità, un violino scordato strideva piagnucolando. Ma c'erano anche clarinetti, triangoli, violoncelli e grancasse, oltre ad una quantità indefinita di trombe e trombette. È incredibile quanto chiasso produce un essere umano nel sonno. Accolsi con un sospiro di gioia e di sollievo lo spuntare del sole sull'orizzonte offuscato da qualche sottile e tenue nuvola. Mi rialzai a fatica, spossato e indolenzito, dirigendomi nello stretto corridoio che collega i vari scompartimenti affiancati all'interno della carrozza. Ora mi godevo il massaggio rilassante del vento, finalmente libero da quella trappola nauseante. Provai ad abbassare ulteriormente il finestrino, ma era bloccato. Osservai meglio il paesaggio che scorreva aldilà del vetro sporco: i colori dei campi coltivati che sfilavano uno dietro l'altro, erano una delizia per i miei occhi intorpiditi. Il giallo acceso e luminoso delle spighe di grano degradava in quello più scuro dei girasoli, sostituito dal verde vivace degli ortaggi rigogliosi o dal cupo rosso delle zolle di terra appena arate. Un dito sottile e appuntito mi picchiettò la spalla. Mi voltai, irritato da quell'intrusione improvvisa. Una vecchietta mi sorrise, moltiplicando le rughe che le solcavano il viso. “Scusi, mi fa passare?” Trascinava dietro di sé un'enorme valigia. Mi alzai sulle punte dei piedi, premendo il torace contro il finestrino, per consentire all'anziana donna di transitare senza intoppi. Proprio in quel momento il treno decelerò bruscamente. La vecchietta fu sospinta in avanti. Per non perdere l'equilibrio, lasciò cadere il pesante bagaglio che atterrò sulla mia caviglia. Riuscii a trattenere un gemito di dolore, serrando le mascelle. “Mi scusi. Si è fatto male? Ma no, sei giovane. Voi giovani non vi fate mai niente.” Rimasi in silenzio, sopprimendo l'impeto d'ira velenosa che voleva scagliarsi contro la simpatica e irriverente donna. La prossima volta prendi l'aereo, mi dissi mentre con le dita massaggiavo il malleolo contuso. Ci fu un'altra brusca decelerazione, che però non fu seguita da una ripresa del moto regolare del treno. Capii che ero quasi giunto a destinazione, al capolinea. Raccolsi lo zaino da un ripiano collocato in alto, fin troppo in alto. Alla schiena rattrappita non piacque quel movimento improvviso. Camminai lungo lo striminzito corridoio, dirigendomi verso l'uscita. Guardai fuori dal finestrino: una serie di archi uniti insieme sulla sommità da una linea retta scorrevano parallelamente ai binari. Osservai affascinato quella struttura edificata almeno due millenni fa. Aveva retto all'erosione del tempo e della pioggia, un capolavoro ingegneristico. Non sarà l'unico capolavoro che vedrò, pensai. Il fiero popolo che in questa regione aveva la sua capitale ha lasciato diverse tracce indelebili e ingegnose. Mi sedetti sui piccoli gradini davanti alla porta in metallo che presto si sarebbe schiusa, mostrandomi tutto lo splendore della città che stavo per visitare. Era la prima volta che mi recavo da quelle parti e non riuscivo a contenere un leggero tremito di gioia, della forma più deliziosa: la gioia che nasce dalla sorpresa e dalla novità. Poggiai la testa contro un lungo manico disposto verticalmente sulla destra. Il freddo che il metallo trasmise alla mia tempia accaldata fu più efficace di un potente sedativo. Il sonno mi colse senza preavviso. Fui risvegliato bruscamente da una possente voce alle mie spalle: “Allora, ci muoviamo là davanti o no?” Mi voltai, spaesato, stropicciando gli occhi. La vecchietta che avevo incontrato in precedenza mio malgrado, mi sorrise: “Giovanotto, siamo arrivati. Dormirai dopo, a casa. Anche se sei giovane e voi giovani non avete bisogno di dormire. Non quanto noi anziani, almeno.” Mi resi conto che il treno era fermo e la porta dinanzi a me aperta. Mi rialzai di scatto, mormorando qualche parola di scusa. Scesi rapidamente i ripidi gradini, rischiando di cadere. Mi ritrovai su un'affollata piazzola in cemento. Mi guardai intorno, cercando di orientarmi. Due turisti affardellati da pesanti zaini mi sfiorarono da ambo i lati. Ne sopraggiunsero presto altri due, seguiti da un gruppo folto e denso che mi travolse. Come un canoista sballottato dalle rapide di un fiume in piena, decisi che era meglio lasciarsi trascinare dal flusso. Mi sarei orientato in seguito. Camminai a grandi passi, osservando sbigottito la marea chiassosa di umanità che mi circondava. Provenendo da un piccolo paese di una pigra e sonnolenta provincia italiana, il posto più affollato che avevo frequentato sino a quel momento era il bar di Luigi che, nelle ore di punta, ospitava fino a otto o nove avventori assetati e smaniosi di tracannare caffè e cornetto alla crema. Scoprii ben presto che il fiume che mi trascinava era in realtà un modesto affluente che sgorgava in un tumultuoso lago: uomini che correvano in giacca e cravatta nonostante il caldo già intenso del mattino, donne avvolte da strani lenzuoli colorati vivacemente, turisti provenienti dall'Europa settentrionale, pallidi come il bianco marmo di Carrara, con i loro vistosi zaini da montagna, gruppi di ragazzi urlanti in gita scolastica, qualche divisa di poliziotti più intenti a chiacchierare che a sorvegliare. Mi fermai, scrutando in tutte le direzioni. Era necessario trovare l'uscita della stazione in cui mi trovavo o sarei annegato tra i flutti variopinti. Un suono acuto sul fianco destro mi fece trasalire. Un carrello elettrico, guidato da un obeso inzuppato di sudore, reclamava spazio con il suo stridulo clacson. Mi spostai, lasciandolo passare. C'era un solo modo per venire a capo di quella situazione: scelsi un passante, uno a caso, e mi lanciai all'inseguimento. Speravo che fosse diretto verso l'uscita e non verso un treno in partenza. Fui fortunato. Il ragazzo che avevo scelto come guida inconsapevole si diresse verso delle vetrine che mostravano costose scarpe e magliette per sportivi. Si fermò per un istante a osservare le merci esposte e poi ripartì, svoltando dietro un angolo. Accelerai il passo per non perderlo di vista. Svoltai anch'io tale angolo: davanti a me una lunga fila di porte vetrate illuminava un vasto androne percorso da un diradato viavai di viaggiatori e pendolari. Le porte erano ad apertura automatica: era sufficiente avvicinarsi e le ante scorrevano come se fossero mosse da invisibili fili magici. Ne scelsi una. Mi portai a pochi passi dalle superfici vetrate che, però, non si mossero. Avanzai ulteriormente, osservando un minuscolo led rosso lampeggiare sopra la mia testa. Perché non si apriva? Un uomo d'affari, con completo nero e ventiquattrore di pelle, transitò accanto a me. Le ante si spalancarono al suo passaggio. Sollevai le spalle, perplesso. Probabilmente, durante la notte in treno, mi ero trasformato in un fantasma invisibile ai sensori elettrici, mi dissi con sottile ironia. Guadagnai l'uscita prima che la porta si richiudesse. Inspirai lentamente l'aria cittadina, rischiarata da un abbacinante sole estivo, assaporandone la consistenza, la fragranza. O almeno questo era ciò che mi ero aspettato di trovare. In realtà i miei polmoni si riempirono di un disgustoso lezzo e di un farraginoso smog, altro che fragranza. Cominciai a capire per quale motivo avevo sentito così spesso parlare delle giornate a targhe alterne o delle domeniche ecologiche. Socchiusi gli occhi, guardandomi intorno. Ero arrivato, finalmente. Davanti a me, risplendente di una tiepida luce, si trovava il cuore pulsante della città da vivere: Roma.
Consigli utili
Vorrei dare, più che una guida, alcuni consigli utili a chi si appresta a visitare la città da vivere: Roma. L'elenco che segue non è certamente completo ed esaustivo. Si tratta sostanzialmente di una raccolta di suggerimenti maturati nel corso delle piacevoli giornate che ho trascorso nella capitale.
1 Città
Osservando la cartina della città di Roma, la prima cosa che salta all'occhio è la somiglianza della rete stradale ad una fitta ragnatela: le principali arterie sono disposte a raggiera intorno ad un nucleo centrale fitto di stradine e vicoli. Tale nucleo è certamente il più visitato dai turisti, in quanto all'interno di esso si trovano le principali attrattive per cui la città è così celebre. Per individuarlo, tracciate un quadrilatero immaginario che ha per vertici il circo massimo, piazza della repubblica, piazza del popolo e piazza San Pietro. Questa non è ovviamente la delimitazione originale del centro storico, ma serve comunque per farsi un'idea. A nord di tale nucleo si trova uno dei polmoni verdi della città, villa borghese, aldilà della quale si delinea il ricco e borghese quartiere Parioli. A nord-est, risalendo lungo la via Nomentana, c'è il vivace quartiere Africano (chiamato in questo modo a causa della nomenclatura delle vie che richiama le principali conquiste del periodo fascista nel continente; non aspettatevi di trovare un quartiere di figli di immigrati). Oltre, aldilà del fiume Aniene, fanno bella mostra i quartieri di Montesacro e Talenti. Ad est, dopo la stazione Termini e la cittadella universitaria, scorre la via Tiburtina, incastonata tra il quartiere popolare di Portonaccio e gli alti palazzi di Colli Aniene. Più in basso si possono notare due altre strade che compongono il lato destro della ragnatela: via Prenestina e via Casilina. Tra queste due strade si trovano i quartieri di Tor Pignattara e Centocelle, definiti spesso “borgate” dai romani, anche se tale definizione ha perso oggigiorno parte del significato originale. A sud-est scorre la Tuscolana che porta sino a Cinecittà e l'Appia Nuova. Quest'ultima è ben distinta dall'Appia Antica, cesellata dalle tombe degli antichi patrizi. A sud, seguendo la fragorosa via Cristoforo Colombo, si costeggia il sereno quartiere della Garbatella, amato da scrittori e registi cinematografici. Proseguendo, si arriva sino al quartiere Eur, il cui laghetto artificiale è circondato da alti e moderni palazzi. È caratterizzato dalla presenza di numerosi uffici sia pubblici che privati. A sud-ovest, circondati dal viale Trastevere e dalla circonvallazione Gianicolense, si trovano i silenziosi quartieri di Monteverde Nuovo e Monteverde Vecchio. Ad ovest, oltre le verdeggianti colline del Gianicolo è ubicato un altro polmone verde, villa Doria Pamphili. A nord-ovest, aldilà delle mura vaticane, svetta Montemario, dalla cui sommità si gode di un panorama unico su quasi tutta la città. Ovviamente Roma non è tutta qui. Di quartieri ce ne sono molti altri. Mi sono limitato solo a dare delle indicazioni per rendere più agevole l'orientamento in un vasto ed enorme centro urbano.
1.1 Alloggio
Per poter vivere un'esperienza appagante nella città di Roma è necessario soffermarsi almeno per una settimana. I viaggi toccata e fuga, ad esempio nei fine settimana o durante i ponti festivi, non consentono di apprezzare ciò che di meglio la capitale ha da offrire. Comunque, se proprio non avete tempo per soffermarvi per più di due o tre giorni, la soluzione più idonea per quanto riguarda l'alloggio credo che sia la formula B&B, cioè Bed and Breakfast (letto e colazione, tradotto alla lettera). In questo modo avrete la possibilità di poter trascorrere l'intera giornata a girovagare, di poter testare alcuni ristoranti o locali tipici e, inoltre, di poter risparmiare qualcosa sui costi di pernottamento. Non avrete nessuna difficoltà a trovare il B&B che fa per voi: ve ne sono numerosi, per tutte le tasche. Se invece decidete di soffermarvi per una settimana o più, considerate che gli hotel sono decisamente costosi. Preventivate una spesa di almeno 100€ a notte per camera doppia con colazione inclusa. Non stupitevi se alcuni alberghi di fascia media, cioè a tre stelle, vi chiederanno 200-250€ per notte. Esistono ovviamente soluzioni più economiche di 100€, ma si rivelano spesso vere e proprie topaie ammuffite o, comunque, trappole per turisti ignari. Se avete raggiunto la città in auto, non stupitevi se alla reception vi mandino a parcheggiarla nel più vicino garage privato al costo di 30-35€. Informatevi prima della partenza della presenza di un parcheggio custodito. Nei periodi di minor affluenza è possibile riuscire a strappare qualche sconto, ma non riponete in ciò troppa speranza. Vi consiglio inoltre di evitare gli hotel fuori città, giacché il tempo trascorso per spostarsi può essere abbastanza lungo e noioso. Se volete risparmiare, considerate l'opportunità di prendere in affitto una stanza. Una settimana vi costerà, in questo modo, da 140-150€, ma anche qui informatevi molto bene prima di partire, poiché gli inghippi sono sempre in agguato. Condividere un appartamento con altre persone per un breve periodo non è in fondo così spiacevole, a meno che non siate davvero sfortunati. Per i più giovani le migliori possibilità sono gli ostelli. Il numero tipico di posti letto per camera è otto. In genere viene offerto il cambio delle lenzuola all'arrivo e la prima colazione. È necessario prenotare con molto anticipo, specialmente durante le festività o in prossimità di eventi particolari, come ad esempio il concerto del 5 maggio o la notte bianca.
1.2 Trasporto
La prima volta che ho chiesto informazioni ad un passante, un corpulento cinquantenne con camicia aperta sul collo e vistoso crocefisso argenteo, su come raggiungere una certa località e su quanto tempo avrei impiegato in automobile per arrivare a tale destinazione, il commento finale fu: “Ci vorrà molto tempo, almeno mezz'ora. Che ce voi fa', Roma è la capitale del traffico.” Non aveva tutti i torti. Se prendere l'automobile può essere uno strazio per un cittadino romano, lo stesso problema si pone per un visitatore temporaneo. Ingorghi, semafori costantemente rossi, strida psichedeliche di clacson inviperiti possono rovinarvi la vacanza. Lasciate le chiavi della vostra vettura appese ad un gancio e optate per i mezzi pubblici. Non che il servizio sia molto efficiente, soprattutto se comparato a quello offerto da altre capitali europee, quali Berlino o Amsterdam, ma almeno non è molto costoso. Un biglietto da 75 minuti costa 1€ ed è valido su tutti gli autobus della rete locale e per una corsa sulla metropolitana. Per periodi più lunghi esistono anche biglietti giornalieri, settimanali e tessere mensili. Si acquistano nelle edicole e tabaccherie e vanno vidimati nelle apposite timbratrici color giallo presenti sui mezzi o ai tornelli della metropolitana. Sulla maggior parte dei tram i biglietti si possono comprare anche a bordo, tramite macchine self service. Ricordate che tali macchine non danno il resto. Se vi hanno riferito che vidimare è superfluo, in quanto i controlli sono sporadici, vi garantisco che non è così: in una settimana di utilizzo della rete di trasporto sono stato controllato per ben due volte. I controllori agiscono in gruppi da tre individui, rendendo difficoltosi eventuali tentativi di fuga disperata. Quindi è meglio non fare i furbi, anche perché la multa si aggira intorno ai 50€. Nei periodi estivi o durante le ora di punta dei giorni lavorativi gli autobus o i vagoni della metropolitana possono essere molto affollati. Quando dico molto affollati intendo dire che non è raro restare pigiati tra la porta e un muro umano impenetrabile. Armatevi di pazienza e in caso di attacchi di panico o ansia claustrofobica scendete e aspettate la prossima vettura che, ovviamente, sarà ricolma più di quella che avete appena lasciato. Se siete stati a Londra o a Parigi o a New York probabilmente penserete che il modo più efficiente e rapido per spostarsi in città sia la metropolitana. A Roma non è così: esistono solo due linee, anche se sono stati aperti da tempo alcuni cantieri per ampliare la rete. Inoltre, l'aria stantia e viscosa che si respira laggiù potrebbe darvi fastidio. Il mio consiglio è di evitare l'uso della metropolitana a meno che non sia proprio necessario. Gli amanti della bicicletta lascino la loro due ruote sul cavalletto: se cercate di spostarvi in città in bici, i gas di scarico, il frastuono, la distrazione e l'impazienza degli automobilisti vi renderanno la vita impossibile. Le piste ciclabili sono più rare degli avvistamenti giornalieri di UFO e, purtroppo, il ciclista viene spesso considerato come un ulteriore elemento aggravante la già problematica situazione del caotico traffico cittadino. Non abbiate timore, invece, a spolverare la vostra mountain bike nei parchi pubblici. Vi è anche la possibilità di noleggiare curiosi tandem a quattro ruote a villa Borghese. Infine, l'uso dei taxi è vivamente sconsigliato. Non lo dico per danneggiare la categoria, ma perché è un servizio alquanto costoso. Un tragitto di 20-25 minuti può arrivare a costare fino a 20€. L'uso del taxi può essere conveniente quando siete in gruppo, in modo da dividere la spesa o può tornare utile dopo la mezzanotte, quando i rari autobus delle linee notturne sembrano essere spariti nel nulla.
1.3 Animali
Il motivo per il quale ho inserito la voce Animali non è per ricordare quanto sia difficile trovare un albergo disposto ad ospitare i nostri amici a quattro zampe o per sottolineare quanto siano costose le pensioni in cui ospitarli durante la nostra assenza. Ciò è ben noto ai più. Quello che forse non è così noto è la presenza in città di una bestia famelica, aggressiva, temeraria, astuta, assetata di sangue, subdola, viscida, oscura, in grado di farvi passare un'intera notte in bianco a causa della sua caparbietà. Parlo della zanzara, la peggior creatura del regno animale. Nella capitale svolazza intrepida la sottospecie più difficile da fronteggiare, la zanzara tigre. La riconoscete dalle striature bianche sulle zampe, dalle dimensioni comparabili a quelle di una moneta da 5 centesimi di euro (no, non sto scherzando), dalla tenacia e dalla assiduità con le quali cercherà di succhiare il vostro sangue. Repellenti, spray e unguenti di vario tipo sono poco efficaci. A meno che non vogliate dormire avvolti da testa a piedi nel lenzuolo, cosa più che improbabile nelle giornate estive, non vi resta che affrontarla. D'altronde siamo noi sul gradino più alto della scala evolutiva, non loro. Ecco alcuni metodi che ho sviluppato durante il mio soggiorno a Roma:
1)Subito dopo il tramonto, correte a sprangare le finestre. Non limitatevi ad abbassare le tapparelle lasciando le fessure delle stesse aperte. Il corpo elastico che hanno consente loro di infilarsi nel più sottile dei pertugi.
2)Qualora una o più zanzare siano già riuscite ad entrare in camera, è necessario aspettare che si posino su di un muro per poterle massacrare. A tal fine, la procedura più efficace consiste nello spegnere la luce e nascondersi sotto le coperte. Aspettate fino a quando non le sentite ronzare sopra la vostra testa. A questo punto emergete e correte ad accendere la luce. È molto probabile che le troviate poggiate su di un muro vicino al letto.
3)Una volta individuate, avvicinate l'arma che avete scelto per l'assassinio, una qualunque superficie piatta e larga andrà benissimo, con estrema cautela e lentezza. Al minimo spostamento d'aria, la zanzara volerà via, scomparendo alla vista. Quando sarete a circa 15-20 centimetri dal bersaglio, colpite con forza e crudeltà, evitando di slogarvi un polso contro la parete. Complice il peso ridotto e la forma aerodinamica, la loro capacità di scatto e fuga è notevole. È necessario essere più veloci di loro, anche se non è così scontato.
4)Cercare di schiacciarle al volo è un'impresa davvero complessa, ma vale la pena tentare.
5)Una tecnica più rischiosa ma spesso efficace consiste nel lasciare scoperta una sola parte del corpo, ad esempio un braccio. Quando la zanzara si poserà sulla vostra pelle, uccidetela senza pietà prima che inserisca il pungiglione.
6)Alternativamente potete cercare di attirarle verso una stanza, come ad esempio il bagno di una camera d'albergo. Lasciate la porta socchiusa, spegnete tutte le lampade e i lampadari tranne quelli del bagno. Quando sentirete ronzare o la vedrete entrare, fuggite, chiudendo ermeticamente la porta alle vostre spalle e tappando il buco della serratura. Certo che, qualora durante la notte vi venga un qualunque stimolo fisiologico, sarà un bel problema rientrare in bagno.
2 Itinerari
L'opulenza di monumenti, siti archeologici, musei, gallerie d'arte, palazzi d'epoca, fontane, statue, obelischi, catacombe, e quant'altro rende molto difficile scrivere una sezione intitolata “itinerari”. L'approccio migliore da seguire è, a mio avviso, l'utilizzo dell'istinto: con una cartina turistica sotto gli occhi, puntate il dito sui luoghi che maggiormente attraggono la vostra attenzione e tracciate un relativo itinerario, includendo possibilmente eventuali soste e pause per ristorarsi. È possibile optare per tragitti atti a stimolare l'interesse storico o l'interesse politico o quello culturale o l'interesse ambientale oppure, meglio ancora, mescolare le carte. Infine, non è detto che sia sbagliato procedere a caso o per sentito dire. Qui di seguito troverete due itinerari, che si snodano attraverso le vie del centro storico, scritti per coloro i quali hanno intenzione di visitare la città per un breve periodo e non hanno molto tempo a disposizione per decidere dove andare e a quali luoghi concedere la priorità. Per chi invece ha la possibilità di trattenersi più a lungo, vale il consiglio precedente: fidarsi del proprio fiuto.
2.1 Trinità dei Monti, piazza del Popolo e fontana di Trevi
Prendete la linea A della metropolitana e uscite alla fermata Spagna. Ponete molta attenzione ai borseggiatori che popolano l'uscita di tale fermata. Vi ritroverete ben presto in piazza di Spagna, una delle più belle e suggestive piazze della capitale, nonché una delle più affollate da turisti di ogni nazionalità. Ciò che salta subito all'occhio è la Barcaccia, una fontana che rappresenta appunto una barca, scolpita nel XVII secolo da Bernini. Con alle spalle tale opera, si rimate estasiati nell'ammirare la scalinata di Trinità dei Monti sulla cui sommità spicca l'omonima chiesa. Da apprezzare non solo la linea prospettica discontinua e spezzata che esorta l'occhio a muoversi senza sosta, ma anche la varia e colorata umanità che trova riposo sui suoi gradini fino a tarda sera. Vale la pena di salire fino in cima e osservare il panorama che si gode dall'alto. Sempre nella piazza si può notare la colonna dell'immacolata. Gli amanti dello shopping di lusso troveranno in via dei Condotti numerose opportunità di prosciugare il conto in banca. Parallelamente a tale via, seguendo via delle Carrozze, ci si imbatte nella chiesa di San Carlo al Corso, alla cui destra si trova il mausoleo di Augusto, dove non è consentito entrare, ma è caldamente consigliato girarvi attorno. In prossimità di tale mausoleo vi erano due obelischi, ora collocati in piazza del Quirinale e in piazza dell'Esquilino. Dietro di esso è possibile ammirare l'Ara Pacis Augustae, ossia l'altare della pace di Augusto. Seguendo via Ripetta si arriva fino a piazza del Popolo, coronata dalle due chiese barocche di Santa Maria in Montesanto e Santa Maria dei Miracoli, simili nella facciata ma diverse nella pianta, e dalla maestosa porta del Popolo. Al centro della piazza vi è l'obelisco Flaminio, proveniente dall'Egitto dei Faraoni. A questo punto si può risalire lungo la tortuosa stradina, sul lato est di piazza del Popolo, che porta sino alla terrazza del Pincio, o piazzale Napoleone I, per godere della meravigliosa e appagante vista sulle brulicanti vie sottostanti e sulle varie cupole che costellano lo skyline cittadino. Non è difficile riuscire a distinguere la cupola di San Pietro. Se la salita vi ha sfiancato, potete inoltrarvi in Villa Borghese e passeggiare lungo i viali alberati e silenziosi o, meglio, sedervi su una panchina e osservare gli altri passeggiare lungo i suddetti viali. In caso contrario, potete scendere nuovamente in piazza del Popolo e imboccare via del Corso, dove avrete occasione di dedicarvi a sano e rilassante shopping. Proseguendo su tale via, si arriva a piazza Colonna, chiamata in questo modo per la presenza della colonna di Marco Aurelio, edificata per celebrare le vittorie contro i barbari del defunto condottiero. Sulla sommità vi è la statua di San Paolo. Sempre sulla piazza si affaccia palazzo Chigi (1580), sede della presidenza del consiglio dei ministri. Proseguendo oltre, risalendo la piccola collina ricoperta dal pavè, si giunge nei pressi del palazzo di Montecitorio (1694), sede della camera dei deputati. L'edificio deve il suo nome al monte sul quale si radunavano le antiche centurie per votare, il cosiddetto monte 'accettorio'. Davanti al palazzo svetta l'obelisco Campense. Gironzolando in questa parte della città, può capitare di imbattersi in giornalisti, cameramen e politici vari e assortiti. Ritornando su via del Corso, si può svoltare sulla sinistra in via delle Muratte, proseguendo fino a quando non compare, maestosa, fragorosa e vivace, la più celebre tra le fontane della capitale: la fontana di Trevi. Completata nel 1762, rappresenta il dio Nettuno circondato da figure allegoriche. Altre quattro statue rappresentano le quattro stagioni: sta a voi indovinare quale è l'estate, quale l'inverno, quale l'autunno e quale la primavera.
2.2 Colosseo, piazza Venezia e piazza Navona
Prendete la linea B della metropolitana e scendete alla fermata Colosseo. Si rimane estasiati alla vista dell'anfiteatro Flavio, in particolar modo la sera, quando potenti riflettori lo illuminano da varie angolazioni. Voluto dall'imperatore Vespasiano nel 72 d.C., fu terminato da Tito nel 80 d.C. È difficile stabilire quanti gladiatori abbiano perso la vita all'interno della maestosa scultura. Mantenendo la destra, si può camminare per un tratto su una strada dell'antica Roma, caratterizzata da piatte e levigate lastre di pietra. Se non si pone particolare attenzione, il piede può infilarsi accidentalmente in una delle fessure tra le varie lastre, causando un ruzzolone spiacevole. Al tempo dei romani le strade non erano, ovviamente, così dissestate e impraticabili. Proseguendo, si giunge ben presto al cospetto dell'arco di Costantino, eretto per celebrare la vittoria dell'imperatore su Massenzio. I fregi che lo adornano, non rappresentano solo le imprese di Costantino, ma anche quelle di imperatori precedenti, quali Traiano e Adriano. Aldilà dell'arco, ci si imbatte nel centro pulsante della vita politica ed economica dell'antica Roma: il foro romano. Muovendosi nei dintorni, si possono ammirare capolavori architettonici che hanno visto scorrere lentamente circa due millenni di storia, come ad esempio il tempio di Giulio Cesare, di Castore e Polluce, di Vesta, di Romolo, di Venere, di Saturno, di Vespasiano, l'arco di Settimo Severo e di Tito, la basilica di Costantino e la chiesa di Santa Francesca Romana. Riemergendo da un tale insieme di opere, si può ritornare nei pressi della fermata Colosseo della linea B e prendere uno dei numerosi mezzi pubblici diretti verso piazza Venezia. Il primo edificio che si nota è l'altare della Patria, un'imponente struttura in marmo bianco che ospita la tomba del milite ignoto, un soldato caduto durante la prima guerra mondiale. Un altro nome con il quale si indica l'altare della Patria è Vittoriano, in quanto fu dedicato al re Vittorio Emanuele, ma non mancano i nomignoli spregiativi, quali ad esempio “macchina da scrivere” o “torta nuziale”, poiché è spesso considerato un edificio pomposo e fuori luogo. Nella medesima piazza risalta all'occhio del turista l'ocra acceso che caratterizza palazzo Venezia. Fu residenza di diversi papi, per poi ospitare gli ambasciatori della repubblica di Venezia, da cui il nome. Divenne noto ai più per i discorsi che Benito Mussolini teneva dal balcone centrale. Fiancheggiando il lato destro dell'altare della patria, ci si può inerpicare lungo la scalinata dell'Aracoeli (1348), che porta sino alla chiesa omonima. Da qui si prosegue sulla piazza del Campidoglio, progettata da Michelangelo e dalla caratteristica forma trapezoidale. Al centro vi è una copia della statua equestre in bronzo rappresentante l'imperatore Marco Aurelio. L'originale è custodita all'interno dei Musei Capitolini, ubicati nei pressi, la cui visita è vivamente consigliata. Sulla piazza si affaccia inoltre il palazzo Senatorio, attualmente sede del municipio. Tornando sui propri passi, a piazza Venezia, ci si può dirigere lungo via del Plebiscito, fino a largo Torre Argentina, dove è possibile ammirare i resti di colonne di vario tipo e dimensione. Tra i ruderi, i più attenti noteranno una vasta colonia felina: numerosi gatti si inerpicano e saltano di qua e di là. Proseguendo su corso Vittorio Emanuele, si svolti a destra in uno stretto e angusto vicolo chiamato via della Cuccagna. Il nome non poteva essere più adeguato, in quanto da tale viuzza si accede ad una delle più affascinanti piazze della città di Roma: piazza Navona. Capolavoro dell'arte barocca grazie alla splendida fontana dei Fiumi e alla chiesa di Santa Agnese. La piazza è inoltre luogo di ritrovo per cittadini e artisti di strada. Con un ultimo sforzo, si percorra via del Salvatore e via Giustiniani, giungendo nei pressi del Pantheon, struttura circolare dell'antica Roma impreziosita da colonne rosse e grigie. Da ammirare, lì accanto, l'obelisco egizio, Macuteo, e la fontana di Giacomo della Porta.
3 Divertimento
Nella città di Roma il divertimento non manca. Lo spirito allegro e solare delle romane e dei romani, il clima favorevole e il costante afflusso di turisti durante tutto l'anno rendono la città eterna un luogo ideale per spassarsela e gozzovigliare. Non dovrete far altro che scegliere. Se siete amanti della musica, troverete locali in cui si suonano alcuni generi specifici, dal jazz all'hard rock, oltre ai concerti offerti all'Auditorium. Vale la pena farvi un salto anche se non volete assistere ad alcuno spettacolo musicale, in quanto la struttura è interessante dal punto di vista architettonico. Alcuni cantanti o gruppi di prestigio internazionale possono esibirsi in concerto, tenuti tipicamente allo stadio Olimpico. Negli anni scorsi hanno calcato il palcoscenico artisti del calibro di Madonna e Vasco Rossi. Se vi piace tracannare alcolici, non avrete nessuna difficoltà a trovare un bel bicchiere traboccante di birra, vino, o peggio. Essendo astemio, non ho nessun altro consiglio da darvi sotto questo profilo se non quello di bere con moderazione. I più giovani possono gironzolare tra le vie del quartiere San Lorenzo, che offre diversi piccoli locali e pub suggestivi. È un quartiere dove la sera si ritrovano tipicamente gli studenti universitari, quindi sarà facile incontrare persone provenienti anche da altre città. Vi consiglio, comunque, di muovervi sempre in gruppo, specialmente nelle vie meno frequentate. Durante le ore serali, potete passeggiare nel centro storico. I punti più gettonati al momento sono Campo dei Fiori e piazza Navona. Per chi invece cerca divertimento sfrenato, la zona adatta è il quartiere Testaccio, in particolare intorno a via Galvani. Troverete discoteche in cui farsi perforare i timpani dall'assordente musica (non sarebbe meglio chiamarla rumore?), spesso frequentate da DJ di una certa fama. Durante le serate piovose o fredde, potete optare per il cinema. Ci sono diverse sale, perlopiù piccole e strette, sparse per la città. Se cercate un film in particolare, provate nei multisala, consigliabili anche perché dispongono di un numero maggiore di posti e poltrone più confortevoli. I prezzi sono circa analoghi a quelli praticati nelle maggior parte delle altre città italiane, con sconti per gli spettacoli pomeridiani e notturni. Una valida alternativa al cinema può essere il teatro. Vi consiglio di recarvi nei teatri più piccoli e meno frequentati, dove artisti dilettanti non professionisti si esibiscono in spettacoli spesso comici e irriverenti. Con pochi euro potrete trascorrere una serata spensierata e gaia.
3.1 Fitness e sport
Gli appassionati di sport e del movimento avranno l'occasione di sudare le loro proverbiali sette camicie senza troppi problemi. Alcuni alberghi dispongono di palestra o sala fitness, fruibile senza costi aggiuntivi. Qualora ciò mancasse si può ricorrere alle palestre di quartiere, anche se quest'utime offrono perlopiù abbonamenti mensili (a partire in genere da 40€ al mese a cui bisogna aggiungere il costo dell'iscrizione iniziale, molto variabile). Chi preferisce la corsa o la bicicletta ha a disposizione svariati chilometri quadrati di parchi pubblici, anche se non è raro incontrare sulle vie più periferiche e secondarie persone in t-shirt e calzoncini sbuffanti e fracide di sudore. Sparse per la città ci sono diverse piscine, oltre agli immancabili campi di calcio e calcetto. Più rari i campi da basket e di tennis. Si può inoltre praticare il golf, il pattinaggio sul ghiaccio, la corsa sui kart e l'atletica leggera.
3.2 Shopping
Gli appassionati di shopping troveranno nella città di Roma un vasto assortimento di negozi, bancarelle, boutique, centri commerciali e qualunque altro luogo adibito allo svuotamento del portafogli. Essendo per natura parsimonioso, anche se alcuni amici preferiscono chiamarmi taccagno, non ho molto da dire da questo punto di vista. Vi consiglio comunque di fare un salto in via del Corso, via Condotti e in via Libia: qui dovreste trovare ciò che meglio si adatta alle vostre esigenze. Per chi invece volesse risparmiare qualcosa, è consigliabile il mercatino di Porta Portese, dove si riesce a trovare di tutto, dal mobile in legno pregiato alla carta igienica.
4 Cultura
La città di Roma è aperta, progressista, tollerante. Lo spirito altruistico dei suoi cittadini la rende diversa dalle altre metropoli europee. Dal punto di vista culturale la città ha tanto da offrire.
4.1 Arte
Dalla Roma dei cesari fino all'arte contemporanea, passando attraverso il medioevo, il rinascimento, il barocco, il neoclassicismo, il funzionalismo solo per citare i generi più importanti, o almeno quelli che io preferisco. Potete fermarvi ad osservare le minuscole figure sulla colonna di Traiano, ammirare i capolavori del Bernini o del Borromini, seguire le linee squadrate e spigolose del Vittoriano, rintanarvi in uno dei tanti musei per riemergere solo quando, arrivato l'orario di chiusura, gentilmente vi cacciano via oppure contemplare i dipinti delle frequenti mostre inerenti l'impressionismo, il futurismo e così via (vengono organizzate anche mostre che trattano movimenti artistici d'avanguardia, spesso trascurati in altre città). La città ha talmente tanto da offrire dal punto di vista artistico che preferisco non aggiungere altro: lascio a voi piena libertà di fare deliziose scoperte nel modo in cui preferite. Vorrei solo sottolineare che alcune delle opere che mi hanno più entusiasmato si trovano ben lontano dalle zone più blasonate dai turisti e dalle guide più o meno complete.
4.2 Giornali
Ho inserito questa voce non per parlare di quotidiani o periodici nazionali e regionali, ma per trattare della stampa gratuita reperibile nei principali luoghi di affluenza: stazioni, bar, università, etc. Esistono tre principali quotidiani di questo tipo: City, Metro, Leggo. Il primo è quello che preferisco: in maniera sintetica fornisce le principali notizie estere, nazionali e locali. Il secondo è molto simile al primo, ma ha due principali difetti: è umanamente impossibile risolvere per intero il cruciverba dell'ultima pagina (sfido chiunque a provarci) e riporta quasi sempre notizie inerenti la rete di trasporti pubblici. Se vi state chiedendo perché quest'ultimo aspetto è da considerarsi un difetto, è perché non vi è mai capitato di aspettare per più di mezz'ora un autobus della linea x mentre sfogliate pagine in cui vi è scritto: “è stata potenziata la linea x” oppure “aperti i cantieri per rendere più agevoli le corse delle linee x, y, z”. L'ultimo dei tre, il Leggo, è più che altro orientato a diffondere gossip, mode e tendenze dell'ultima ora.
4.3 Dialetto e accento
Il dialetto romano è, a mio parere, il più divertente e giocoso tra i vari dialetti italiani. Elenco qui di seguito le parole, le espressioni e le locuzioni che mi hanno strappato qualche sorriso in più di una circostanza:
Ciao Sciiao
Arrivederci Se beccamo
Ci vediamo Bella
Dove è? 'ndo sta?
Magica Maggica
Andiamo a giocare Annamo a gioca'
Andiamo a mangiare Annamo a magna'
Alla grande! Grosso!
Vai a quel paese! Ma li mor***ci tua!
Scusami, Chiara... Ahchia' ...
Scusami, Giovanni... Ahgiova' ...
Ma cosa fai? Aho, ma che stai a fa'
Gommone Ggommone
Mi è caduto per terra Me cascato per tera
La guerra è guerra La guera è guera
Camera numero 8 Cammera nummero 8
Vai a prendere la sedia Vai a piià la ssedia
Che fortuna Che bucio de c**o
5 Ambiente
Uno dei principali problemi della città è l'inquinamento. L'enorme quantità di automobili che ogni giorno si riversa sulle strade della capitale rende l'aria spesso irrespirabile. Fortunatamente vi sono diversi parchi pubblici, isole di verde che recidono il grigiore del cemento e dei mattoni. Potete rifugiarvi a villa Borghese, ad esempio, dove è possibile fare lunghe passeggiate nel silenzio e all'ombra di alberi ad alto fusto. Oppure potete girovagare per villa Ada, soffermandovi nei pressi del laghetto per fare uno spuntino. O inerpicarvi sulle colline lussureggianti di villa Pamphili per sdraiarvi sull'erba e osservare il cielo azzurro nella più totale pace dei sensi.
6 Pasti e cibo
Immaginate di addentare due fette triangolari di soffice pane bianco, farcite con deliziosi cerchi irregolari di bresaola cosparsi di sottili foglie di rucola inumidite da dorato olio extravergine. È il tramezzino alla bresaola, una prelibatezza da gustare alla prima occasione. La commistione di sapori così eterogenei e contrastanti lo rende una leccornia squisita. Tale aggettivo è adatto a descrivere la cucina romana in generale, decisamente gustosa. Per una volta, non badate a spese: sedetevi in un ristorante o in un'hostaria e sbottonatevi i jeans. Ci sono diversi locali tra cui scegliere. Preferisco non citarne nessuno, però, per chi non ha nessuna esperienza in questa campo, le numerose guide allegate a giornali e riviste o scaricabili da Internet possono tornare molto utili. Le spese non sono l'unico aspetto al quale non bisogna badare quando ci si siede a tavola: dimenticate anche la dieta ipocalorica e il grasso in eccesso. Oltre ad essere squisita, la cucina romana è anche molto ricca. Per di più le porzioni sono mediamente copiose. Ordinate una amatriciana e vi porteranno un piatto con 150-200 grammi di lisci e succosi bucatini immersi in un mare rosso piccante. Da provare anche le lasagne ai carciofi, gli gnocchi alla romana, spaghetti alla carbonara, l'abbacchio e i saltimbocca alla romana, filetti di baccalà fritti, coda alla vaccinara, trippa alla mentuccia e la celebre crostata di ricotta. Per chi cercasse qualcosa di più esotico, vi sono diversi ristoranti specializzati in cucina tipica: thailandese, spagnola, pakistana, messicana, indiana, greca, araba oltre alle immancabili giapponese e cinese. Ciò è dovuto essenzialmente al costante flusso migratorio che caratterizza la città, non a caso definita città aperta da un celebre regista. Non mancano i ristoranti che praticano cucine regionali: toscana, abruzzese e sarda le principali.
7 Informazioni varie
7.1 Clima
Il clima della capitale è decisamente favorevole: soleggiato durante la gran parte dell'anno. Le piogge sono sporadiche, in