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Lerici, la porta del Golfo dei Poeti

di abropekisch Contatta l'autore

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Lerici è una cittadina di circa 11 mila abitanti adagiata sulle colline che si immergono nel Tirreno a sud di La Spezia. Abbiamo soggiornato qui per tre notti per visitare le vicine Cinque Terre e altri piccoli borghi (Tellaro e Montemarcello).
Lerici è formata da piccoli borghi, quelli nel versante tirrenico sono tutti meritevoli di una visita.
Tra essi, il più vicino a La Spezia, San Terenzo è un fitto gruppo di case, arrampicato su una ripida collina, stretto su una breve e frequentata lingua di sabbia.
Sullo sperone di roccia il vecchio castello, che domina la piccola insenatura che guarda a sud. Da San Terenzo una stretta strada costiera, con adiacente un piacevole e sicuro passaggio pedonale porta a Lerici in circa mezz'ora di cammino. E' una bella passeggiata al mattino o verso il tramonto, quando il sole da tregua.

Arrivando in prossimita di Lerici si incontra la spiaggia pubblica (Venere Azzurra), con, alle spalle, il parcheggio pubblico (a pagamento) più ampio di Lerici. La mezzaluna di sabbia è stretta e molto affollata d'estate. Proseguendo, la pista pedonale aggira un piccolo promontorio di roccia che divide la spiaggia pubblica da quella privata. Gli hotel più ampi sono situati in questo settore della costa.
Castello di LericiProseguendo, la collina si fa un po' più ripida e l'abitato più fitto, e si arriva al centro della vecchia Lerici. Nella costa c'è prima il molo commerciale, poi quello dei pescatori, per finire con l'alto sperone di roccia sovrastato dal Castello.
Vicni al molo commerciale un ampio (relativamente agli spazi disponibili in Liguria ...) parco ospita il mercato ogni sabato e negli altri giorni permette di sedersi su una panchina all'ombra.
All'altezza del molo d'imbarco dei traghetti per Cinque Terre, Portofino e per il giro delle isole (Palmaria, Tino e Tinetto) la strada costiera corva e sale verso la collina. Il borgo più antico è assiepato sulle pendici della collina. La via più tipica è la stretta via Cavour (solo pedonale), che porta alla chiesa di San Francesco, sul cui sito risale la prima chiesa medievale (secolo XI).
Si accede al molo dei pescatori attraverso piazza Marconi, interamente pedonabile. Il mercato del pesce è al coperto in un edificio a ridosso della roccia. Nelle prossimità si trova un tunnel scavato per difesa antiaerea nella II guerra mondiale. Ora il tunnel è usato per vari scopi. Per metà è usato come "garage" per alcune piccole imbarcazioni.
Al centro del tunnel c'è l'ascensore per il castello. In pochi proseguono fino alla fine, fino ad imbattersi in una calle solitaria e silenziosa. Se non fosse per il tunnel, l'accesso sarebbe permesso solo per mare. Il sole la illumina solo alla sera. L'unico segno di presenza dell'uomo è un ristorante, su una terrazza a picco sul mare, felice intuizione di un immigrato napoletano nel dopoguerra, che si fermò qui e sposo una lericina.
Vista dell'isola di PalmariaIl ristorante non sembra aver avuto restauri o modifiche dalla sua costruzione e conserva la semplicità e l'essenzialità di quegli anni.

Il massiccio Castello posto sullo sperone di roccia che avanza verso il mare, sovrasta Lerici ed è visibile da chiunque arrivi via mare.
La sommità, più antica fu costruita dai Pisani. Fu poi ampliato dai Genovesi, ma assai numerosi foroni i passaggi di proprieta. Insieme al castello di Portovenere, ben visibile, garantiva un controllo assoluto all'accesso nel golfo spezzino.

Si può accedere con un biglietto che costa 5.20 euro e da la possibilità di visitare il museo ospitato dal castello. Attualmente c'è un'esposizione di reperti e fossili risalenti alle epoche precedenti all'insediamento umano, con ricostruzioni della flora e fauna che si presume si trovassero nella zona. Molto suggestivo ed interessante soprattutto per i bambini. Si ha perfino l'opportunità di toccare con mano un vero fossile di dinosauro, che una spedizione alla quale faceva parte anche un gruppo lericino ha scoperto e portato dalla Patagonia pochi anni fa. C'è anche una sala conferenze. E' bello vedere come questa antica costruzione ha trovato una sua funzionalità moderna. Vale la pena visitare il castello anche solo per godere il panorama dell'abitato, del porto pieno di imbarcazioni e del Golfo dei Poeti, chiuso da Portovenere e dalle isole di Palmaria, Tino e Tinetto.

Mentre San Terenzo non ha particolari difficoltà (a parte il traffico), l'accesso a Lerici con l'auto è limitato. E' necessario avere un permesso, che è consegnato agli ospiti di hotel, pensioni e Bed & Breakfast. La limitazione è senza dubbio opportuna, visto le dimensioni delle strade e dei parcheggi.
Lerici è collegata a La spezia da un sufficente servizio di autobus (1.45 euro il biglietto). Attenzione che il servizio termina piuttosto presto alla sera.
I traghetti offrono un servizio turistico per Portovenere e le Cinque Terre limitato (due partenze al giorno di mattino, e due ritorni alla sera).
I collegamenti con gli altri borghi più suggestivi del paese (Tellaro, Montemarcello, La Serra) sono di tipo giornaliero, perciò se se si desidera fare una visita di poche ore è necessario spostarsi con mezzi propri, a meno che non si desideri camminare. Sono disponibili sentieri gestiti dal Cai. E' necessario, però un minimo di allenamento e un abbigliamento adeguato (almeno scarpe da ginnastica).

Cucina e piatti tipici.
A lerici si mangia soprattutto prodotti del mare. Molluschi, crostacei e acciughe fanno compagnia al polpo, che si cucina bollito con le patate. La disponibilità del pesce è comunque limitata al pescato del giorno. E' sempre consigliabile chiedere cosa c'è di fresco piuttosto che intestardirsi in un piatto in particolare. Si trovano ovunque i più generici piatti tipici liguri: la pasta al pesto, le focacce e le farinate.
Durante il soggiorno abbiamo "assaggiato" due locali con cucina tipica, entrambi in via Cavour. Uno è "il Frantoino", locale low-cost dell'adiacente e rinomato "Frantoio". E' un ottimo esempio di come si può applicare la filosofia del "no frills" alla cucina. E' venuta meglio la tagliata di tonno alla pasta allo scoglio.
Il locale "Bontà Nascoste" è molto più piccolo. Sarà per questo che risulta rilassante e tranquillo, oltre alla pizza, focacce, farinate, è possibile mangiare vari piatti di pesce e carne alla griglia.
Le trofie al pesto erano nella norma (nomra elevata, si tratta di pesto fresco). Il polpo con le patate è stato servito tagliato come fosse prosciutto. Certamente è più delicato, ma francamente preferisco pezzi più grossi e gommosi.
Le acciughe sono state servite crude, pulite e non salate. Dovevano essere freschissime per forza.

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