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Le targhe americane riportano in basso il motto di ciascun stato. Quello del Minnesota è “10.000 laghi”. E infatti, come spiega anche Wikipedia non a caso prende il nome dal vocabolo dakota minisota, cioè acqua che riflette il cielo. La particolarità è che pur essendo St. Paul la capitale, la città più famosa è Minneapolis. Le due città vengono chiamate gemelle, ma meglio sarebbe chiamarle gemelle diverse; hanno la caratteristica di essere attaccate e a quanto pare corre una certa e comprensibile rivalità tra le due. Quando arrivai a Minneapolis il tempo era fantastico, un cielo terso e una temperatura “positiva”, nonostante fosse fine dicembre. Durante l’inverno cala spesso parecchi gradi sotto lo zero e questo spiega come mai a Downtown tutti i grattacieli – e dico tutti – sono collegati da corridoi sospesi pedonali. Ma lo spettacolo inizia appena fuori il centro. Hennepin Avenue varrebbe da sola la pena di un viaggio.
Il locale
Il Chino Latino è il locale più conosciuto della città e la sua particolarità sono le tovagliette. Un grafico molto bravo riesce a fare dei disegni che se visti da una parte raffigurano una cosa, ma basta girarli per trovare un altro personaggio. La cucina è fusion e di buon livello ma si può andare anche solo per un cocktail. L’ambiente è quello tipico dell’America benestante. Levis e camicie a quadretti per gli uomini, top e tacchetto per le donne. Cool.
La rapina
Un giorno mi fermo a comprare una Coca Cola alla vaniglia al drugstore di una stazione di servizio. Mentre pago, vedo che il cassiere sbianca e mi dà il resto come a rallentatore. Gli chiedo anche un superpack delle mie gomme preferite alla cannella, ma forse – penso – il mio accento è così terribile che non mi capisce. Meno male che la scena me l’ha raccontata solo dopo il mio amico che aspettava fuori in macchina: dietro di me due poliziotti avevano puntato la pistola in testa a uno che stava rubando non so che cosa. Sì lo ammetto, mi sono sentita un po’ sul set di un film, pur perdendomi la scena clou. Starring.
Il bancomat a tubo
Mentre la temperatura si abbassava vertiginosamente, stavo in auto con il mio amico americano alla guida del suo macchinone. Avevamo appena mangiato un taco rimediato a un fast food drive, senza neanche mettere il naso fuori. Ci accorgemmo di essere a corto di contanti così il mio amico andò verso Hennepin e entrò in una specie di benzinaio. Parlò al distributore (in realtà una sorta di citofono) e chiede dei soldi digitando un codice. Dall’altra parte rispose una voce, che se il labiale non mi ha ingannato era di una donna a pochi metri da noi, dietro un vetro. La vidi mettere del denaro in una specie di busta delle lettere. In pochi secondi i dollari uscirono da un contenitore vicino al citofono. Era la mia prima volta in una banca fast service. What?
Gay Pride
Qui a Minneapolis (magari in tutta l’America, ma io l’ho sentito solo qui) chi espone la bandiera arcobaleno (quella che da noi simboleggia la pace) fuori casa dichiara agli altri la sua omosessualità. Anche gli innumerevoli scoiattoli che popolano la città. Interesting.
Il lago
Quasi alla fine della via, sulla destra c’è un lago enorme. Io l’ho visto ghiacciato. Una lastra infinita che solo ai poli pensavo potesse esistere. Intorno solo ville da sogno, che avranno prezzi da far rimanere di ghiaccio. Money.
Il cimitero
Se c’è un cimitero divertente è questo spiazzo infinito che sovrasta il lago. Forse l’aggettivo è poco rispettoso, ma il cattivo gusto americano ha dato molto qui. Infatti, si è liberi di far costruire la lapide come più si desidera, quindi ne ho viste a forma del defunto, cioè con i suoi lineameti riprodotti, o con sculture improbabili… molte sono a forma di croce celtica, ma utilizzate nel senso che possiedono per il cristianesimo celtico. Amazing.
Shopping&Food
In quest’area si trovano dei negozi di usato con occasioni imperdibili, ma soprattutto i supermercati più supermercati del mondo. Migliaia di tipi diversi di riso disposti sugli scaffali di un corridoio lunghissimo, chilometri di salse dressing per le insalate, comprese quelle firmate d Paul Newman, buste di preparato per muffin ai gusti improbabili, come gli irresistibili cone zenzero e noci… Delicious.
Non conosco bene St. Paul, ma se torno, torno a Hennepin Avenue.
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