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Montelago è un piccolo paese delle Marche in Provincia di Ancona situato a ridosso del Monte Strega confinante con le Provincie di Pesaro Urbino e Perugia. La sua altitudine è di m. 750 sul livello del mare. Quella grande notte del 9 agosto 2005, interamente vissuta nel contesto di Montelago Celtic Night, una meravigliosa notte celtica di musica ed evocazione storica in quel suggestivo posto che è appunto Montelago. E sono pronta a ripercorrere tutte le tappe di quell’interminabile serata … Ore 20: partenza da Macerata. Fa un caldo bestiale, come gran parte di questa lunga estate dai toni africani, e non c’è nemmeno molta voglia di partire, visto che ancora si scola dall’afa di quell’agostano sabato pomeriggio. Un’ora di strada per raggiungere il posto, ripercorrendo la strada fatta solitamente per andare in montagna, con quel veloce tratto di superstrada e tutte quelle curve da Muccia a Serravalle del Chienti, passando per Gelagna Bassa e Bavareto. La strada sembra non avere fine … … e c’è anche un notevole traffico, non solo per il fatto che è estate, ma anche perché si nota un discreto afflusso di gente verso Montelago per questo evento. Arrivati a Serravalle, si gira a destra per Copogna e rimaniamo molto colpiti dalle cinque auto della Guardia di Finanza ferme all’incrocio, che sembrano un inquietante posto di blocco. D’altra parte, si pensava ad un evento molto particolare ed alternativo e giustamente gli “organi competenti” hanno fiutato un accesso di numerose sostanze “proibite”, per non parlare della possibilità di togliere un bel quantitativo di punti dalle patenti dei poveri sventurati che sarebbero caduti sotto le loro mani. Noi non abbiamo niente da temere e superiamo senza intoppi il posto di blocco, continuando a salire la montagna in direzione di questa suggestiva valle, che in passato era coperta da un vasto lago. Arriviamo verso le 21 e ci mettiamo la bellezza di almeno 20 minuti per trovare un parcheggio, rigorosamente sullo sconfinato prato che ricopre questa valle situata ad oltre mille metri sul livello del mare. D’altronde, troviamo un’organizzazione davvero impeccabile, che ha trasformato buona parte della superficie del posto in un tracciato di accesso, di circolazione e di uscita del traffico, ma anche in parcheggi adeguati (e piuttosto ordinati data la grandezza del posto) e di un’illuminazione piazzata ad hoc per l’evento. Dobbiamo però farci altri dieci minuti di strada a piedi per raggiungere l’area riservata allo svolgimento dell’evento. Alle 21 e 30 siamo quindi sul posto e cominciamo a guardarci intorno, un po’ per vedere il posto, un po’ per trovare un’altra parte dei nostri amici in mezzo alla tanta gente presente ed a molta altra che nel frattempo stava sopraggiungendo. Da un lato c’è il palco, messo in maniera previdente al coperto, e (forse non) casualmente sistemato proprio sotto la luna piena di quella sera d’estate. Intorno, tutta una cornice di monti per tutti i quattro lati, fatta proprio in modo da contenere e da circondare tutta la valle di Montelago. Intorno al perimetro dell’area del concerto, una lunga serie a V di bancarelle e stand, dove si poteva mangiare e bere, ma anche comprare cd ed altro sugli artisti della serata e molti articoli di artigianato e cultura etnica. Dietro il palco era stata sistemata tutta un’area destinata ai campeggiatori, mentre anche la Croce Rossa giustamente si era accampata, in questo caso su un fianco dell’area destinata al concerto. Su un angolo era stato acceso un gran falò, in perfetto stile d’altri tempi, e proprio nei pressi di tre maestosi dolmen che facevano apparire la serata, come una serata quasi medievale … Ma non c’è nemmeno il tempo di guardarsi in giro, per non parlare di riuscire a trovare i nostri amici, che entrano in scena, l’uno dietro l’altro, i componenti di una romana “pipe band”, intonando famosi brani celtici con la cornamusa. La loro esibizione non dura che una mezz’oretta, ma già basta a creare l’atmosfera e a scaldare gli animi in vista di una bella serata. Nel frattempo troviamo i nostri amici e ci sistemiamo sul prato, con i plaid, le felpe, gli zaini e le cibarie per tirar tardi e restare in piedi durante questa lunga notte. Neanche il tempo di sederci che sale sul palco il primo gruppo, una band italiana che comincia ad intonare le note di una melodia celtica … … in un’atmosfera suggestiva, direi unica. Sono le 22 e 30 e la gente continua ad accorrere a Montelago: dal prato si vede la lunga fila di auto incolonnate lungo la strada ed i parcheggi, mentre l’affluenza è già su un 2-3 mila persone. A dispetto delle previsioni, la gente è davvero di tutti i tipi: si va dai figli dei fiori alle famigliole, dalle coppiette alle grandi comitive di amici … insomma, un evento che abbraccia qualsiasi tipo di persona. E l’atmosfera è tranquilla: si mangia, si beve, si balla, si fuma (…), si canta, si passeggia intorno, si chiacchiera … come se si fosse ad una semplice festa tra amici. Il tempo scorre via lentamente e piacevolmente, mentre comincia a rinfrescare, complice un’umidità pazzesca che ti fa mettere una felpa dietro l’altra e sentire ancora freddo, con gli abiti umidi come se piovesse. Scende dal palco il primo gruppo ed entrano i scena ai margini dell’area del concerto gli “Arme picenum”, un gruppo di figuranti vestiti da soldati che allo schioccar di un fischio imbracciano le spade ed improvvisano duelli come nelle battaglie medievali. La gente si accalca per vederli, in uno spettacolo particolare ed insolito, ricco di suggestione e del fascino dei tempi antichi. La sequenza si ripeterà più volte durante la notte, ad intervalli regolari, e così la ressa intorno a questo gruppo, una vera rivelazione di questa serata. Fra una chiacchiera e una birretta, la serata si scalda (si fa per dire, col freddo umido che fa) e la gente continua ad arrivare, fino a far crescere l’affluenza ad un picco massimo di oltre 5 mila persone. Il momento più bello della serata avviene a sorpresa verso la mezzanotte, quando sale sul palco un gruppo spagnolo, della Galizia: i Berroguetto. Sono una band molto numerosa e suonano delle canzoni fantastiche, usando molti strumenti, dai classici chitarra, batteria, basso, al contrabbasso, la cornamusa e tutta una serie di strumenti “antichi”, mai visti. Non riusciamo a resistere alla tentazione di andare ad ascoltarli sotto il palco, dal momento che suonano davvero alla grande e devo dire che sono stati di gran lunga i migliori della serata. La loro musica è un perfetto incontro di musica etnica ed origini celtiche, con una grandiosa armonia fatta di suoni e di strumenti di varia estrazione che si amalgamano alla perfezione. Una “roba” da far venire i brividi di continuo, una canzone dopo l’altra, con un’emozione così grande che era da un bel po’ che non provavo ad un concerto. Finita la loro esibizione, ci viene spontaneo andare a cercare il loro cd nella bancarella e non storciamo minimamente il naso quando ci vengono chiesti 15 euro per il loro album “Hepta”. Dopo di loro, arrivano i Folk A Bestia, che ben poco c’entrano con la notte celtica, ma che nel giro di pochi minuti riescono a far ballare quasi tutta la gente presente, grazie alle loro canzoni ska e alle loro orecchiabili tarantelle. La musica si tinge di sfondi politici e sociali, ma sempre in un contesto festaiolo, con la gente che ormai si muove al tempo di musica, in quello che rappresenta forse il clou del movimento in questa interminabile notte. Fra un gruppo e l’altro, tornano gli “Arme picenum” ad inscenare battaglie con le spade, mentre una nuova band ci cala in una nuova atmosfera celtica. Il tempo letteralmente vola e ti ritrovi alle quattro e mezza di notte che a momenti non ti ricordi neanche come ci sei finito … … la stanchezza incomincia a farsi sentire, soprattutto per il freddo umido di Montelago e una lenta serie di sbadigli che incomincia a prendere il sopravvento. Il gruppo di amici si divide: c’è chi ritorna a casa, chi decide di rimanere a sentire gli altri gruppi (il sottotitolo della manifestazione era “Dal tramonto all’alba”), e chi, come noi, sceglie di andare a dormire. Arrivati di notte, troppo tardi per piazzare la tenda (inesperti come siamo), ci si accontenta di una bella dormita in macchina … … per quelle poche ore che ormai ci separano all’alba. A sorpresa, il mattino ci coglie ancora assonnati e ci perdiamo la fine dell’evento, dal momento che alle nove sia il palco che la carovana di artisti ormai aveva già preso il volo. Incontriamo alcuni nostri amici rimasti come noi a dormire sul posto e ci riferiscono che i gruppi hanno suonato fino alle sei, e che è stato molto bello veder sorgere l’alba al ritmo e melodia di musica celtica. Non ci resta che raccogliere su i nostri occhietti sbadiglianti e imboccare la via di casa, con ancora dentro di noi viva l’emozione di quella notte unica. Tra le cose più belle di “Montelago Celtic Night” ricordo i gruppi che hanno suonato, tra cui gli stupendi Berroguetto, il gruppo di figuranti “Arme picenum” e la pipe band romana. Grande anche la cornice di monti attorno alla vallata di Montelago, così come il palco sistemato proprio sotto la luna piena … e poi le stelle che sono venute giù alla grande in quella che in fondo è stata anche la notte di San Lorenzo. Ottima l’organizzazione: ha funzionato a meraviglia la collaborazione fra Arte Nomade e il leader dei Mortimer McGrave, nonché presentatore ufficiale della serata, da un lato e dall’altro il lavoro pratico svolto dalla provincia di Macerata e dalla comunità montana della zona per quanto riguarda la gestione del posto e dell’evento. E non mi ricordo eventi o fatti negativi, se non la semplice constatazione che quella notte ha fatto davvero un gran freddo … ma d’altra parte, cosa ti aspetti in una valle di alta montagna? In definitiva, “Montelago Celtic Night” è stato davvero un gran bell’evento, tanto insolito e ben riuscito, quanto decisamente raro dalle mie parti … a testimonianza di un qualcosa di magico e speciale che in fondo si può ripetere!
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