Cosa Dal
Dove Al Opzioni di ricerca

Chatillon Dove dormire

DIVERTIMENTO IN CHATILLON

Scopri i locali e le associazioni in Chatillon:

ATTIVITA' COMMERCIALI IN CHATILLON

Scopri le agenzie immobiliari, i tour operator e le agenzie viaggio in Chatillon:

Guide Turistiche

Utili a trovare informazioni per organizzare le tue vacanze

  • Guida
    • Nel verdeggiante e rilassante cuore dell’Oberland Bernese, una località turistica tra le più raffinate, prestigiose e lussuose della Svizzera, frequentata da innumerevoli Vip, in estate come in inverno, con una particolare vocazione per l’alta cucina... >>>
  • Guida Casentino
    • Una valle lunga 60 chilometri e larga 30, nel cuore dell’Appennino Toscano, ammantata da una delle più vaste e ben conservate foreste dell’Europa occidentale, dove scorre il primo tratto del Fiume Arno, con un patrimonio storico, culturale e spiritua... >>>
  • Guida Arzachena
    • Arzachena è situata nella parte nord - orientale della Sardegna, (Italia), area geografica conosciuta con il nome di Gallura. Questo territorio si affaccia sul mar Tirreno che vede la comunione delle acque della Costa Smeralda (in comune di Arzachen... >>>
  • Guida Zurigo
    • La città dove ogni giorno sembra domenica. Così, spesso, viene definita Zurigo, capitale dell’omonimo cantone: una località che emana tranquillità, voglia di vivere e di divertirsi, all’insegna della calma e della serenità, nella più tipica tradizion... >>>
  • Guida Siena
    • Una delle più belle città d’arte Italiane, immersa nel verde delle colline Toscane del Chianti e della Maremma, rimasta pressoché intatta dal medioevo ai nostri giorni. È difficile trovare le parole per descrivere Siena, dove ogni pietra è rimasta im... >>>

CHATILLON, ITALIA

COLLEGAMENTI SPONSORIZZATI

INVIA LA TUA GUIDA

Sei già registrato? Accedi al pannello di controllo e invia il tuo racconto,
altrimenti iscriviti qui:
la registrazione è del tutto gratuita!

ITINERARI DI VIAGGIO

ULTIMI 5 RACCONTI INSERITI

OFFERTE IN PRIMO PIANO

Per una panoramica completa sulle migliori offerte turistico alberghiere effettua una ricerca nella pagina dove presentiamo tutte le offerte speciali

Chatillon e il Cervino

di formarica Contatta l'autore

VOTA IL RACCONTO!
Se hai trovato il racconto interessante e di tuo gradimento lascia il tuo voto


 Dimensione Guida Dimensioni del testo piccole Dimensioni del testo medie Dimensioni del testo grandi


Profondi solchi vallivi che s’insinuano fra rocce e morene, segni di una storia millenaria che affonda le sue radici tra realtà, sogno e leggenda, mondo sospeso tra cielo e terra, temuto per la sua imprevedibilità, per gli improvvisi cambiamenti atmosferici, per le tremende bufere, per gli assordanti crolli di ghiaccio, per le frane e le valanghe, per le sue altezze, per le sue distese di ghiaccio. La montagna, le Alpi, un mondo circondato da imponenti barriere rocciose che il Medioevo voleva colmo di pericoli di ogni tipo, reali o immaginari, regno di forze malefiche e diaboliche in grado di controllare e di dirigere il corso della natura e della vita umana. Ma le relazioni tra uomo e montagna mutano nel tempo e sul finire del XVIII secolo le Alpi divennero un immenso laboratorio privilegiato dove compiere importanti esperienze scientifiche, luogo di una minuziosa e sistematica esplorazione che condusse scienziati, geologi, naturalisti a percorrere e a studiare le montagne, territori inesplorati nel cuore dell’Europa. L’origine dell’alpinismo, infatti, si deve originariamente proprio alla ricerca scientifica. Un nome viene in mente prima di tutti, è quello di Horace Bénedict de Saussure, naturalista ginevrino che nella sua famosa opera “Voyages dans les Alpes” (1796) scriveva: “Se si riflette sulla formazione di queste montagne, sulla loro età e successione, sulle cause che hanno potuto accumulare questi elementi petrosi a una così grande altezza sul resto del mondo, se si ricerca l’origine di questi elementi, se si considerano le rivoluzioni che hanno subìto, quelle che li attendono, quale oceano di pensieri! Solo coloro che si sono abbandonati a tali riflessioni sulle cime delle Alpi sanno come esse siano più profonde, più estese, più luminose di quelle che si possono avere quando si è chiusi fra i muri del proprio laboratorio scientifico.” Ma tutto questo richiedeva “coraggio e nuovi sistemi d’indagine, confronti dialettici, discussioni, verifiche condotte con estrema serietà nel concreto … E’ il momento esatto in cui prende corpo l’alpinismo. Non certo un fenomeno di ricerca individuale, ma inserito nel contesto scientifico che aveva come obiettivo la conoscenza della natura e il suo studio approfondito … Ma sempre più spesso, nella prima metà dell’Ottocento, la rottura, assai frequente del barometro o l’impossibilità di effettuare gli esperimenti non provocavano né l’interruzione dell’ascensione né il dichiarato fallimento dell’impresa. Dall’esplorazione della montagna stava nascendo l’alpinismo sportivo” (G. P. Motti, Storia dell’alpinismo). Ma come si può leggere nell’interessante libro di Marco Cuaz, La Valle d’Aosta-Soria di un’immagine, “la grande battaglia per la conquista del Cervino, tra il 1860 e il 1865, segnò sicuramente uno spartiacque tra il vecchio escursionismo e il nuovo alpinismo di conquista, concepito come pratica sportiva indipendente da qualsiasi finalità scientifica. E l’uomo che più incarnò la figura dell’alpinista puro, una figura tanto diversa da quella del De Saussure, fu proprio il conquistatore del Cervino, Edward Whymper …Nel 1861 ebbe inizio la sua brillate carriera alpinistica che lo portò su quasi tutte le più alte vette delle Alpi Occidentali ad eccezione del Cervino, la montagna che più lo affascinava e che tentò ripetutamente di conquistare prima in collaborazione, poi in aperta concorrenza, con il “bersagliere” di Valtournenche: la guida Jean-Antoine Carrel. La vittoria e la successiva tragedia del 14 luglio 1865 segnarono un giorno fatale nell’immagine delle Alpi e dalla Valle d’Aosta … Ma quello che più contò per la storia dell’immagine della Valle d’Aosta fu che dagli anni sessanta in poi tutti i più grandi alpinisti del tempo fecero del Breuil e di Courmayeur un campo base delle loro imprese, che ogni vetta fu esplorata, ogni via praticabile aperta, d’estate e d’inverno, con o senza guida; che vennero in Valle d’Aosta e ne parlarono nei loro libri, personaggi noti della cultura europea” (M. Cuaz, Valle d’Aosta. Storia di un’immagine, 1995, p.86). Ed ecco apparire infinite guide turistico-escursioniste, scritte in varie lingue, che descrivevano quei viaggi, quei borghi attraversati. L’abitato di Châtillon, luogo di passaggio obbligatorio nella valle centrale e luogo naturale di raccordo tra questa e la Valtournenche, è descritto come, “dopo Aosta, il comune più importante della vallata ed uno dei luoghi maggiormente frequentati da viaggiatori, sia italiani che stranieri, come da villeggianti e da balneanti. Pei primi è punto di partenza per compiere importanti ascensioni nella Valtournenche e nella Valpelline, o per passare in Isvizzera, oppure è punto di arrivo e di tappa se le stesse escursioni fecero in senso contrario onde proseguire poi oltre Aosta, od anche scendere verso Ivrea. Pei balneanti è come una succursale a St.-Vincent, e pei villeggianti in generale è un soggiorno molto adatto per ristorare la salute alternando il riposo ad amene passeggiate. Cosicché nella stagione estiva tra gli uni e gli altri apportano in paese un continuo movimento che si direbbe di una piccola città e che se venne scemato dall’apertura della ferrovia per quanto riguarda il commercio di transito è per contro accresciuto dal maggior concorso di persone, molte delle quali prima non vi giungevano per la poca comodità di viaggiare nella valle ... Il paese di Châtillon siede al vertice del grande cono di deiezione che stendesi allo sbocco della Valtournenche ed è diviso in due dal torrente Marmore il quale discende dai ghiacciai del Cervino e del St.-Théodule. Le abitazioni sono graziosamente adagiate su lieve ed ameno pendio e se ne ha un’assai pittoresca veduta portandosi a sud sul poggio di Veintou, o al di là della Dora, di dove la scena si completa coll’apertura della Valtournenche e col burrone scavato dal Marmòre sul quale sono gettati tre altissimi ponti” (Guida illustrata della Valle d’Aosta, collez. guide Casanova, Torino 1893, p. 108-109). Attraverso il colle del Théodule e quindi percorrendo tutta la Valtournenche, i Vallesani portavano il loro bestiame alle fiere di Aosta e di Châtillon, bestiame che sovente veniva utilizzato come merce di scambio con l’assai apprezzato vino valdostano. Nel XIX secolo le fiere che si tenevano a Châtillon attiravano la popolazione di tutta la regione animando il borgo per parecchi giorni portando notevole beneficio al commercio locale e agli albergatori. Per la sua posizione, Châtillon beneficiò del passaggio dei primi alpinisti che di qui transitarono per ammirare le montagne e soprattutto il Cervino. La Valtournenche era ancora priva di strade e sino allo scorso secolo, non si poteva che salire a piedi o a dorso di mulo, un cammino lungo e pericoloso su vecchie mulattiere, per intraprendere il quale una sosta nel borgo di Châtillon era quasi indispensabile. Celebre era l’hôtel Londra “grandioso albergo illuminato a luce elettrica, con stabilimento di vetture per Valtournenche e servizio d’omnibus tra la stazione ed il paese” (Guida illustrata della Valle d’Aosta, collez. guide Casanova, Torino 1893, p. 107). “Questo grandioso albergo impiantato nel 1853 dal sig. Gervasone, è posto in pittoresca posizione allo sbocco della Valtournenche attiguo al gran ponte: vicinissimo alla Posta e Telegrafo. Casa di primo ordine è la più frequentata dai turisti e stranieri. Confortable moderno e cucina italiana e francese - 40 camere ben arredate. Vasto ed elegante salone da pranzo. Illuminazione elettrica. Omnibus alla stazione. Vetture per St. Vincent-Fons Salutis e Valtournanche. Guide, portatori e cavalcature. Aperto tutto l’anno. (da Varale G., Saint Vincent e Châtillon, brevi cenni descrittivi ed illustrativi, tip. G. Testa, Biella 1901, p. 28-29). Un altorilievo raffigurante l’inglese Edward Whymper che qui soggiornò tra il 28 e il 29 agosto 1961 si affaccia sul cortile interno dell’ex-albergo, dove una volta si trovavano le scuderie. “Nell’agosto del 1863, da una modesta locanda di Châtillon, raggiunta dopo una visita al Cervino, Edward Whymper annotava che il più grande ostacolo che si opponeva al miglioramento delle strade valdostane era «l’idea generalmente diffusa che gli albergatori sarebbero stati i soli a goderne i vantaggi» (da M. Cuaz, Valle d’Aosta. Storia di un’immagine, 1994, p. 165). Nel 1891 fu inaugurata la strada che, costeggiando il Marmore, collegava Châtillon a Valtournenche facilitando l’arrivo di turisti e alpinisti ai piedi del Cervino (la carrozzabile vi arrivò solamente nel 1934).
E’ bello pensare a quella ormai lontana immagine, quando Châtillon rappresentava un’importante e fondamentale punto di appoggio per la salita alla Valtournenche, e ricordare gli illustri personaggi che vi transitarono per raggiungere la grande becca, pionieri inglesi e non che accompagnati da ardimentose guide locali ne tentavano la conquista: De Saussure, Edward Whymper, che per primo conquistò la cima del Cervino in quel memorabile 14 luglio del 1865, Jean-Antoine Carrel, Jean-Baptiste Bich, il canonico George Carrel, Guido Rey, Giuseppe Mazzotti. Una storia emozionante e avvincente fatta di tanti nomi ancora che, famosi e no, hanno lasciato la loro impronta su quella superba piramide di roccia.

DISCLAIMER

Disclaimer: i contenuti di questa pagina sono immessi direttamente dagli utenti che se ne dichiarano autori assumendone piena responsabilità; 7mates.com acconsente alla loro pubblicazione, declinando qualsiasi responsabilità in merito.
7mates declina ogni responsabilità per imprecisioni o errori nei contenuti.
* I voti di questa guida vengono aggiornati ogni 24 ore