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Un pieghevole pubblicitario distribuito a scuola ci ha spinti ad una “lunga” gita verso i colli Euganei, tutta, o quasi, destinata ai nostri insaziabili cuccioli viaggiatori. A Montegrotto Terme la prima fermata è presso il Butterfly Arc, la Casa delle Farfalle. Qui si è avvolti dalla bellezza e dalla grazia di centinaia di farfalle coloratissime, provenienti da ogni parte del mondo, perfettamente inserite nel proprio ambiente naturale ricreato nella grande serra. Si ammirano le farfalle che svolazzano leggiadre, in totale libertà, al tepore del parco che riscalda anche l’animo di chi le guarda. Se ne trovano dovunque, che creano un vero e proprio festival di colori e forme sulle piante appositamente selezionate in funzione della vita delle stesse farfalle. Il loro sbattere d’ali è seguito dai saltelli dei nostri bimbi che, avvertiti dalle guide della delicatezza degli insetti, sanno di non doverle toccare ma vorrebbero vederle ancor più da vicino. La vita di questi insetti, ci insegnano, è strettamente legata allo stato di salute dell’ambiente in cui vivono e viviamo: nella Casa delle farfalle si impara, tra le altre cose, che le farfalle sono un vero e proprio indice delle condizioni ambientali. Nel percorso attraverso il quale si procede, le farfalle iniziano alla scoperta della natura attraverso la loro metamorfosi che, da fuco, le porta ad essere la meraviglia che diventano. E, dopo l’entusiasmo dato dai colori del Butterfly Arc, si passa al mistero curioso del Bosco delle Fate dove, accanto alle Fate stesse, si incontrano gnomi e folletti che personificano i vari aspetti della natura in cui vivono (il vento impetuoso diventa, ad esempio, un elfo dispettoso, etc), dove ogni elemento ha la sua identità e il suo significato legati ad antiche leggende, miti e paure. Nel Bosco si incontrano, tra gli altri, l’Orco, la Regina delle Fate, Lumiera ed altre figure mitologiche che fanno sorridere o, anche, arricciare il naso e ricordare Babbo Natale (le associazioni di idee dei bimbi sono imprevedibili!). Il fitto degli alberi e il cielo grigio ci immergono perfettamente nella magia dl Bosco e la rendono più credibile. Ci rimettiamo in viaggio ed eccoci al Castello medioevale di San Pelagio in cui ha sede il Museo dell’aria. L’esposizione cronologica della collezione, costituita da modelli di aerei, dirigibili e mongolfiere (splendida la sala in cui sono esposte queste ultime), divise storiche, traccia la storia del volo fino ai giorni nostri con la conquista dello spazio. Le didascalie sono esaurienti, ma noi abbiamo una guida “speciale”: il nostro papà/marito, ufficiale dell’Aeronautica, che ci racconta tanti particolari sulla materia che, forse, non sempre si trovano scritti. Interessante la ricca sezione dedicata al Volo su Vienna di Gabriele D’Annunzio: dal campo di volo dietro il castello partì nel 1918 per la sua missione. Alla ricchezza degli interni e di quanto ospitano si aggiungono lo splendore dei giardini, meticolosamente curati, e l’intrigo del Labirinto del Minotauro legato anch’esso al volo, sia pure mitologico, di Icaro. Il sole è riapparso brillante e caldo così da invogliare al…volo…
Di rientro verso casa sostiamo ad Arquà Petrarca, borgo medievale, in cui il poeta Petrarca trascorse gli ultimi anni della sua vita, in fuga dalla città. Nel borgo, inserito nel club dei Borghi più belli d’Italia, si può visitare la piccola casa del poeta da cui si gode uno splendido panorama sulle colline circostanti. Dopo la visita, è bello passeggiare per le strade acciottolate lungo le quali si aprono giardini “in salita” nei quali crescono gli alberi di giuggiole. Finalmente abbiamo scoperto che tipo di frutto sia la giuggiola e, soprattutto, cosa sia il brodo di giuggiole: liquore a bassa gradazione alcolica. Abbiamo quindi fatto incetta di prodotti tipici: biscotti, giuggiole fresche, Brodo di giuggiole e vari vini di produzione locale.
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