Verona Gardaland
di LEODIUS

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Reportage da Gardaland
di Uberto Tommasi
Streghe, vampiri, teschi, mummie animano (si fa per dire) il noto parco giochi di Gardaland.
Un faraonico spettacolo riporta agli antichi lustri i monumenti della valle dei templi. Una tradizione, che dall’Europa si trasferì in America, oggi ritorna, trasformata, al luogo di partenza.
Gardaland. Verona. Ore 10,30.
Ci presentiamo, accompagnati da fotografo e disegnatore, all’ingresso stampa di Gardaland per documentare il fenomeno Halloween a cui il famoso parco di divertimenti ha dedicato i fine settimana del mese di ottobre. Dapprima gli accrediti, concordati con l’ufficio stampa di Milano, sembrano non funzionare, poi una gentile signora Laura, riesce a dipanare la kafkiana matassa degli equivoci. Risolto il problema entriamo ed io, confessando spudoratamente di non aver mai messo piede a Gardaland, divento oggetto di curiosità e commiserazione dei presenti. Poi la scenografia delle prime zucche, corredate di teschi, lugubri vesti nere ed inquietanti ragnatele, mi strappa il primato dell’attenzione. Il percorso si rivela intricato, confesso che da solo avrei rinunciato all’impresa intanandomi nella prima birreria, ed è Gigi Vesentini in persona, ad accollarsi l’incarico di pilotarci nel mondo variegato e fantasioso del parco nel quale una legione di streghe pare essersi impadronita della piazza. L’intensità del festeggiamento, che abitualmente segue il saccheggio delle città conquistate, pare aver fatto le sue vittime infatti in vari punti del parco si possono ammirare delle streghe spiaccicate, a mezza altezza, contro travi o pali come se l’ebbrezza dell’alcol, si sa che nella categoria i vizi sono d’obbligo, avesse fatto perdere loro il controllo delle scope.
Attraversando un arco di cartapesta, c’imbattiamo in un gruppetto di vampiri in abito da sera accompagnati fanciulle vestite da streghe che si prestano a truccare i visitatori che desiderano adeguarsi alla celebrazione. Ci fermiamo per osservare l’abilità con cui disegnano ragnatele, pipistrelli e serpenti sulle guance dei volontari. Quindi proseguiamo per la casa di Prezzemolo, il draghetto mascotte di Gardaland dove nella parte alta scopriamo che anche nell’ufficio informazioni, situato nella parte alta, si sono insediate le regine della notte. Una di esse giovane e con i capelli rossi (Una strega secondo la tradizione campa fino a 700 anni) accetta di posare con i visitatori. Verso le ore 13 facciamo sosta sui tavolini di una panetteria-birreria dove, seguendo l’esempio di alcuni vampiri trasgressivi, rompiamo la dieta abbuffandoci di patatine fritte, panini e sorseggiando birre bionde. Dopo un’oretta di sosta riprendiamo il nostro viaggio nell’immaginario immergendoci nei tunnel inquietanti del padiglione egiziano, facendoci sballottare nelle canoe indiane e cercando di perdere gli occhiali su un mega-pendolo che per qualche attimo ci dimentica a testa in giù. La sorpresa è alla sera quando, alle 19,30, inizia lo spettacolo sul piazzale antistante la “valle dei templi”. Una mirabile riproduzione dei monumenti egiziani fa da scenografia ad un balletto in cui improbabili mummie, che si trascinano brandelli di fasce, si scatenano in danze macabre mentre fantascientifici laser proiettano tunnel di luci ed immagini evocanti visioni d’oltretomba. Solo la pirotecnica esplosione di fuochi d’artificio ci distrae dalla gigantesca edizione del tradizionale “Dolcetto scherzetto”. Prima di uscire ci fermiamo in un caffè situato nella riproduzione di una città da “mille ed una notte” e discutiamo un po' del fenomeno Halloween, e di come dall’Europa celtica (Scozia ed Irlanda) fosse migrato in America divenendo, per conquista, tradizione del nuovo continente, da cui, seguendo le imperscrutabili vie del consumismo, era rimbalzato nel vecchio continente cambiando nome e sostituendosi alla celebrazione cristiana di “Tutti i santi”. La riedizione pagana del fenomeno avverrebbe tra il 31 ottobre ed il primo novembre e celebrerebbe un contatto fra l’aldilà ed il mondo dei viventi con grande festa di streghe e demoni. L’antica leggenda includerebbe anche una finale galoppata di streghe nel cielo guidata dal pianeta Venere, o secondo leggende germaniche da Hugbert, il lucifero, o il prometeo, dei paesi nordici che con l’avvento del cristianesimo divenne sant’Uberto, il protettore dei cacciatori. Lo spegnersi delle ultime luci ci spingono verso l’uscita che raggiungiamo osservando come, al buio, le figure scherzose di vampiri, teschi e pipistrelli assumano un aspetto minaccioso. Reprimendo un brivido guadagniamo l’ultimo cancello dove una catasta di zucche sequestrate, ai collezionisti di souvenir, viene accatastata da solerti guardiani.
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