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Sardegna del Nord
di McBaldo [contatta l'autore]
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SARDEGNA DEL NORD
Per anni ho rimandato una vacanza in Sardegna per il semplice fatto che è molto vicina (mi affascinano le mete lontane), e perché ci vanno tutti; in molti me l'hanno consigliata e me ne hanno parlato bene, e nell'estate 2001 Chiara ed io abbiamo optato per questa meta.
Sono partito un po' scettico, in quanto avevo altre destinazioni per la testa, ma oltre a confermare tutto quello che era stato detto sull'isola, è stata una delle vacanze più belle e che ricordo con molto piacere. Di sicuro torneremo, soprattutto per vedere il Sud, meno conosciuto ma altrettanto bello.

SCHEDA TECNICA
SUPERFICIE: è la seconda isola del Mediterraneo dopo la Sicilia ed ha una superficie di 24.090 kmq circa, comprese le isole minori.
TERRITORIO: in prevalenza è montuoso con rilievi che in pochi casi superano di poco i 1.000 m; solo nel parco nazionale del Gennargentu, ci si avvicina ai 1.900 m. Le coste soprattutto nella parte N-O, sono decisamente frastagliate e a precipizio sul mare, e sovente le spiagge sono piccole calette seminascoste, mentre la fascia orientale è più lineare e con ampie spiagge sabbiose. Ampi tratti della costa Nord sono caratterizzati da roccia granitica, che modellata dal vento per milioni di anni, ne conferisce un aspetto suggestivo.
POPOLAZIONE: 1.700.000 abitanti circa, distribuiti prevalentemente nei grossi centri e nelle coste.
GOVERNO: facente parte dello stato italiano, è una regione a statuto autonomo divisa in 4 province: Cagliari (capoluogo regionale), Nuoro, Oristano e Sassari.
MONETA: fino al 31/12/01 la lira; dal 01/01/02 l'€uro.
CLIMA: è un clima mediterraneo con estati molto calde e asciutte ed inverni miti. Le precipitazioni sono molto scarse nei mesi estivi, e più intense in quelli invernali, soprattutto nei rilievi. L'isola è spesso battuta dal forte vento di Maestrale, che può durare qualche giorno, e che è più frequente nella zona N-O.
CUCINA: uno dei prodotti tipici per eccellenza è il formaggio: ce ne sono per tutti i gusti, dal pecorino con il suo sapore molto intenso, alla crema di formaggio spalmabile sul pane carasau (una vera delizia!). Ottimi sono salumi, prosciutti, e la salsiccia di maiale affumicata, che si possono degustare ovunque, per non parlare dei gueffus, caratteristici dolcetti ripieni di crema alle mandorle. Da sorseggiare alla fine del pasto, il mirto, tipico liquore locale dal sapore molto particolare.
TIPO DI VIAGGIO: molto dinamico.
MEZZO DI TRASPORTO: auto e bici.
SISTEMAZIONE: ostello e campeggio.
PERIODO: due settimane a settembre.

L VIAGGIO
Dopo 10 ore di traversata notturna da Livorno, approdiamo di prima mattina al porto di Olbia, e da lì ci dirigiamo a Fertilia, un piccolo paese vicino ad Alghero, sulla costa occidentale, dove ci attende l'unico ostello dell'isola. il soggiorno in ostello non è stato dei migliori, ma tralasciando i particolari mi limito a dire che il campeggio, (la settimana successiva) era decisamente più azzeccato.
Lungo la strada per Alghero, poco prima di Sassari, ci fermiamo a visitare la SS Trinità della Saccargia. Isolata da ogni centro abitato la intravediamo da lontano, il suo campanile svetta nella zona pianeggiante in cui è sorta. Costruita intorno al XII sec. in stile romanico-pisano, è la chiesa più famosa dell'isola, e nel suo interno sono conservati bellissimi affreschi.
L'indomani mattina ci dirigiamo a Bosa un piccolo paesino a 45 km a Sud di Alghero. Di origine fenicia, cominciò ad acquisire importanza coi marchesi Malaspina, che nel 1112 vi costruirono sul colle il loro castello. Tutt'attorno alla rocca, sulle pendici della collina sorge il paese, che scende fino alle rive del fiume Temo; quest'ultimo è collegato da un unico ponte alla zona delle concerie. Suggestiva è la chiesetta romanica di San Pietro che sorge a ridosso del fiume.
Il pomeriggio lo dedichiamo al mare, e sulla via del ritorno, dall'alto della strada panoramica lungo la costa intravediamo una caletta che fa al caso nostro: incastonata tra due spuntoni rocciosi, è l'ideale per un po' di relax e per l'immancabile snorkelling nell'acqua cristallina.
CAPO CACCIA
Di prima mattina in MBK iniziamo una delle escursioni più interessanti dell'isola: Capo Caccia. La distanza che ci separa da Fertilia è relativamente lunga: circa 20 km, ma l'ultimo tratto è tutto in salita. La strada che percorriamo ci ripaga della fatica e della calura; man mano che ci avviciniamo al promontorio il panorama è sempre più suggestivo. L'altissima scogliera scende a perpendicolo sul mare e dal punto più alto si ha la visione di tutta la costa fino ad Alghero. La punta di Capo Caccia, dove si trova il faro, è inaccessibile perché zona militare, da qui però scendendo per una lunghissima scalinata che arriva fino al mare si può accedere alla rinomata grotta di Nettuno. Le visite alla grotta sono guidate e a pagamento; l'interno è decisamente suggestivo. Lungo il percorso si arriva ad un piccolo laghetto, al quale tutt'intorno gli fanno da cornice spettacolari stalattiti e stalagmiti che rendono il posto di particolare bellezza.
Nel pomeriggio terminata la visita ripercorriamo a ritroso la strada verso Fertilia. Molto interessante è effettuare la stessa escursione in barca: da Alghero ogni mattina partono delle imbarcazioni per delle minicrociere a Capo Caccia. Dal mare la scogliera appare ancora più maestosa, e doppiato il faro ci appare la piccola isola di Foradada attraversata da una galleria che le conferisce un aspetto particolare. A bordo si pranza a base di pesce e nel pomeriggio si fanno un paio di tappe in altrettante calette raggiungibili solo dal mare. Qui lo snorkelling è d'obbligo: pesci, stelle marine e formazioni rocciose sono davvero affascinanti.
STINTINO
Da Fertilia ci dirigiamo verso l'estremità N-O del golfo dell'Asinara: la nostra meta è la tanto rinomata e fotografata torre genovese. Prima dell'afflusso del turismo, Stintino era un semplice porticciolo di pescatori, che nel corso degli anni è divenuto uno dei centri balneari più famosi dell'isola. Poco oltre si arriva a Capo Falcone, un enorme spuntone roccioso a precipizio sul mare. Dall'alto di questo dirupo si ha una splendida visuale della suggestiva Torre Pelosa, dell'isola di Piana e della più conosciuta Asinara. Originariamente sede di un carcere, oggi l'Asinara è un'isola disabitata e protetta; vi si può accedere via mare e solo dopo avere ottenuto un permesso dalle autorità competenti. Purtroppo la giornata è nuvolosa e accompagnata da un forte vento di maestrale, i colori del mare sono un po' attenuati ma dalla spiaggia l'azzurro dell'acqua che circonda la torre è pur sempre intenso e suggestivo.

Lungo la strada del ritorno deviamo per Porto Torres. Anticamente avamposto fenicio, fu poi conquistato dai romani; con la decadenza dell'impero venne assaltato più volte dalle popolazioni barbariche. Nel medioevo fu conteso fra pisani e genovesi che lo fortificarono. Oggi è un importante scalo portuale. La sua posizione strategica ha determinato però lo sviluppo di una vasta zona industriale, con fabbriche chimiche, meccaniche e metallurgiche. La parte vecchia conserva qualche sprazzo di storia: la chiesa romanica di San Gavino, risalente all'anno 1000 e la zona archeologica.
ALGHERO
Anticamente conosciuta col nome di Nulauro, fu strappata agli arabi nel 1015 dalla famiglia genovese dei Doria, che la fortificarono e ne tennero possesso fino al 1353. In questo stesso anno venne conquistata dagli spagnoli sotto il comando di Pietro IV d'Aragona, che ne mantennero il dominio per circa quattro secoli. L'impronta spagnola nell'architettura è molto visibile e per questo Alghero è considerata oggi la più catalana delle città sarde.
Oggigiorno è una rinomata località turistica: la precede una lunghissima spiaggia sabbiosa costeggiata sul lungomare da alberghi, negozietti, bar e diving center. Prima di entrare in città si passa per il porto dove sono ancorate le numerose barche dei locali: dai semplici gommoni alle imbarcazioni da pesca. Dal porto si accede alla città attraverso al porta a Mare; la città è molto caratteristica e di sera si anima tutta. Decine sono i locali dove si può cenare assaporando la cucina del posto, ed altrettanti sono i negozietti di artigianato e souvenir in cui perdersi.
Da vedere oltre alle mura bastionate con le varie porte, c'è la chiesa di San Francesco, del 1300, in stile gotico-catalano, la torre dell'Espero Reyal del 1500 a pianta circolare, e la cattedrale con il caratteristico campanile del XVI sec.
A pochi km da Alghero c'è Fertilia, piccolo paesino di pescatori e sede del nostro ostello. Di origine romana, non offre molto da vedere, in quanto l'urbanizzazione non ha lasciato molto spazio al suo passato storico: nonostante ciò interessanti sono il nuraghe di Palmavera, ed il ponte romano nella strada per Alghero.

ROMANGIA, ANGLONA, GALLURA
Terminata la prima parte della vacanza abbandoniamo Alghero per dirigerci in costa Smeralda; attraversiamo la Romangia e l'Anglona, splendide zone settentrionali della Sardegna, dove il territorio ci appare subito diverso dalla parte occidentale. Le coste non sono più frastagliate e a picco sul mare ma più basse e modellate dal vento, che nel corso di milioni di anni ha conferito loro forme particolari. Proseguendo fino alla nostra destinazione (Palau), entriamo in Gallura, una delle zone più conosciute dell'isola. L'itinerario ci porta a vedere i paesi di Castelsardo, Tempio Pausania e Santa Teresa di Gallura.
Castelsardo: fondato dalla famiglia genovese dei Doria nel XII sec, fu poi sottomesso agli spagnoli (aragonesi), ed infine nel 1769 passò ai Savoia che gli dettero il nome attuale. Il piccolo paese sorge arroccato su un colle, dominato dalla rocca. Il castello è circondato da una cinta muraria e da vari bastioni. Oltre la rocca, interessanti da vedere sono il museo al suo interno, e la cattedrale del XVI sec.
Tempio Pausania: di origine romana, il suo centro storico oggi è un borgo medievale. Il paesino è molto bello anche se molto trafficato. Interessanti da vedere sono la cattedrale e il percorso panoramico di viale fontenuova. Appena fuori dall'abitato, ad un paio di km si possono visitare i resti del Nuraghe Maiori; di origine megalitica, è molto ben conservato ed al suo interno si possono visitare varie stanze.
Santa Teresa di Gallura: rinomato centro turistico ed importante porto di pescatori, deve il suo nome alla moglie di Vittorio Emanuele I. Affacciato direttamente sulle Bocche di Bonifacio, offre splendidi panorami delle zone circostanti. Poco distante c'è Capo Testa, un suggestivo promontorio collegato alla terraferma da un istmo. Le rocce granitiche dalle forme suggestive e l'azzurro del mare ci invitano a prenderci qualche ora di relax; l'acqua è così cristallina che approfittiamo per fare snorkelling.
PALAU
Posizione ideale come punto di partenza per la seconda parte della vacanza, Palau venne fondata dal conte Rafael Neville di Berlanga, il quale desiderava un posto bellissimo affacciato sul mare. Da piccolo borgo medievale, Palau divenne ben presto punto d'imbarco per l'isola della Maddalena, mantenendo fino ad oggi la sua vocazione di porto e divenendo una rinomata località balneare. A Palau non c'è molto da vedere, ma è piacevole passeggiare la sera lungo il porticciolo o per le vie del centro, piene di gente, negozietti e ristoranti dove si può cenare a base di pesce a modici prezzi. Da Palau si possono pianificare escursioni e trekking, noleggiare gommoni, effettuare splendide immersioni, ma soprattutto visitare l'arcipelago della Maddalena. Dal nostro campeggio, direttamente affacciato sul tratto di mare che ci separa dalla Maddalena, molto suggestiva è l'alba, che ogni mattina ci accompagna con i suoi splendidi colori.

LA MADDALENA
Parco nazionale dal 1996, l'arcipelago è composto da 7 isole: La Maddalena, Caprera, Santo Stefano, Spargi, Razzoli, Budelli, Santa Maria, e da altri isolotti lungo la costa Smeralda: Soffi, Nibani, Mortorio, Le Camere, Cappuccini ed altri minori.
Dopo una breve traversata in traghetto iniziamo il giro dell'isola in MBK; da cala Gavetta ci dirigiamo verso Nord lungo la strada panoramica e dedichiamo parte della giornata alle spiagge: Spalmatore, Porto Massimo e Monti d'Arena; qui passiamo qualche ora in completo relax. Completato il tour, nel tardo pomeriggio ritorniamo al porto de La Maddalena: il piccolo centro storico è bello e molto ben curato; lungo la passeggiata centrale e nelle stradine più interne la vita è molto attiva, e negozietti e bancarelle attirano i numerosi turisti. La cittadina è anche la sede del comando della Marina Militare.
CAPRERA

Lasciate le bici per un problema tecnico, visitiamo la seconda isola in auto. Quest'ultima è collegata all'isola principale dal Ponte della Moneta; seguendo le indicazioni si arriva alla residenza del grande Giuseppe Garibaldi. La visita alla casa-museo è a pagamento e guidata.Molto interessante è la dimora, che conserva ancora intatti arredamento e cimeli dell'epoca; tra questi attira la mia attenzione l'attestato che nomina Garibaldi primo cittadino d'Italia. La visita prosegue nelle stalle, dove sono conservati ancora tutti gli attrezzi da lavoro ed infine alla tomba di famiglia.
Ci spostiamo poi a Cala Coticcio detta anche Thaiti. Questa piccola caletta evidenziata in ogni cartina e fotografata in innumerevoli cartoline è raggiungibile tramite un sentiero impervio in un'ora di camminata. Lungo il percorso gli scorci di particolare bellezza catturano la nostra attenzione; la parte finale del sentiero si snoda in una piccola gola, e poco oltre si scorge tra le rocce l'intenso azzurro del mare. Giunti alla spiaggia ci rendiamo conto del perché questo posto è soprannominato Thaiti. Incastonata tra le rocce la sua bellezza ci lascia senza fiato, e sembra veramente di essere in una cartolina. Inutile dire che indossati mutino. pinne e maschera ci dedichiamo ad una buona dose di snorkelling.

COSTA SMERALDA
E' il tratto di costa più conosciuto e frequentato del Mediterraneo. Purtroppo questo tratto di Sardegna è ricoperta da lussuosi hotel, villaggi turistici e gigantesche ville tra il verde delle pinete, ma anche se invasa dal cemento e dai turisti conserva pur sempre scorci di particolare bellezza. La località più "vip" è sicuramente Porto Cervo. Qui si concentrano ogni anno personaggi famosi, gente di spettacolo, grandi industriali ed armatori. Il porto ci colpisce per la varietà e la quantità di giganteschi yatch e imbarcazioni a due e tre alberi; tutte sono così belle, curate e lussuose che chiunque ne rimane incuriosito. Al contrario di altre località turistiche, Porto Cervo non affascina solo per la presenza di vip, ma anche per come è costruito: nulla è lasciato al caso, le piccole abitazioni per turisti sono state edificate seguendo uno stile singolare che non contrasta con il paesaggio circostante. La sera i locali e i ristoranti sono punto d'incontro di vita mondana; i prezzi per noi comuni mortali sono semplicemente proibitivi, ma il fascino del posto ci induce a farci una pizza non spendendo eccessivamente. Nei pressi di Porto Cervo il pomeriggio è dedicato al relax nella frequentata spiaggia del Principe. Anche se decisamente turistica ed affollata ha mantenuto inalterato il suo fascino e la bellezza della sua acqua.

CAPO D'ORSO: l'ultimo giorno è speso per i preparativi del rientro, ma riusciamo a concederci parte del pomeriggio per un'escursione al famosissimo Capo d'Orso. A qualche km da Palau c'è il sentiero che porta al luogo forse più fotografato dell'isola. Lungo il percorso tutto in salita, di circa un'ora, tra le rocce granitiche arriviamo alla nostra meta. Questo enorme masso roccioso che si vede distintamente dal mare e che dall'alto dl promontorio domina tutta la zona, nel corso di milioni di anni è stato modellato dal vento fino a dargli le sembianze di un orso appunto. L'immagine del plantigrado la si vede solo da una posizione cioè dalla sua sinistra; le enormi dimensioni sono spettacolari, il vento soffia forte, e ammirando il tramonto concludiamo la giornata e la splendida vacanza.
IMMERSIONI
Nella zona di Alghero, i diving center sono numerosi ed attrezzati; non sempre il rapporto qualità-prezzo è giusto. Seppure le nostre immersioni siano state di buon livello per gli spettacolari fondali, ricchi di coralli, grotte e variopinti pesci, non si può dire altrettanto del titolare, del quale ometto il nome, che pensava solo ad incassare il dovuto, senza preoccuparsi troppo delle esigenze di qualcuno o delle potenziali difficoltà di qualcun'altro, anche perché non tutti eravamo sub esperti.

Una nota di merito va invece al Nautilus Diving Center di Palau. L'organizzazione e la professionalità di questo team e di Ludovica (divemaster), sono davvero invidiabili: s'interessano alla tua preparazione, illustrano in maniera dettagliata l'immersione, ti seguono e ti coinvolgono durante tutto il percorso. Classica della zona è la secca di Washington. Ad una profondità poco superiore ai 20 m, lo scenario è caratterizzato da giganteschi blocchi di granito e maestose pareti di gorgonie. Non vi sono pesci di grandi dimensioni, ma la vita sottomarina non manca. Per nuotare con le grandi cernie consigliamo le immersioni a Lavezzi: costano poco di più, ma valgono i soldi spesi. Altro punto di particolare interesse è Shark Point, vicino Caprera: anche se dal nome potrebbe sembrare, non ci sono squali. L'immersione tocca i 30 m, ed è molto bella: banchi di pesce, pareti di gorgonie e formazioni rocciose lasciano entusiasta anche il sub più esperto.



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