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Cimitero di Bonaria
(pressi della Basilica di Bonaria)
Cagliari
Dopo che mia figlia per il secondo anno consecutivo ha partecipato alla manifestazione “Monumenti aperti” nella città di Cagliari come guida turistica ho pensato di lasciare in questo spazio una mia segnalazione su un sito monumentale poco conosciuto dai turisti ma a mio parere interessante e che grazie all’entusiasmo di mia figlia ho conosciuto meglio. Mi riferisco al cimitero monumentale di Bonaria.
Il cimitero risale al 1929, e sorge nei pressi della Basilica omonima, entrando sulla sinistra troviamo numerose lapidi in marmo e proseguendo è possibile ammirare la Cappella Chapel, particolare per la gigantesca statua in marmo bianco di Ezechiele. Tornando indietro, verso l’ingresso troviamo numerosissimi monumenti tra i quali quello dedicato alle due sorelline Zaira e Fedora Carta, morte prematuramente. Il monumento raffigura una figura angelica che prende con se una piccola fanciulla che raffigura simbolicamente la una delle piccole sorelline. Proseguendo il percorso vi suggerisco di fare tappa al monumento (uno dei miei preferiti) dedicato alla piccola Adelina Sbragia e alla madre Ersilia Benetti. Il monumento di recente restaurazione, raffigura la piccola Adelina mentre abbraccia il medaglione con il ritratto della madre, il monumento risale al 1898 ed è stato realizzato da Giuseppe Sartorio uno dei massimi scultori dell’epoca. Continuando troviamo numerosissime cappelle di famiglie di prestigio nella Cagliari del ‘ 800 primo ‘900 Il nostro viaggio nel cimitero fa un’altra tappa in un’ altro monumento quello dedicato all’avocato Giuseppe Todde, realizzato anche questo dal Sartorio, è un monumento dove risalta la figura della vedova più che quella del defunto. Essa è rappresentata con una cura nei particolari, nel dettaglio lo scialle che la avvolge è ricamato in maniera realista. Poco distante da questo monumento troviamo quello dedicato al piccolo Efisino Devoto, morto piccolissimo e raffigurato in una sedia con in mano un cavallino a dondolo. Per proseguire vi propongo una tappa nel quadrato del cimitero dedicato ai Serpieri, famiglia di origine riminese, esiliata in Sardegna. Il primo della serie è quello dedicato ad Enrico Serpieri, questo monumento è unico nel suo genere in tutto il cimitero in quanto scolpito in tutti è quattro i prospetti con momenti caratteristici della vita del defunto, persona di spicco nel mondo della politica dell’epoca. A lato di questo si trova il monumento dedicato al figlio di Enrico, Attilio anche questo è un monumento abbastanza singolare perché nella sommità dell’alto obelisco che lo compone troviamo un ritratto del defunto; inoltre, cosa abbastanza inusuale per il tempo, troviamo le ceneri del defunto, e non le spoglie. Davanti a questo monumento ne troviamo altri due sempre della famiglia Serpieri: Arnaldo e Cimbro.
Proseguendo il nostro viaggio nel cimitero, ci addentriamo nel quadrato dedicato ai bambini, qui troviamo monumenti molto belli e particolari che sottolineano in modo particolare le caratteristiche dei piccoli defunti e il dolore dei genitori. Se procediamo verso la parte alta del cimitero, troviamo un altro monumento caratteristico, dove è impossibile non fare una tappa per osservarlo da vicino. Il monumento intitolato “L’Ultimo Bacio” raffigura un bambino che posto sopra un cuscino si scosta una coperta per dare appunto l’ultimo bacio alla madre morta. Il monumento sempre realizzato dal Sartorio è uno dei più famosi del cimitero. Salendo arriviamo nella cima della collinetta, dove si ergono le maestose cappelle di famiglia, tra cui quella Zedda-Piras, i famosi produttori di mirto.
Prima di lasciare il cimitero possiamo affacciarci e dare un’occhiata al bellissimo panorama che si può scorgere da sopra la collinetta.
Il mio consiglio per visitarlo al meglio è quello di arrivare la mattina presto e girare con calma, questa maestosa opera d’arte a cielo aperto.
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