Utili a trovare informazioni per organizzare le tue vacanze
Sei già registrato? Accedi al pannello di controllo e invia il tuo racconto,
altrimenti iscriviti qui:
la registrazione è
del tutto
gratuita!
Per una panoramica completa sulle migliori offerte turistico alberghiere effettua una ricerca nella pagina dove presentiamo tutte le offerte speciali

La Brianza è terra di misteri. Il primo mistero sono i suoi confini. Non li si conosce in generale e non li conosce neppure chi ci vive dentro. Brianza infatti non è un mero toponimo, ma un concetto quasi metafisico, una forma mentis piuttosto che una forma mundi. Non esiste un solo cartello stradale che la indichi.
Tecnicamente la Brianza dovrebbe corrispondere alla fascia collinare compresa tra il Seveso e l’Adda, che ha come confine nord il territorio di Erba, e come limite sud Carate Brianza. Questo per quanto riguarda la Brianza geografica. La Brianza affettiva e reale invece è molto più vasta e comprende Monza e tutto ciò che ha intorno, fino ai limiti che ogni suo abitante desidera darle.
È un luogo elastico. Territorialmente parlando, s’intende, perché, a considerare la psiche di chi ci vive, lo si deve immaginare come un cubo di ghisa.
Secondo mistero è la capitale. La Brianza è divisa tra le province di Milano, Lecco e Como, ma non ha scelto nessuna di queste città per rappresentarla. No. La sua capitale è Monza, che finalmente sta per diventare provincia, pur non essendosene accorta.
Terzo mistero è perché nessuno la considera. Malgrado tutte le belle cose che ci sono da vedere, viene snobbata.
Attenzione. Non è necessario venirci apposta. Qualsiasi brianzolo che si rispetti vi direbbe che, se non vi interessa metterci piede, potete restarvene a casa vostra. In ogni caso, mentre vi recate a scoprire le meraviglie di Omsk e Tomsk, o a celebrare i fasti di Göteborg, perché non programmate una sosta di qualche ora in questa Ultima Thule nostrana?
Quando non si andava ancora a Courmayeur e ad Alassio, a Cortina e a Santa Margherita Ligure, il luogo di villeggiatura prediletto dai milanesi era la Brianza. Ci venivano regine pure, re e viceré con eventuali anarchici al seguito. Se non era per un pretenzioso monarca dell’ultima ora, tale Napoleone, non sarebbe sorto un parco intorno a quella pretenziosa casina, pleonasticamente chiamata Villa Reale, e la Brianza non avrebbe quel superbo polmone verde che è il parco di Monza.
La Brianza è verde, non grigio topo come ci si potrebbe aspettare. Per rendersene conto basta andare a Montevecchia, delizioso paesino arroccato su una collina, che va famoso per i formaggini e per la splendida vista che da lì si gode dell’intera zona circostante. Certo, quando non è immersa nella nebbia la cima della collina, è immersa nella nebbia la piana sottostante e quando non piove ci sono le nuvole basse. Però, nei rarissimi giorni di vento, la vista è mozzafiato. Se si è fortunati, si riesce perfino a scorgere la Madunina. Quella del Duomo. Di Milano, ovviamente. Città lontana, e sconosciuta.
In Brianza si è costruito e si sta costruendo parecchio, ma si spera che il numero di gru si mantenga inferiore a quello degli alberi rimasti.
Proprio per preservare quello che ancora c’è, si stanno costituendo alcuni parchi naturali. Iniziativa sacrosanta è stata l’istituzione, sempre nella zona di Montevecchia, del Parco del Curone. Altra chicca naturalistica è il Parco della Valle del Lambro, fulgido esempio di ecosistema umido. Il posto, bellissimo in primavera e in estate, raggiunge il suo maggior fascino in autunno, quando la nebbiolina che scende dal cielo umido si unisce alla nebbiolina che sale dalla terra umida. Ma questa è roba per iniziati, non per amanti del pic-nic. Peccato che, verso valle, i colori dell’omonimo fiume sfumino nei toni del nero e i suoi abitanti virino dalla fauna ittica ai roditori. Negli scorci, grossi sorci. Niente carpe, ma scarpe.
Questo per quanto riguarda la natura. Poi c’è l’arte. Basta perdersi nella Brianza - cosa non difficile, poiché la zona è perversamente labirintica - e, girando e guardando, si scopre presto che i brianzoli non sanno costruire solo sedie e credenze.
Come il resto degli italiani, essi si sono dedicati con grande trasporto all’architettura religiosa. Il Duomo di Monza e la basilica di Agliate sono i punti più alti dell’ispirazione spirituale autoctona, ma non sono da meno alcune chiese che sorgono nelle sue estreme propaggini, come l’Oratorio di Lentate sul Seveso e le chiese di Cantù-Galliano. Per chi ama i pellegrinaggi più sofferti, si consiglia di salire alla magnifica basilica di San Pietro al Monte a Civate in un piovoso giorno di primavera, quando il sentiero diventa mostruosamente fangoso, ma la vegetazione sfuma nei più brillanti toni del verde. L’esperienza può rivelarsi unica, soprattutto per quanto riguarda il pic nic nel fango.
Monza, oltre che per il Gran Premio di Formula Uno, va famosa per la Corona Ferrea e per il Tesoro, straordinaria raccolta di oggetti tra cui spicca una singolare gallina d’argento con relativi pulcini, di cui i brianzoli tutti sono assai orgogliosi, pur sfuggendo loro il significato non meramente avicolo dell’oggetto. Il simbolo di Monza è la Corona Ferrea, un’antica corona d’oro tempestata di pietre preziose, all’interno della quale corre uno di quelli che, facendo quattro conti, è uno dei circa mille chiodi della croce di Cristo. Il prezioso manufatto è nel Duomo di Monza. Con la Corona Ferrea furono incoronati imperatori come Carlo Magno e Napoleone, che, malgrado la ridotta circonferenza dell’oggetto, lo trovarono perfettamente rispondente alle loro manie di grandezza.
La Villa Belgioioso di Merate e la Rotonda di Inverigo sono solo le più famose espressioni dell’architettura non religiosa brianzola.
Altro mistero è perché sia opinione generale che i brianzoli si nutrano esclusivamente di riso e polenta. Certo che mangiano riso e polenta. Ma c’è di più. La cucina brianzola è varia, molto varia. Stufati, spezzatini e casoeula sono solo l’inizio. Il brianzolo ama i voli di fantasia. Inventato il salame tipico della zona, l’ha chiamato salame Brianza. Il riso con la luganega l’ha chiamato riso e luganega. Ciò non significa che egli non abbia le papille gustative funzionanti, beninteso.
Due avvertimenti. Se volete visitare qualcosa, fatelo prima di mangiare: non essendo indigeni, avrete bisogno di un periodo digestivo da pitone. Secondo: non sperate che i brianzoli che avete appena conosciuto e siete andati a trovare vi invitino a casa loro. Il brianzolo ha solo vecchi amici. Voi sarete semplici conoscenti finché, a furia di vedervi, egli non vi scambierà per un parente. Poi con cautela e diffidenza l’invito arriverà, siatene certi. Un importante mistero brianzolo è legato a un dolce. Cosa diavolo si deve mettere nella torta paesana? Sull’ipotetica base di pane, latte, cioccolato e pinoli, ciascuno aggiunge gli ingredienti più improbabili, a patto che siano avanzi. Stupitevi solo se ci trovate in mezzo un ripieno di polenta e gorgonzola o un seghetto per il legno.
Ultimo dei misteri brianzoli se perché questa gente non trovi niente di meglio da fare che lavorare. Eh, sì, perché l’opinione comune che i brianzoli lavorino per la gran parte del tempo si fonda su precisi dati di fatto. Il lavoro non è un’inevitabile necessità, ma un costume di vita. Spigoloso come un’angoliera, il brianzolo vi accoglierà vuoi con un sorriso forzato vuoi con un’occhiata un po’ truce, ma mai astiosa. Quel che è certo è che non cercherà mai di fregarvi. E non solo perché non ne è capace.
Lo conquisterete raccontando dei vostri viaggi a Ulan Bator e alla Terra del Fuoco, luoghi che non gli interessano e dove non andrà mai, nemmeno campasse cent’anni. Ma gli piacciono i tipi ciarlieri, che gli consentono di continuare a restare zitto.
Se vi viene la tentazione di pensare che la Brianza sia un luogo deprivato di creatività, ricredetevi subito. Se non volete farlo Per Alessandro (Manzoni) e Carlo Emilio (Gadda), fatelo almeno per Lucio (Battisti).
Disclaimer: i contenuti di questa pagina sono immessi direttamente dagli utenti che se ne dichiarano autori assumendone piena responsabilità; 7mates.com acconsente alla loro pubblicazione, declinando qualsiasi responsabilità in merito.
7mates declina ogni responsabilità per imprecisioni o errori nei contenuti.
* I voti di questa guida vengono aggiornati ogni 24 ore
©Copyright 2008 Promax Comunication SA | Contatti | Swiss Made