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Perugia: arte e mobilità nel Nuovo Millennio*

di FMorighi Contatta l'autore

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- Vuoi visitare Perugia e i suoi monumenti?
- Vuoi partecipare ai suoi eventi culturali- artistici-musicali ?
Ora lo puoi fare più velocemente e comodamente. Basta prendere i nuovi mezzi di
trasporto veloce: il *mini-metrò* e le *scale mobili *.....
- Se viaggi in auto puoi lasciarla in pianura, vicino allo Stadio, al parcheggio di Pian di Massiano e .. a due passi troverai il capolinea “Pian di Massiano”.
- Se viaggi in treno, scendi alla stazione di Fontivegge e.. a due passi troverai la fermata “Fontivegge-metrò” che ti porterà in pochi minuti (1 navetta ogni 2minuti circa) al capolinea “Pincetto”-centro storico...................

..........................Non è uno spot dell'Ente del Turismo, è una informazione utile per tutti: per chi non avesse ancora visto questa bella città di provincia ricca di preziosa arte, o per i più ..pigri che l'hanno già visitata, ma che vorrebbero tornare per il nuovo evento del Pintoricchio, senza faticare. Da pochi giorni è stato inaugurato il minimetrò, particolare mezzo di mobilità alternativa, che insieme all'intervento delle 2 scale mobili costruite negli ultimi 20 anni, concorre a rimettere “in piano” un centro storico, problematico da raggiungere persino per i turisti più addestrati e motivati .
Tutte le stazioni* del mini-metrò sono state progettate da un architetto di fama mondiale, il francese Jean Nouvel*, lo stesso che ha ideato a Parigi l'Institut du Monde Arabe. Un segno di architettura contemporanea sobria e leggera. Il rosso binario che corre in sopraelevata è stato meno gradito, specie da quegli abitanti adiacenti alle rampe che lamentano anche un fastidioso fruscio delle corde d'acciaio sui binari. C'è chi risponde che il traffico di mezzi su ruote fa più rumore e sporca l'aria.. c'è chi dice che è costato troppo e che ai cittadini non serve, c'è chi vorrebbe rivivere il fascino antico della città pedonale andando a piedi. C'è anche chi risponde ironico con aneddoti sulla parsimonia verbale dei perugini, i quali arrancando con “il fiatone” lungo le vie in salita, salutavano il vicino di passo col suono gutturale: “Oh !(cioè ehi là!) a cui seguiva un assenso con : èh !” E aggiunge che ora non succederà più...............perchè l'immagine della Perugia medievale degli anni cinquanta è ormai lontana.
Fino ad allora essa appariva simile a quella descritta nei secoli precedenti da artisti, storici e viaggiatori : una città morfologicamente aggrappata a un colle, racchiusa dentro una doppia cinta muraria, una etrusca, più interna, e una medievale più esterna.
Le vicende successive alla seconda guerra mondiale, legate alla crisi della struttura mezzadrile, allo sviluppo industriale e alla politica urbanistica, hanno fatto perdere il suo aspetto originario in parte, ma non ne hanno alterato l'atmosfera di tranquillo centro urbano. Tuttavia essendo il Centro costruito su di un' altura, il suo processo di accrescimento è potuto avvenire solo nel limitato tratto meno scosceso, quello tra il colle e la Stazione Centrale. Purtroppo, come possiamo rilevare in molte altre città, l'espansione ha tenuto poco conto dei valori tradizionali e spesso essa ha assunto nella parte nuova un aspetto un po' caotico ed estraneo alla storia dell'antico Borgo.
Negli anni '80 le Amministrazioni locali hanno cercato di intervenire bloccando e trasformando precedenti Piani Urbanistici che avrebbero voluto impostare la nuova Perugia secondo modelli... “giapponesi” (senza nulla togliere loro, ma fuori contesto, qui!) con grattacieli e sopraelevate, in particolare a Fontivegge, nell'area della vecchia fabbrica PERUGINA, occupata all'epoca dall'opificio destinato alla demolizione. Il nuovo P.U.C di allora, ridusse di un quarto l'edificabilità e impose ai nuovi proprietari dell'area l'affidamento del progetto di risistemazione a un grande architetto. Il notissimo vincitore del concorso appositamente indetto, Aldo Rossi, progettò l'area seguendo un pensiero filosofico-architettonico davvero interessante. - Costruire “un nuovo Centro” della città a partire da una grande piazza quadrangolare, intorno alla quale si disponessero edifici ad uso pubblico e privato, “ripetendo la sostanza di vita quotidiana e di antica pietra” come egli stesso scrisse nel suo progetto. L'Edificio principale (ora sede di uffici Regionali) è costituito dal Broletto, con la facciata che dovrebbe, in chiave metafisico-moderna, “citare” il Palazzo dei Priori, torre e orologio compresi. Di fronte ad esso, uno steccone di edifici di altezza modesta e digradanti seguendo il lieve pendio della piazza, destinati ad uso abitativo. Una fontana moderna (purtroppo semplificata assai nella realizzazione !) al centro della piazza, come richiamo alla vecchia Fontana Maggiore. Tra i due, un edificio Commerciale (sede UPIM e COOP). Un piccolo Odeon per Concerti doveva chiudere la piazza a nord (non più edificato). Per la scelta dei materiali Rossi adottò un orientamento realistico e architettonico insieme: prodotti legati al mercato e alla produzione, cioè mattoni in cotto per la piazza, come altre piazze medievale di cittadine circostanti. L'area è stata inoltre dotata di parcheggi-silos e sotterranei, posto auto in superfice. Purtroppo, nella sua realizzazione pratica, il progetto non è stato sostenuto a sufficienza, né dai nuovi proprietari che hanno realizzato le opere “in economia”, né dagli amministratori avvicendatisi dopo il progetto, poco interessati a far completare i lavori. Per questo motivo l'intera opera appare come... “L'incompiuta”.
Le voci nel coro sono state molteplici e contrastanti. Detrattori o sostenitori a parte, rimarrà comunque un segno nella storia della città.. e visibile anche in ogni testo di architettura contemporanea. Turisti e studiosi (anche giapponesi che molto hanno apprezzato Aldo Rossi), vengono a Perugia per vedere la “Piazza del Bacio”*, individuabile facilmente dalla Stazione Centrale anche per il segno di antica memoria che l'architetto ha voluto lasciare: la ciminiera in mattoni della vecchia Fabbrica di Cioccolato.
Durante 20 anni la città ha continuato se pur moderatamente a crescere in basso e con essa è cresciuto anche il problema di rendere più agevole il traffico cittadino e in qualche modo frenarlo alla base dell'Acropoli . Da qui l'ideazione e la costruzione di parcheggi e scale mobili o accessi pedonali, intorno a 4 punti strategici di ingresso al centro cittadino, così disposti:

(1) *da Vle. Pellini (P.ta Susanna) = P+Scala Mobile fino v. dei Priori, *
(2) *da via 14 Settembre (Galleria) = P+ascensore,*
(3) *da Arco Etrusco = P+percorso pedonale*,
(4) *da P.za Partigiani = P+Scala Mobile Rocca Paolina*.

Notevole la realizzazione della prima scala mobile sotterranea** che suggerisco vivamente di utilizzare a chi arriva in autobus o in macchina fino al Parcheggio Partigiani (ma vale per tutti, ovviamente).
Dalla Stazione dei Bus, situata in P.za Partigiani puoi...salire in città anche a piedi.
Ma vuoi mettere l'emozione di prendere la Scala Mobile che vi farà scoprire l'interno dell'austera Rocca Paolina? Il percorso vi lascierà letteralmente sconvolti perché, dopo l'ambientazione moderna delle prime rampe, apparirà ai vostri occhi come d'incanto una città sotterranea: vie, piazzette, palazzi.. Sì, proprio i palazzi autentici dei nobili Baglioni che Paolo III , nel 1540, aveva fatto in parte abbattere e inglobare nei sotterranei della Rocca-prigione. Quella che si vede, infatti è solo una parte delle prigioni papali perché la originaria parte superiore fu abbattuta a colpi di piccone dai perugini nel 1848, al ridestarsi degli ideali di libertà dal dominio diretto della Chiesa. Al suo posto i giardini Carducci portano il nome del poeta che, a periodi, vi soggiornò e che trasse notevole ispirazione dalla natura Umbra (un bel panorama che si ammira da lassù) e dalla storia del luogo: “la pensò Paol terzo una mattina/tra il latin del messale e quel del Bembo”, sono i versi del poeta che non risparmia frecciate all'oppressore ed elogi al popolo perugino che si avventa come un “cane rabbioso” sulla costruzione del tiranno per abbatterla.
Ma i perugini non erano nuovi a queste azioni, perché già nel 1375 avevano demolito un altro simbolo di tirannia:la Fortezza di Porta Sole, cacciando l'Abate di Cluny, legato pontificio, detto il Monmaggiore. Anche da lassù, il Colle del Sole, punto più alto della città, dove ha sede la Biblioteca Augusta, si può ammirare un bel panorama sulla direzione nord, quella più scoscesa.

Vi si arriva percorrendo fino in fondo il Corso Vannucci (cognome del celebre Pietro, detto il Perugino ). Ma prima di arrivare alla sommità del colle, lungo il percorso, lo spettacolo architettonico e artistico blocca il visitatore e accende il motore delle cineprese. All'angolo della Piazza inconfondibile il magnifico Palazzo dei Priori**, che ospita per l'appunto al suo interno il Collegio del Cambio** dipinto dal Perugino, e, oltre l'Arco dei Priori, la Galleria Nazionale dell'Umbria**, ricca non solo di opere del Perugino e del Pintoricchio, di Piero della Francesca, ma di tante altre che vanno dal rinascimento alle epoche successive, e la decoratissima Sala della Vaccara*.
La piazza è fronteggiata dalla bella Cattedrale di S. Lorenzo * (in stile gotico-rinascimentale, con Madonna in trono di Luca Signorelli), e dominata anche dalla stupenda Fontana Maggiore **, fresca di restauro. Questo gioiello-simbolo della città fu disegnata da Giovanni e Nicola Pisano e decorata dai medesimi con formelle e statuette**.
L'aiuto tecnico-idraulico per la costruzione dell'acquedotto è di Fra'Bevignate. L'acquedotto* (raggiungibile da Maestà delle Volte*, oltre la gradinata di via Baldeschi) portava l'acqua dalla collina vicina, Montepacciano, secondo il principio fisico dei vasi-comunicanti, fino alla fontana.
Per noi oggi rappresenta una presenza ornamentale e artistica, ma all'epoca gli abitanti che andavano a prelevarvi l'acqua per il loro uso quotidiano, credo l'apprezzassero più per la sua utilità pratica. La Piazza Grande (ex 4 Novembre) comunica con la piazzetta Danti, ove un tempo sorgevano le Torri Medievali (come quelle di S. Gimignano).
La Turrena, o turrita Perusia ne aveva in tutto ben 70! Alcune mozzate e inglobate tra i palazzi, solo una rimasta intatta, la Torre degli Sciri (in fondo alla via dei Priori).
Ora in quella piazza è visibile solo il Cinema Teatro Turreno che le ricorda col nome.
Sulla stessa piazza l'ingresso al caratteristico Pozzo Etrusco, mèta di ogni gita scolastica! Sul lato sinistro del Cinema, da non perdere la visione, da un vetro posto sul pavimento dell'enoteca, le fondamenta etrusche su cui poggia l'origine del centro città in via U. Rocchi, pedonale, dove alla fine della discesa troverete il famosissimo Arco Etrusco e l'Università per gli Stranieri.
Per gli amanti dell'arte del Perugino e di Raffaello, salendo la via che fiancheggia il Cinema, oltre la salita di Porta Sole, è consigliabile la vista della Cappella di S. Severo, situata nella Piazza Raffaello.

Per gustare le atmosfere del quartiere medievale bisogna girovagare tra la Maestà delle Volte e la via dei Priori, una delle 5 “vie regali” della città antica, passando per il vicolo di via Ritorta con case del XIV e XV sec., di fronte al quale si trova S. Severo e S.Agata, scendendo per la via , e proseguire oltre la Chiesa barocca di S.Filippo Neri,( sulla sinistra la vicina via della Cupa sulla parete delle mura medievali) dove la via termina con la Torre degli Sciri*. Ma non guardate solo avanti e in alto, voltatevi a sinistra, e scorgerete la seconda Scala Mobile della vostra visita. Questa, volendo, vi condurrà alla fermata “Cupa “del minimetrò (- piano di mobilità che ho contrassegnato con (1)-. Ma prima di scendere, date un'occhiata alla zona. La chiesa cinquecentesca della Madonna della Luce e l'Arco di Porta Trasimena. E' da qui che lo stile cambia.
Sullo sfondo verde di un giardino appare un raro gioiello rinascimentale:
S. Bernardino**, opera del fiorentino Agostino di Duccio con l'annesso ex convento dove ha sede l'Accademia di Belle Arti.
Dal giardino alzate lo sguardo. Riuscite a vedere le mura medievali che arrivano fino alla Torre del Cassero? Quello è il rione di Porta S.Angelo (c'è un Tempietto Paleocristiano*), con quartiere Universitario che si estende fino all'Università per stranieri.
- Come si vede il centro storico potrebbe essere visitato in un sol giorno. Ma vale la pena andare così di fretta se non siete giapponesi o se venite da lontano ? Se vi fermate un altro giorno posso farvi un elenco di tante altre cose interessanti da gustare. Ad esempio.............

*Passeggiando per le vie del centro*...................

- Numerosi sono gli Hotels. Oltre allo storico e panoramico Brufani *****presso i giardini Carducci, che merita senz'altro una capatina all'interno per un caffè, e dove in tutte le epoche sono scesi personaggi famosi da Carducci a....al figlio calciatore di Gheddafi (scusate l'accostamento), valgono un pernottamento numerosi altri piccoli hotels ristrutturati nel loro caratteristico aspetto medievale. Segnaliamo ad esempio Meublé Fortuna*** o il Priori**, Nei pressi della Scala Mobile Paolina, il Rosalba **(panoramico e tranquillo)e, se lo preferite più spazioso e nuovo, ma costoso, potete fermarvi al S. Gallo Palace Hotel****.
Per avere un'idea degli interni dei Palazzi nobiliari setteceteschi-ottocenteschi, con soffitti affrescati basta entrare in qualche Banca del Corso Vannucci, o sedi pubbliche (Palazzo Baldeschi al corso, o Pal Donini ad es.) o in qualche bar o negozio nelle vie circostanti.
Architettura e pittura interna possiede il negozio di abbigliamento della Stone Island, ( ex chiesetta ed ex negozio di arredi sacri), situato nel suggetivo cuore Medievale di Maestà delle Volte.
Degni di interesse come bar: “Il Medio Evo”, “ il Sandri”, il grazioso “Wine Bar Lunaferrari” , “Il Caffè di Perugia”, il “Caffè Turreno”, “Il Birraio” di Porta Sole.
Ma non vorrei fare torto a tanti altri che meriterebbero di essere menzionati, insieme ai gustosi Ristoranti con piatti tipici perugini. Da ricordare: “ la Lanterna” - la “Wine Bartolo hosteria” - “L' Opera” - la simpatica “Bottega del vino”- o quelle meno costose: “La Piazzetta” - “Al mangiar bene”- “La Locanda do Pazzi” - “Trattoria del Borgo” - “Osteria del Gufo”-
In verità la ristorazione a Perugia non risponde alla convenienza qualità-prezzo perché se volete buoni menù, questi sono mediamente costosi ......Ma ci sono anche varie pizzerie e piadinerie..
Deciso? Vi fermate ? Avete ancora da vedere tutto ciò che si trova intorno alle mura medievali e fuori di esse: Porta Eburnea, Porta Pesa, Monteluce, S.Ercolano e Palazzo Penna, S.Domenico e il Museo Archeologico*, S. Pietro* e l'Osservatorio Astronomico*, e il mitico Ipogeo dei Volumni, a Ponte S.Giovanni (come andare fin laggiù ? Stazione S.Anna, della F.C.U o Bus di linea).
E...” last but not list”......dimenticavo ? Un'ultima nota sul centro:
- se avete scelto il percorso del mini-metrò da capolinea a capolinea, e siete scesi a “Pincetto” altre scale mobili vi porteranno verso l'uscita (che spettacolo le Volte della Pace e la finestra sul Subasio!),proseguendo alla vostra destra vi troverete sulla P.za Matteotti costeggiando l'Università Vecchia, stupendo esempio di fine quattrocento, caratterizzata da finestre crociate rinascimentali (non vi sembrano uguali a quelle del Broletto di P.za del Bacio? Sì, Aldo Rossi le ha copiate da queste, perché.....”nulla si inventa in architettura”, c'è sempre qualcuno che prima di te l'ha fatto e ti dà l'idea...che tu rielabori creandone una nuova, of course ! Unito allo stesso edificio, ammirate l'elegante palazzo del Capitano del Popolo*. Se invece all'uscita “Pincetto” volete girare a sinistra verso il Mercato coperto (dopo le scale uscirete ugualmente su P.za Matteotti), vi godrete il panorama dall'ampio terrazzo che si affaccia a strapiombo sulla piana tiberina con la bellissima Assisi arrampicata sul Subasio, e sullo sfondo i monti Sibillini.... sempre che abbiate indovinato una giusta giornata di limpido sole ! Altrimenti...potreste andare a vedere un altro Belpaese : Assisi da vicino.
Felice Perusia a tutti !!!!


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