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stessa spiaggia...stesso mare...

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STESSA SPIAGGIA...STESSO MARE

La Sardegna: un incantevole sogno


E’ luglio: tutti pronti per l’imbarco sul traghetto che da Livorno ci porterà in Sardegna, siamo diretti a Capo d’Orso, loc. Portu Mannu, in un accogliente residence scoperto lo scorso anno. Ma oggi c’è qualcosa in più...le nostre auto trainano due nuovissimi gommoni! Saranno loro i protagonisti delle nostre vacanze!!!
Dopo otto ore di navigazione eccoci attraccare nel Golfo Aranci – Olbia -, quaranta minuti d’auto e siamo a destinazione. Si corre a vedere il mare, uno spettacolo meraviglioso che ci lascia sempre senza fiato. I gommoni sono pronti a salpare e noi lo desideriamo da ormai un anno. Pronti, via. Si fa rifornimento carburante e si parte. Davanti a noi si snoda l’Arcipelago della Maddalena, un susseguirsi di rocce levigate dal mare fino a renderle lisce, di zone verdeggianti e di spiagge bianche o rosa.
L’Arcipelago è composto da sette isole principali divise in due gruppi: La Maddalena, Caprera, S. Stefano il primo; Spargi, Budelli, S. aria e Razzoli il secondo, con annessi un numero non preciso di isolotti. Decidiamo di raggiungere La Maddalena, unica isola abitata con un porto, ma la stanchezza del viaggio si fa sentire e quindi dopo aver circumnavigato S. Stefano dirigiamo le prue dei nostri gommoni verso il residence dove alloggiamo. La sera ci rechiamo nel negozio di nautica più vicino, a Palau centro portuale e commerciale, ed acquistiamo le carte nautiche necessarie per tracciare i nostri itinerari.
L’indomani mattina è tutto pronto per partire, borse termiche con i viveri, macchine fotografiche, telecamera, maschere e pinne.
Primo obbiettivo: la Maddalena, alla ricerca delle spiaggette più belle. Per prima cosa rifornimento al porto e breve sosta per acquistare il pane. La Maddalena è un graziosissimo paese ricco di viette dove sono ubicati negozietti di vario genere. Si respira solo aria di mare e i suoi abitanti vivono delle ricchezze che quest’ultimo fornisce loro (pesca, turismo, commercio). Poco dopo si riparte ma dopo una ventina di minuti si alza il vento e il mare si fa un po’ troppo grosso. Ci fermiamo nella prima spiaggetta libera ma siamo costretti ad abbandonarla subito. Gli incivili ci sono anche qui,. Ed hanno lasciato una montagna di rifiuti sulla spiaggia quasi fosse una discarica. Ma subito “dietro l’angolo” riecco il paradiso. Il mare splendidamente azzurro e la spiaggia di sassi ma pulita. Ancorati i gommoni, tutti pronti con pinne e maschera per esplorare i fondali. Il vento nel frattempo si è calmato, quindi riprendiamo il nostro tour in mare. Attraversiamo il ponte che unisce l’isola a Caprera (Passo della Moneta) e poi di ritorno verso casa. Il giorno dopo ci spingiamo oltre, raggiungiamo Budelli e facendo uno slalom fra le grandissime barche che affollano la zona, ci intruffoliamo per vedere la famosa “spiaggia rosa”. Ma sembra di essere a Riccione (troppa folla) quindi ci allontaniamo rapidi facendo rotta verso l’isola di Razzoli. Ci addentriamo in Cala Lunga e ormeggiamo i nostri mezzi. Qui lo spettacolo è ancora più affascinante, le rocce levigatissime affiorano dal mare creando un gioco di colori indescrivibile. Solita ispezione subacquea e poi si riprende la via del ritorno.
Oggi decidiamo di cambiare rotta. Capo d’Orso si trova all’inizio della Costa Smeralda quindi perchè non visitarla? Navigando verso porto Cervo oltrepassiamo Baia Sardinia, altra famosa località amata dal jet set, poi Portu Quattu bellissima insenatura ed infine Liscia di Vacca.
Ecco le grandi barche...siamo a Porto Cervo. Entriamo nel porto e ci lasciamo incantare dai mega yacht ed enormi barche a vela. Facciamo due conti e torniamo alla realtà: meglio avere il gommone che andare a nuoto e poi vuoi mettere le emozioni di noi gommonauti????
Riprendiamo la navigazione facendo rotta verso l’isola delle Bisce, un’isoletta semidisabitata che emerge di fronte a Liscia di Vacca; poi decidiamo di ancorare i mezzi e scegliamo una splendida insenatura lì vicino. Sembra di vivere un sogno: immersi nella pace e circondati da una natura stupenda. Ma la realtà si presenta subito dopo, davanti alla “nostra” cala ecco arrivare un “palazzo viaggiante” e tutto il panorama è coperto; non ci resta che levare le ancore e riprendere a navigare.
Oggi finalmente zio Eolo è calmo e il mare liscio come l’olio. Tutti pronti destinazione Bocche di Bonifacio. Tappa d’obbligo a La Maddalena per il rifornimento e poi via verso le “piscine”, (Isola di Budelli, chiamate così per l’azzurro quasi irreale delle acque). Dopo una breve sosta sull’isola costeggiamo S. Maria, poi ecco emergere alla nostra destra degli splendidi isolotti, alcuni dei quali ricoperti di un fitto e verdissimo tappeto erboso. Dopo aver oltrepassato l’isola La presa vediamo di fronte a noi ergersi Razzoli, isola dal fascino irresistibile con la sua natura selvaggia e disabitata. Ci torneremo l’ultimo giorno della nostra vacanza avendo scoperto una spiaggetta bellissima e solitaria chiamata da noi “cala nostra”.
Costeggiando Razzoli vediamo finalmente davanti a noi le famose Bocche di Bonifacio e come stupendo sfondo le isole francesi Lavezzi e cavallo. Ci piacerebbe raggiungerle me ormai è tardi e siamo a corto di carburante. I nostri sguardi corrono veloci all’orizzonte alla ricerca di qualche delfino ma per oggi niente avvistamenti. Ci accontentiamo comunque di guardare il mare con i suoi incredibili colori. Da Razzoli raggiungiamo l’isolotto di Spargiotto e lì ancoriamo per tuffarci nel blu del mare muniti di maschere e pinne per ispezionare il fondale. Facendo ritorno decidiamo di costeggiare la Sardegna e restiamo rapiti dal fascino di Porto Rafael visto dal mare. E’ uno splendido paesino raccolto intorno ad una piazza che di sera si veste di luce, musica e un mare di gente, e coronato da una serie di ville da capogiro tutte intonacate in rosa e bianco e costruite secondo lo stesso stile. Si racconta che il giorno di Ferragosto il Duca di questo porto scende in piazza ed offre l’aperitivo ai suoi concittadini richiudendosi nei suoi appartamenti fino al 15 agosto successivo. Sarà vero? Mi piacerebbe restare a Porto Rafael un anno per accertarmene ma purtroppo non tutto è possibile.
Prossima tappa Spargi. Non abbiamo mai sostato su questa isola e il giorno che decidiamo il mare non è certo dei più calmi. L’attraversata fra La Maddalena e Spargi è avventurosa. Siamo tutti in piedi sui gommoni attaccati alla corda di prua, le onde sono alte e l’emozione è forte. I nostri gommoni tengono bene il mare e noi ci stiamo veramente divertendo. Tocchiamo terra dopo circa quaranta minuti e ci rendiamo conto di essere coperti di sale. La spiaggetta da noi scelta è veramente accogliente, il mare ha un fondale interessante e ci sono molte zone da fotografare per gli appassionati. Ma è ora di mettere qualcosa sotto i denti. Dopo il pranzo a base di panini al prosciutto risaliamo a bordo costeggiando Spargi. Nettuno nel frattempo si è calmato e ci offre l’opportunità di continuare tranquilli la nostra spedizione. Scopriamo un’insenatura ricca di rocce levigate dal mare e dal vento fino ad aver assunto forme di oggetti e animali. Ci divertiamo cercando di scovare personaggi o animali curiosi. Poi torniamo verso casa stanchi ma soddisfatti della giornata in mare.
Al nostro itinerario iniziale mancano ancora due isole: Caprera e S. Stefano. Scegliamo Caprera e ci dirigiamo verso il vecchio carcere. E’ un’isola quasi disabitata, se si esclude il villaggio del Club Mede la scuola di vela, che custodisce al centro la tomba di Garibaldi. Le sue coste sono ricche di spiaggette e a tratti si vede il mare quasi bianco. Raggiungiamo il ponte che unisce l’isola a La Maddalena, il Passo della Moneta, e ci ritroviamo in un mare piatto come un lago. E’ infatti un canale riparato fra le due isole, il colore è azzurro intenso e spuntano ovunque rocce dalle forme più strane. Dopo un lungo bagno andiamo a curiosare la scuola di vela, ma per noi è l’ora dello sci nautico quindi ci dirigiamo verso la nostra baia dove i nostri sportivi si alterneranno in mare per compiere le loro prodezze!!!
Per completare l’itinerario stabilito non ci resta che S. Stefano. E’ un piccolo isolotto molto verde sul quale si snoda un villaggio credo della Valtur. Decidiamo di raggiungerlo in una giornata nera per zio Eolo. Infatti deve essere proprio infuriato per soffiare così forte e rendere nervoso anche
Nettuno. Ma visto la vicinanza della nostra meta, decidiamo di sfidare l’ira degli dei e partiamo. S. Stefano e bella e selvaggia, emana il fascino della natura. Si alternano spiaggette bianche ad una vegetazione verdissima, alcuni punti rocciosi a fondali sabbiosi. Stupendo! Ci fermiamo su una spiaggetta in prossimità di Cala Levante, sullo sfondo al centro dell’isola vediamo il monte Zucchero. Dopo il solito bagno in mare risaliamo sui nostri gommoni e proseguiamo il tour. Arriviamo all’Isola chiesa, un piccolo isolotto fra S. Stefano e La Maddalena e da lì costeggiando S. Stefano ci dirigiamo verso Palau. Entriamo nel porto e sbarchiamo per fare provviste. Ripartiamo diretti a Punta Sardegna. Da lì il panorama è imperdibile. Vorremmo raggiungere Porto Puddu ma il vento non vuole calmarsi, e così dirigiamo le nostre prue verso Capo d’Orso.
I giorno sono trascorsi inesorabilmente e, tra un’isola e l’altra, e arrivato il triste momento di partire. Ora non ci resta che lavare i motori dei nostri gommoni nell’acqua dolce del lago ed aspettare l’anno prossimo per poter ripetere “per quest’anno non cambiare...stessa spiaggia...stesso mare”. Arrivederci stupenda e misteriosa Terra Sarda. Ci rivedremo...presto!!!!


daniela

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