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Sacro Monte di Crea Patrimonio UNESCO - Provincia di Alessandria
di chiara cane
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SACRO MONTE DI CREA – PATRIMONIO UNESCO

.................................................................................................................Redazionale di Chiara Cane

...................................................................................................Servizio Fotografico di Andrea Busi





In un mondo dove tutto corre molto velocemente nella direzione e costruzione di quel fantomatico connubio progresso-successo, troppo spesso fatto più di stress, di privazioni e di fatica, che di soddisfazione; all’interno di un angosciante scenario di vita contemporanea, variopinto dall’irrefrenabile frenesia di tanti uomini, di numerose donne e, anche di troppi bambini, definiti "in gamba" o "prodigio" quando più cose riescono a fare insieme, moltiplicandosi all’occorrenza, senza però accorgersi che il tempo scorre inesorabilmente, fortunatamente esistono ancora dei luoghi, forse gli ultimi, indisturbati e preziosi cofanetti di pace, dove il tempo scorre lentamente, silenziosamente ed armoniosamente. Luoghi dove la spiritualità trova ispirazione, la mente ristoro ed il corpo ossigeno intercalando con letizia, i sospiri ai battiti del cuore. Sono i Sacri Monti piemontesi e lombardi, non un sogno fantastico ma, una fantastica realtà. Nove in tutto, riconosciuti nel 2003 dall’UNESCO, Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Un prestigioso e meritato riconoscimento per i Sacri Monti di: Crea, Belmonte, Domodossola, Ghiffa, Oropa, Orta e Varallo in Piemonte e, di Ossuccio e Varese in Lombardia, una garanzia per preservare e salvaguardare il profondo valore culturale, religioso, storico, artistico, architettonico e naturalistico che li contraddistinguono. Le motivazioni espresse dall’Unesco in merito all’inserimento dei nove Sacri Monti nell’elenco delle sedi del Patrimonio Mondiale dell’Umanità sono : "oltre al loro significato spirituale e simbolico, questi complessi offrono uno splendido esempio di integrazione degli elementi architettonici nei paesaggi circostanti disseminati di colline, foreste e laghi; inoltre racchiudono un notevole patrimonio artistico in forme di sculture ed affreschi". Localizzati fuori dai centri abitati, comprensivi di itinerari in salita, ricoperti da boschi naturali o giardini, alle volte vicini a grotte o fonti d’acqua, i Sacri Monti risultano un fecondo dialogo tra arte, fede e natura. Pur mantenendo inalterato il loro intrinseco valore religioso, i Sacri Monti possono essere paragonati a veri e propri laboratori del paesaggio, musei "en plein air" è stato detto, per il loro valore ambientale, storico ed artistico.


In principio il Monte Sacro era inteso come un luogo isolato ed appartato dove l’uomo di fede poteva concentrarsi nella preghiera, nella meditazione e nella contemplazione di Dio, una condizione che rimanda all’esperienza mistica di San Francesco sulla Verna. Due secoli più tardi, sarà il frate francescano Bernardino Caimi, considerata l’impossibilità per molti di visitare i luoghi Santi della Palestina, a ricercare siti adatti ad accogliere le prime cappelle che riproducono ritagli della Terra Santa, come la "Nuova Gerusalemme" a Varallo Sesia. Da quel momento, i complessi devozionali di fede cattolica che ne sono seguiti, risultano contraddistinti ed accomunati da alcuni elementi ricorrenti come: la narrazione di un racconto sacro, con la presenza di costruzioni ispirate, una folta vegetazione, la collocazione panoramica oltre alla presenza di un percorso che si snoda in uno spazio rigorosamente aperto.




Partendo dal Piemonte orientale, il Sacro Monte più a sud che si incontra è quello di Crea. Tra Asti e Vercelli, si trova nel Comune di Serralunga di Crea nel Basso Monferrato in provincia di Alessandria, e si apre all’interno di una suggestiva cornice fatta di boschi e di vigne acclive. Ispirato ai Misteri del Rosario, ed anticamente dedicato alla Beata Vergine, il Sacro Monte di Crea è oggi costituito da 23 Cappelle e da 5 Romitori che ne tracciano un sinuoso itinerario di fede fino alla massima sommità dove si ritrova la Cappella del Paradiso. Meta di numerosi pellegrinaggi, concentrati in particolar modo nel week-end in occasione delle funzioni religiose officiate presso la Basilica della Maria Vergine, durante i restanti giorni della settimana, il Sacro Monte, custodisce gelosamente la sua condizione di estemporanea pace ed appagante tranquillità. Già risalendo i tornanti che dalla valle conducono al parcheggio del Monte, a mano a mano che i pochi chilometri scorrono alle spalle, si inizia ad assaporare un misterioso senso di benessere e di piacere, una sorta di irresistibile evasione che penetra dolcemente nella mente. Analoga ma più intensa, la sensazione per chi, invece, sceglie di raggiungere a piedi il Santuario, accompagnato dai sussurri della natura e, dal fruscio di qualche roditore nascosto tra i rami.


LA BASILICA


Giunti al Santuario, è d’obbligo l’ingresso nella piazza della Basilica dove, il clima e la brezza che attendono, fanno già percepire un primo senso di mutamento, di gratificante condizione, immediatamente seguita dalla rigenerante visione della facciata della Basilica che, in tutta la sua bellezza e maestosità, imponente, si affaccia sulla piccola piazza custodita e protetta dalle discrete costruzioni che la circondano. Dedicata all’Assunzione di Maria Vergine, la Basilica presenta una facciata di impianto barocco risalente al 1735 alla base della quale si aprono tre portali che conducono al porticato antistante. La chiesa è ripartita in tre navate coperte da volte a crociera ogivali con costoloni impostate su archi a sesto acuto, ad eccezione della zona del presbiterio che è invece sormontato da archi a tutto sesto. Antichi affreschi quattrocenteschi e tele seicentesche, arricchiscono lo storico edificio di culto. Dietro all’altare, sul lato sinistro in corrispondenza del campanile, si trova la statua lignea della Madonna racchiusa in un "cofanetto" dorato dove, vi si possono avvicendare, quattro o cinque devoti al massimo, per le orazioni e le suppliche alla Vergine. Ed è avvolti da un silenzio surreale che, il linguaggio della fede prende forma per interagire leggero tra la Madonna ed il devoto, in una strana dimensione, capace di catturare i sensi anche dei più diffidenti. Collocati nella galleria a sud della Basilica poi, centinaia e centinaia di ex-voto colorano le lunghe pareti, concorrendo ad offrire un vasto e suggestivo panorama di pittura votiva con interessanti riferimenti alla vita popolare monferrina.


LA VIA SACRA tra misticità e fauna e botanica


Lasciato il parcheggio, limite ultimo per arrivare in auto, subito ai piedi del Santuario, si apre la Via Sacra, dove si snodano le 23 Cappelle (percorso di andata in salita) dedicate a Sant’Eusebio, primo Vescovo di Vercelli ed alla Vergine, seguite da 5 Romitori (percorso di ritorno in discesa), dedicati al Sepolcreto dei Frati (Sant’Alessio), l’Addolorata, San Rocco, San Francesco e San Luca. Il momento iniziale è dunque segnato da due episodi della vita di Sant’Eusebio: il Martirio ed il Riposo. Risalendo il percorso, si trova poi l’unico esempio di ispirazione veterotestamentaria: la Prefigurazione della Vergine, seguito da quattro temi ispirati ai vangeli apocrifi: la Concezione di Maria, la Natività di Maria, la Presentazione di Maria al Tempio e lo Sposalizio di Maria. Tra una Cappella e l’altra, il visitatore avrà l’opportunità di documentarsi rispetto alle diverse varietà di alberi ad alto fusto, alcuni secolari, che segnano l’intero percorso, grazie ai pannelli che li segnalano. I boschi naturali che ricoprono il Sacro Monte di Crea nella parte più alta e soleggiata, sono di tipo mesoxerofili, costituiti prevalentemente dalla Roverella e dall’Orniello, associati con altre specie arboree tra cui il raro Cerro ed il rarissimo Pino Silvestre. Nello strato arbustivo vegetano poi, il Viburno, il Citiso, l’erba dondolina e la Campanula. Funghi e tartufi bianchi (Tuber Magnatum Pico), rappresentano poi la migliore espressione della flora micologica. Non è raro inoltre, imbattersi nella componente zoologica che, nel sottobosco del Sacro Monte, trova il suo miglior habitat. E’ il caso di piccoli roditori, come lo scoiattolo che, timidamente fanno capolino tra un ramo e l’altro per poi scappare velocemente e nascondersi tra i cespugli. Attenzione a dove si mettono i piedi: ricci, rospi e rane possono transitare per la vostra stessa via. Sugli alberi invece, si possono scorgere il Picchio verde e rosso minore, il Cuculo, la Ghiandaia e la Cincia Mora, oltre alla Poiana, al Gheppio, al Gufo ed al Barbagianni. Passo a passo, percorrendo la Via Sacra, l’itinerario prosegue con il tema dell’esaltazione mariana attraverso i racconti dei misteri gaudiosi (l’Annunciazione dell’Angelo a Maria, la Visitazione di Maria ad Elisabetta, la Natività di Gesù, la Presentazione di Gesù al tempio e la Disputa di Gesù nel Tempio), dolorosi (l’Orazione di Gesù nell’orto, la Flagellazione di Gesù, l’Incoronazione di Spine, la Salita di Gesù al Calvario e la Crocifissione) e gloriosi (la Risurrezione di Gesù, l’Ascensione di Gesù e la Discesa dello Spirito Santo sopra gli Apostoli) ispirati al Nuovo Testamento. Il percorso di andata si conclude con le Cappelle dell’Assunzione e dell’Incoronazione di Maria (Il Paradiso). All’interno del Paradiso si trova un suggestivo gruppo scultoreo sospeso, agganciato ad una complessa struttura reticolare che sorregge oltre 300 statue tra angeli, apostoli, patriarchi, sacerdoti, profeti e santi in adorazione e preghiera. Nel locale sottostante il Paradiso, vi è allestita una mostra espositiva che contempla, tra l’altro, statue frammentate e ricomposte rinvenute nella vicina cappella "Interrata". Le diverse Cappelle, fatte edificare a partire dalla fine del 1500, rappresentano un evidente pregio architettonico ed artistico esaltate dalla complessità scultorea che le contraddistinguono. I fratelli Jean e Nicolas de Wespin (i Tabacchetti), raffigurati nella Cappella delle Nozze di Cana nelle vesti di due commensali seduti alla destra del tavolo, furono gli importanti scultori operanti a Crea, a cui si devono i gruppi statuari più significativi del Sacro Monte oltre al progetto dell’itinerario devozionale (Jean). Altri illustri plasticatori come Michele Prestinari, Melchiorre d’Enrico il Vecchio e Leonardo Bistolfi oltre al pittore Giorgio Alberini, prestarono la loro preziosa opera artistica nella decorazione del Sacro Monte.




Le occasioni per recarsi al Sacro Monte di Crea dunque, possono essere tante, diverse e, non necessariamente di sola natura spirituale. Il sito rappresenta indubbiamente una sorta di "Paradiso terrestre", dove ritrovare, almeno per un po’, se stessi e la propria serenità, dover riscoprire la bellezza delle cose semplici, autentiche e vere, dove rigenerarsi e ricaricarsi, dove fermarsi per qualche attimo e sorprendersi di quanto bene fa, dove il tempo scorre senza tempo, dove abita la pace. Una giornata od un soggiorno al Sacro Monte di Crea può così risultare un piacevole motivo di relax, ideale per una giornata alternativa, a stretto contatto con la natura, dove percorrere itinerari ecologici e naturalistici, consumare pic nic all’interno delle aree attrezzate o trovare piatti tipici e vini autoctoni della tradizione monferrina nei ristoranti locali e, poi ancora, un prezioso laboratorio didattico all’aperto per quanto concerne la storia, l’arte, l’architettura, la flora, e la fauna.



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