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Barcelona posat guapa, "Barcellona fatti bella". È questo il motto della città che conosco in molte delle sue manifestazioni più segrete. Sì perché dopo la Sagrada Familia, il Museo Ricasso, Placa Catalunya… c'è un'infinità di lati nascosti da scoprire. Uno dei più belli, purtroppo, non c'è più. Si trovava a Calle St. Judici, proprio una di quelle stradine popolari della Barceloneta. Carmen teneva sempre la saracinesca della sua casa/ristorante semi-abbassata, ma la apriva a braccia aperte quando una persona le andava a genio. La sala avrà avuto al massimo cinque tavoli, un pianoforte e in alto infinite mensole abitate da panciuti gatti. I suoi coinquilini sembrano felini addomesticati, perché mai ne ho visto uno molestare qualcuno durante la cena. Tra un pulpo a la Gallega e i cannolicchi alla brace (e fiumi di vino ovviamente), la serata sembrava una piccola magia, e la maga era Carmen, che mai dimenticava di raccontare l'aneddoto sulla visita di Almodovar e Fellini al suo locale. Ma un giorno traslocò a La Coruña, lasciando i suoi fan a bocca asciutta, in tutti i sensi.

Tra le varie esperienze che Barcellona può offrire, una delle più inesplorate è la ricerca di un buon fornitore di mozzarella di bufala. Già nella sua patria italiana, è difficile sapere come orientarsi per distinguere le produzioni più fresche da quelle conservate nelle celle frigorifere. La nostra sfida (trovare una mozzarella di bufala fresca a Barcellona) è iniziata dal basso (considerando come ci hanno trattato), da I Fratelli la Bufala pizzaioli emigranti, ubicati in pieno centro. Abbiamo ordinato quattro bufale piccole e il cameriere si è presentato con una mozzarella enorme. "Ne volevamo quattro piccole veramente…" "Mi servono per le insalate, vi conviene questa grande, lo dico per voi". Dopo varie discussioni, abbiamo presto capito che I Fratelli sono davvero una bufala, si danno le arie ma sono più venditori che buongustai nell'anima. Sconsolati, ci avviamo verso una pizzeria gestita da un italo-spagnolo. Ci spiega che i distributori di mozzarella qui sono pochi e prima di fare nuovi ordini devono smaltire tutta la merce. Ci offre due bocconcini, buoni, ma lontani dall'insuperabile consistenza di una D.O.P.: quando la parte esterna si stacca dalla polpa, svelando uno stadio del latte che rasenta la perfezione. Una gioia del palato, che non ha bisogno di essere accompagnata da altri ingredienti. Se non da un Asprigno D'Aversa, meglio se brut. A questo punto, ci dirigiamo verso La Boqueria. Questo regno della prelibatezza, con le sue bancarelle che sembrano dipinte, effettivamente ci dà qualche speranza: alcuni banconi espongono mozzarelle nel tipico contenitore trasparente e immerse nel siero lattiginoso. Ma quando facciamo per comprarle, ce le confezionano senza una goccia del liquido. Segnale di ignoranza mozzarellosa. Infatti, voto cinque più. Saporita, ma a pasta molle molliccia. Non ci scoraggiamo. Dovrà pur esserci un posto dove brindare alla bufala ritrovata. Siamo a Gracia, barrio dai negozietti biologici, equosolidali, artigianali… tranne Gran de Gracia, la via che costeggia il quartiere. I negozi qui hanno un aspetto più internazionale, più global, ma non i palazzi: un vero spettacolo per chi alza gli occhi, tra cornicioni, affreschi di tutte le tinte e ringhiere ghirigorate. Come abbasso un attimo lo sguardo, distogliendolo da un balcone fiorato, la vedo.
Mi trovo a qualche traversa prima dell'incrocio con Traversera de Gracia. Questa tienda è nuova, non mi pare di averla mai vista prima. Pasta Gragnano, salsa di pomodori secchi (chi la apprezza deve assolutamente provare la salsa tipica catalana, la Romesco) e in fondo, in splendida forma ovoidale, una mozzarella di bufala che almeno all'apparenza convince tutti.
Per ora è lei a detenere il titolo di migliore bufala catalana. La sua consistenza aveva mantenuto l'equilibrio tra densità e liquidità. Non trovando l'Asprigno, però, abbiamo optato per un Albariño, un vitigno gallego, minerale, con forte personalità.

Barcellona fatti bella e donaci un'altra buona mozzarella.


Stefania Campanella

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